Cosa sussurrano i libri alla terra di Boncore, in Puglia? Sfogliate dal vento, accarezzate dalla pioggia, le loro storie tornano a vivere, le parole a farsi materia. Migliaia di pagine affiorano come un gigantesco fossile dai campi estivi, tra ulivi monumentali e prendono un nome che è già mito: Cartomastodonte, creatura immaginaria che affonda radici in ere antichissime.

L’installazione vive grazie all’intuizione dell’artista Daniele Papuli, uno che con la carta fa meraviglie: di volta in volta scultore, designer, esploratore, da sempre indaga le potenzialità di una materia viva e mutevole sul palcoscenico artistico internazionale. Per la sua ultima opera in ordine di tempo sceglie un’ambientazione immaginifica: il Campo dei Giganti, a Boncore di Nardò, provincia di Lecce, monumento agli ulivi secolari decimati dalla Xylella e a un territorio bellissimo e fragile voluto dall’artista Ulderico Tramacere. Per realizzare questo essere fatto di pagine e parole, Papuli sceglie compagni di viaggio specialissimi. Le tante anime del sistema bibliotecario pugliese si uniscono con il supporto del Polo Biblio-muselae di Lecce e del Museo Castromediano in una catena che va dal Salento al Gargano e coinvolge Martignano, Castrignano, Cursi, Corigliano d’Otranto, Cutrofiano, Galatina, Monteroni, Lucugnano, Patù, Matino, Taviano, Brindisi, Torre S. Susanna, Oria, San Marzano, Pulsano, Taranto, Crispiano, San Ferdinando di Puglia, Canosa, Bari, Fasano, Martina Franca, Foggia, Torre Maggiore, San Severo, Lecce.

Per mesi i bibliotecari raccolgono e imballano libri. Alla fine arrivano a quota 35.000. Sono quelli altrimenti destinati al macero, nel normale ciclo di vita delle biblioteche urbane che sostituisce i testi danneggiati o usurati. Invece per loro si delinea un destino altro. Nutriranno la terra rossa di Puglia in un progetto che punta al futuro. A luglio, aperti e disposti a spina di pesce, sono stati sistemati a formare lo scheletro di un animale preistorico. O, volendo, a segnare ipotetiche faglie di una terra in movimento e mutazione. Anche loro cambieranno: toccherà allo scorrere del tempo e ai fenomeni atmosferici trasformarli in altro, in un processo di metamorfosi che fa risalire il foglio al legno. Pensata per essere affidata alla terra, l’opera inaugurata il 23 luglio 2025, è lavoro di immaginazione che inventa un nuovo paesaggio. La creazione qui più che altrove diventa atto comunitario. Così Daniele Papuli è solo il tramite ultimo di una vasta cooperazione che sembra coinvolgere volontari, bibliotecari, lettori, scrittori, editori. L’artista li rappresenta tutti nelle foto che lo immortalano inginocchiato tra le cataste di volumi, intento a sfogliarli, a catalogarli per forma, colore, dimensione, progettando dall’alto di una scala il gigantesco scheletro di una biblioteca a cielo aperto.

Tutt’intorno, testimoni silenziosi e potenti, i tronchi secolari degli ulivi. Sono loro i giganti simbolo dell’economia di un territorio falcidiato dal batterio che ne ha sancito la morte, ma non ha scalfito la memoria storico-culturale: privi di foglie, gli alberi conservano la potenza plastica del legno imbiancato dalla calce. E diventano monumento ideale al futuro e alla speranza in un campo nel cuore del Salento. Per Papuli, laboratorio a Milano ma origini pugliesi mai dimenticate, non è la prima volta qui: fin dagli esordi il suo percorso artistico è iscritto nella storia del Campo dei Giganti. Nel 2023 nasce la sua Rossoscultografia, installazione che nel colore acceso simboleggia la linfa vitale degli alberi antichissimi, ma vivi e potenti.

Il Cartomastodonte è evoluzione artistica, secondo tempo di una creatività che si reimmagina: non un monumento da contemplare, ma un organismo vivente da attraversare. Una costruzione che, nata dalle mani di tanti, restituisce speranza alla fragilità. “Il Campo dei Giganti – spiega lui – ci rivela il suo substrato e ci mette di fronte ad un’anomalia, ad una macchia che si evolve, si disgrega, si gonfia, diventa altra materia. Il modulo libro si calcifica, si rafforza. La carta esprime tutta la propria permanenza, evolve e ci restituisce il tempo, le attese, la sospensione”. In fondo è quello che fa ogni libo attraverso il racconto che è esperienza personale e suscita emozioni diverse a seconda dello stato d’animo del lettore. Ancora Papuli: “I libri giacciono dormienti e chi li ha posseduti e si è adoperato nella costruzione, insieme al visitatore viandante occasionale, ne diventa custode”. Forse non è un caso che a un passo da qui a metà novecento Ernest Hemingway cercasse nella Lucania le tracce dei leggendari Mammut, preistorici resti tramandati dalla tradizione popolare. Una leggenda, ma sufficiente a colpire l’immaginario del grande cacciatore e instancabile scopritore di storie, dettando le tappe del suo ultimo viaggio in Italia. Chissà se il mastodonte ricreato in Puglia custodisce qualcuno dei suoi libri.

di Antonella Gonella – Fotografie: Chiara Stravato, Il Campo dei Giganti
Immagine in copertina: Aperti, disposti a spina di pesce i libri formano l’ossatura di una macro creatura, un gigante tra i Giganti – Dettaglio del Cartomastodonte di Daniele Papuli
