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Heart Earth. Il rapporto uomo-natura visto dal duo Zeroottuno

Fabbrica Eos di Milano presenta dall’8 settembre all’8 ottobre 2022, nella sede di viale Pasubio, la mostra “Heart Earth” di Zeroottouno, duo creativo composto da Davide Negro e Giuseppe Guerrisi.

ZEROOTTOUNO, Anima Mundi, 2022, elementi naturali e neon, cm. 226x60x35, dettaglio

«Nelle opere di Zeroottouno – scrive Alberto Mattia Martini, curatore della mostra – la natura non solo è soggetto della rappresentazione artistica, ma è coinvolta come parte attiva: forza creatrice e interagente con chiunque voglia sintonizzarsi con essa e con il proprio cuore. Zeroottouno, fin dagli esordi, esplora le relazioni tra uomo e ambiente, guardando all’elemento naturale come protagonista imprescindibile e determinante della propria indagine. La natura, nonostante la deturpazione egoistica operata dall’uomo, non porta rancore, né tantomeno cerca vendetta, ma anzi esprime tutto il proprio altruismo, desiderando e auspicando una comunicazione finalmente reale e leale, nonché di scambio intimante spirituale».

ZEROOTTOUNO, Anima Mundi, 2022, elementi naturali e neon, cm. 226x60x35

Il percorso espositivo comprende una quindicina di opere, alcune delle quali realizzate appositamente per questa mostra. Lavori in cui interagiscono materia primigenia proveniente dalla terra ed elementi – segni di luce, di neon, di vetro – che danno forma ad una sorta di compenetrazione tra materiale e immateriale o, come affermava Hegel, a “Ombre sensibili”.

ZEROOTTOUNO, Graft #2, 2018, elementi naturali e bronzo cm. 55x25x10, dettaglio

Per gli spazi di Fabbrica Eos Gallery, il duo artistico realizza, inoltre, l’installazione ambientale “432hz”, dove l’elemento naturale assorbe il circostante, in un dialogo amplificato dalla presenza attiva del pubblico. Un ampio manto verde, costituito da erba naturale, vibrerà seguendo le onde alla frequenza di 432 hertz, utilizzata fino al 1939, quando si decise di fissare l’accordatura della nota LA a 440 hertz. Non un nostalgico ritorno al passato, ma il tentativo e l’invito a riconnettersi con la frequenza che probabilmente meglio si armonizza con quella del vivente, e quindi anche con il battito cardiaco. Una sincronizzazione emozionale ma anche cerebrale, che ci invita a riflettere sullo scambio potenzialmente infinito tra terra e cuore, che appunto nella lingua anglosassone differiscono solamente per il posizionamento della lettera “h”.

ZEROOTTOUNO, Graft #2, 2018, elementi naturali e bronzo, cm. 55x25x10

Infine è esposta “Anima mundi”, una scultura/installazione composta da un grande tronco d’ulivo, sezionato e trafitto nell’anima da una fulgente lama di luce di neon blu. Mater natura anima mundi: a chi o cosa risponde la vita, a quale legge? A quale mistero l’uomo deve credere per poter vivere? La natura è l’anima del mondo e quindi dell’umanità. Il cuore dell’uomo è nella terra e la terra è il cuore della vita umana, senza questo accordo armonico il nostro petto smetterebbe di pulsare.

ZEROOTTOUNO, Helux #2, 2022, ceramica, neon, cm. 50x20x20

L’esposizione, realizzata in collaborazione con la Fondazione Rocco Guglielmo, è accompagnata da un catalogo edito da vanillaedizioni  con testi di Alberto Mattia Martini e Rocco Guglielmo e ricco apparato iconografico.

ZEROOTTOUNO, Rinoceronte, 2021, ceramica, cm. 35x40x20

Zeroottouno è un duo artistico composto da Davide Negro (Catanzaro, 1985) e Giuseppe Guerrisi (Cinquefrondi, RC, 1984). La loro ricerca è la risultante di anni di sperimentazioni individuali in aree di interesse diverse, che trova dei punti in comune attraverso la sovrapposizione delle singole riflessioni sulla società contemporanea e sulle dinamiche che regolano il rapporto uomo-natura. Gli elementi naturali, dunque, sono parte integrante del lavoro di Zeroottouno, fino a diventarne spesso il fulcro centrale. Tra le principali mostre si segnalano: “Nature – Le trame dell’esistenza”, a cura di Simona Caramia, Museo MARCA, Catanzaro, 2018; “Ceilings. Musei in rete”, a cura di Simona Caramia, Museo Archeologico Statale dell’antica Kaulon Monasterace, Reggio Calabria, 2018, opera permanente; “Atelier #4 – Zeroottouno”, a cura di Giorgio De Finis, Museo MACRO, Roma, 2019; “Booming, Off project Fondazione Rocco Guglielmo”, a cura di Simona Gavioli, Palazzo Bentivoglio, Bologna, 2022.