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Britannic, il Leviatano degli abissi

«Oggi, 31 maggio 1911, lascio la mia vita a bordo dell’Oceanic. Quando scendo da una nave, so quel che lascio, ma non quel che trovo. Noi, donne di mare, diciamo sempre: “the devil you know is better than the devil you don’t”. La nave su cui prenderò servizio tra poche settimane dicono sia la più bella mai costruita, la più raffinata ambasciatrice della bandiera britannica per gli oceani del mondo. È un onore per me essere stata selezionata per lavorare a bordo di questo transatlantico che, la stampa, chiama “superliner”. Forse è la nave più grande al mondo».

HMHS Britannic. Si posizionano le caldaie all’interno della nave dopo il varo (Harland & Wolff Archive)
Il Titanic mentre lascia Belfast il 2 aprile 1912

«Si dice che sia in grado di accogliere non meno di quattromila persone, di cui circa ottocentosessanta persone di equipaggio. È un sogno potervi lavorare. La nave ha già una gemella, pronta a entrare in servizio dopo di lei: l’RMS Titanic. La chiamano l’inaffondabile, un termine che mai avevo letto sulla stampa prima d’ora. I giornalisti scrivono che anche con quattro compartimenti stagni allagati è in grado di galleggiare. Mi sono imbarcata per la prima volta sull’RMS Olympic il 14 giugno 1911. In precedenza ho servito a bordo di RMS Majestic, Adriatic e Oceanic. Il mio numero di matricola è 680439. Sono nata in Argentina, e cresciuta in Gran Bretagna. Il mio nome è Violet Jessop».

Violet Jessop con la divisa da VAD (Voluntary Aid Detachment) utilizzata a bordo dell’HMHS Britannic
Registrazione sul libretto personale di Violet jessop dell’unico viaggio a bordo dell’RMS Titanic e dei successivi imbarchi a bordo dell’RMS Olympic (Archivio Marylin Skopal)

«Nella mia vita ho affrontato diversi naufragi e molte collisioni a mare, e sono sempre sopravvissuta. Tutti mi conoscono come Miss Unsinkable. A bordo dell’Olympic ho attraversato l’oceano in cinque giorni sedici ore e quarantadue minuti. A dire il vero, abbiamo anche avuto un incidente a bordo. Ufficialmente il gioco d’azzardo è proibito nella Smoking Room di prima classe. In realtà è tollerato, purché resti entro certi limiti. I veri scommettitori si ritrovano in salette separate. Lì, a porte chiuse, restano per giorni e trascorrono notti insonni. Quanto bevono non lo si può calcolare, e nemmeno quanto fumano. Mr. Barton J. Harvey in una sola mano ha perso 10.000 dollari, il doppio dello stipendio annuo del capitano Smith. Ha trentasette anni. Quando l’avversario gli ha mostrato le carte, il suo cuore non ha retto. È collassato. Beveva pesantemente da due giorni. Un’ora più tardi è morto».

14 Ottobre 1911. L’unico nome registrato ufficialmente da Harland and Wolff e presso il Public Record Office of Northern Ireland è Britannic, originariamente Gigantic

 

Gigantic, nome originario del Britannic, è il leviatano degli oceani che inizia ad essere costruito il 30 novembre 1911 presso i cantieri Harland & Wolff di Belfast. Lo scalo che la accoglie è il n. 433. Si tratta della terza gemella di Olympic e Titanic. Il mito della velocità è l’ago magnetico dell’epoca. È dotato di poderose caldaie a vapore che sono in grado di imprimere notevole velocità alle tre eliche della nave. Ventitré nodi è la velocità di crociera prevista. È collassato. Beveva pesantemente da due giorni. Un’ora più tardi è morto».

Le tre possenti eliche dell’RMS Olympic
La sala Lettura e Scrittura dell’RMS Olympic

Il viaggio inaugurale del nuovo Britannic è fissato per la primavera del 1915.
L’inverno è stato lungo, ma ora che l’estate è alle porte, una ventata di cambiamenti è pronta a scuotere il Vecchio Continente. Il primo Lord dell’Ammiragliato, Sir Winston Churchill, è pronto da tempo a un conflitto bellico. È dal 1911 che in Gran Bretagna si intraprendono cambiamenti all’interno dalla Royal Navy. L’Inghilterra vuole essere al passo della Germania. Sa che la guerra si combatterà per mare e per cielo. Lord Churchill cova da tempo il desiderio di espandersi a Est e intraprende così la dolorosa e fallimentare campagna militare nei Dardanelli, in Turchia. La White Star Line allo scoppio del conflitto controlla ben trentacinque navi. Il Britannic è quasi pronto per entrare in servizio quando l’Ammiragliato invia una lettera alla presidenza della White Star Line chiedendone l’usufrutto. È il 13 novembre 1915 e tutto cambia. Nemmeno un mese più tardi e il transatlantico dirige la prua verso Belfast Lough per completare le prove a mare in una sola giornata.  A mezzanotte dello stesso giorno, Henry Concannon iscrive la nave presso i registri di Liverpool come His Majesty Hospital Ship Britannic, affidandole l’identificativo 137.490. La nave ora è a tutti gli effetti militare.

White Star Line – Oceanic Steam Navigation

Le suite per milionari cedono il posto a strutture mediche, letti da campo e attrezzature per operazioni chirurgiche, le promenade diventano corsie d’ospedale.
Anche la sua livrea cambia. I quattro fumaioli diventano gialli, l’opera viva è dipinta di rosso mentre la parte superiore diventa bianca in favore del nero. Due strisce verdi attraversano longitudinalmente la nave per tutta la sua lunghezza. Sono pronte a illuminarsi durante la notte, grazie ad altrettante lampade colorate. Croci rosse di notevoli dimensioni sono dipinte sulle murate. Anch’esse dovranno essere illuminate durante la navigazione notturna. Tutti devono sapere che quella è una nave ospedale. Il transatlantico non deve essere confuso per un piroscafo civile. Questa particolare tipologia di mezzi militari è protetta dalle convenzioni dell’Aja e di Ginevra. Sono ufficialmente inattaccabili, da parte di chiunque. Il capitano Ranson cede il comando in favore di Charles Alfred Bartlett, capitano lungamente conosciuto dalla Compagnia. Il suo è un comando sicuro. Bartlett preferisce il rispetto delle regole alla velocità e per questo è amato dagli equipaggi con cui lavora. Lo hanno soprannominato “Iceberg Charlie” per il suo carattere di ghiaccio e austero. Bartlett sa destreggiarsi tra i sommergibili tedeschi. Ne ha dato prova nel Mare del Nord allo scoppio della guerra, ora deve provare lo stesso in Mediterraneo.

Immersioni effettuate durante la spedizione HMHS Britannic Il leviatano degli abissi  – Fotografia: PHY Diving Equipment, 2025
Il team in formazione approccia il relitto dell’HMHS Britannic – Fotografia:  Davide Pezone, PHY Diving Equipment
Andrea Murdock Alpini con la pesante attrezzatura subacquea utilizzata durante le immersioni sul relitto dell’HMHS Britannic – Fotografia: Davide Pezone, PHY Diving Equipment

di Andrea Murdock Alpini  – Tratto dal libro HMHS Britannic: il Leviatano degli abissi, Magnes editore, 2025

Immagine in copertina: HMHS Britannic, il leviatano trasformato in nave ospedale, viaggia verso Mudros, Grecia

Autore

  • Classe 1985, si immerge dal 1997 in circuito aperto, in acque marine e lacustri prediligendo i relitti, storici o moderni. Subacqueo e istruttore tecnico TDI, SDI, CMAS, PTA. Collabora con le testate Scubaportal, Relitti in Liguria, NauticaReport, Sub Underwater Magazine, Scuba Zone e Ocean4Future.
    Tiene conferenze e seminari inerenti immersioni su relitti e subacquea tecnica.
    Organizza immersioni in luoghi insoliti e spedizioni subacquee su relitti. Documenta le proprie immersioni con video,...

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