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Le favole di La Fontaine nelle illustrazioni ottocentesche della stamperia Pellerin d’Epinal

Non molto tempo fa, presso il “mercato della carta” che si tiene ogni prima domenica del mese sotto i portici di piazza Carlo Felice a Torino, ho acquistato una serie di stampe litografiche francesi che riproducono le favole di Jean de La Fontaine (1621-1695), stampate dalla tipografia Pellerin di Epinal. Conoscevo già questa antica stamperia per il possesso di alcune plances di santini risalenti all’inizio dell’Ottocento. Sono stato perciò molto affascinato dalle stesse per la limpidezza e la vivacità dei colori, tanto da decidere di farne oggetto di studio per le mie collezioni.

 

Una stamperia antica quella dei Pellerin, la cui presenza è attestata ad Epinal, nella Francia settentrionale, sin dal 1735 con Nicolas Pellerin; ma il riconoscimento della cittadina come centro d’imagerie all’inizio del XIX secolo si deve a Charles Pellerin. Dopo di lui l’azienda rimase nelle mani dei suoi discendenti per sette generazioni. Questo spirito familiare spiega la longevità dell’imagerie. Nel 1861, tuttavia, la fabbrica con centocinquanta operai che nel 1850 aveva aperto un laboratorio litografico e avviato la produzione industriale, dovette affrontare una concorrenza inattesa alla quale riuscì a tener testa. Infatti sin dalla creazione dell’atelier litografico era lì impiegato come disegnatore di immagini il pittore Charles Pinot, formatosi a Parigi nell’atelier di Paul Delaroche. Conosciuto da illustratori e caricaturisti nonché da soggetti noti nel mondo della moda, questi consegue nel 1865 il brevetto di disegnatore. Tramite lui la società Pellerin diventa nel 1865 “fornitore dei servizi di immagini per S.M. l’Imperatore” e nel 1866 “Fornitore brevettato di S.M. L’Imperatrice” (Martin Sadion, Images d’Epinal. Preface d’Anna Gavalda, Edition de La Martiniere, Parigi, 2013, p. 18).

Inizialmente sono i soggetti a carattere sacro ad impegnare la tipografia: immagini di santi col predominio di San Rocco, crocifissioni, la Trinità, la Vergine, la Sacra famiglia; all’inizio del XVIII secolo compare ad Epinal un altro tipo di immagini fino ad arrivare a quelle da corredo per fiabe e racconti per bambini che sono la parte più importante della produzione di questa casa tipografica, ma anche quella più conosciuta. Chissà quante generazioni di ragazzi, dal Secondo Impero avranno imparato a leggere con queste immagini dai colori vivaci, spesso raccolte in album, prima di essere soppiantate dai fumetti. In cima alla lista, naturalmente c’erano le fiabe classiche: Il gatto con gli stivali, Cenerentola, Cappuccetto Rosso, La bella Addormentata così come alcune favole di La Fontaine o meglio favole scelte e messe in versi da La Fontaine; centoventiquattro favole suddivise in sei libri, pubblicate a Parigi da Barbin nel 1668 e poi le successive centoventidue che apparvero dieci anni dopo in cinque libri, e quindi le ultime ventinove del conclusivo libro XII nel 1692 sono solo una parte di un bacino costituito anzitutto dagli apologhi di Esopo; una raccolta arricchita dalle favole tradotte e rielaborate in epoca romana da Orazio, Fedro e Aviano. Un capolavoro di arguzia psicologica, specchio implacabile che gli animali tendono all’uomo per mostrargli i suoi vizi e insegnargli la virtù della tolleranza.

Pur rispettandone l’originaria vocazione didattica, La Fontaine “si preoccuperà subito di sottrarre la sua opera all’ambito didascalico e moralistico in cui il genere si era impigliato, orientandolo verso il gusto letterario dei suoi contemporanei”. La prima edizione di queste favole venne pubblicata nel 1668, e non era illustrata. La prima pubblicazione illustrata risale infatti al 1886. In Italia, in particolare, l’edizione Sonzogno, con la traduzione in versi di Emilio De Marchi (1851-1901) e le illustrazioni di Gustave Dorè (1832-1883) è considerata una delle prime edizioni illustrate. In Inghilterra un disegnatore eccelso, Percy J. Billinghurst, nel 1900 correda le favole di La Fontaine in un libro dal titolo A Hundred fables of La Fontaine (La Fontaine, Favole, Introduzione a cura di Luca Pietromarchi, Marsilio, Venezia, 2017 , vol I, pp. 17-37).

La stamperia Pellerin d’Epinal verso la metà dell’Ottocento incomincia a produrre materiale didascalico destinato all’educazione dei ragazzi e tra questo les fables. Queste immagini erano all’origine dei fogli sciolti destinati ad essere venduti singolarmente. Ogni immagine era un tutto a se stante. Non era una soap opera da seguire; ogni tavola conteneva l’interezza della storia, di un racconto. Queste grandi immagini di singoli fogli competevano con i libri dei bambini, soprattutto quelli parigini, abbondantemente illustrati e colorati (Henri George, La belle histoire des images d’Epinal, Preface de Philippe Sèguin, Le Cherche midi editeur, Paris, 1996).

A partire dalla fine del Secondo Impero (1870, crollo di Napoleone III) si pensò di raccogliere questi fogli sciolti in album da venticinque, cinquanta o cento immagini, differenziandoli in album per ragazzi e album per ragazze. Contemporaneamente, a questi album dalle grandi immagini, Pellerin iniziò a produrre opuscoli in vari formati più piccoli. Furono create molte serie sicché il catalogo del 1897 ne elenca più di cinquecento. Questi librettini da dodici, sedici o trentadue pagine riprendono la maggior parte dei soggetti trattati nei fogli sciolti e ne riutilizzano spesso le illustrazioni servite da corredo a racconti, avventure o favole di La Fontaine.

Recentemente, a maggio 2025, una rara edizione delle favole di La Fontaine, rilegata nel 1782 per l’Imperatrice di Russia, è stata venduta da Christie’s in un’asta a Parigi per 378.000 euro. L’opera in quattro volumi faceva parte della biblioteca di Pierre Brossette, industriale e bibliofilo; pubblicata nel 1750 con incisioni di Jean-Baptiste Oudry, i fogli furono rilegati e colorati a mano nel 1782 come dono a Maria Feodorovna, futura Imperatrice consorte di Russia. Quell’anno Paolo Petrovic Romanov, futuro zar Paolo I, e sua moglie Maria Feodorovna, nata Sofia Dorotea di Wurttemberg, visitarono Parigi durante il viaggio in Europa. Nella capitale francese Maria ricevette queste favole in dono o, forse, le acquistò.

Le stampe litografiche originali che propongo, del formato 42×30 cm, dall’evidente carattere didascalico, sono di fine Ottocento, della Série Supérieure aux Armes d’Epinal destinati dalla stamperia Pellerin all’educazione dei ragazzi. Stampe popolari da corredo a favole e racconti facili da apprendere e da tramandare. Ricchezza e profusione degli stili e delle tecniche che dall’incisione tradizionale su legno erano arrivati alla successiva litografia che ne permise la produzione in serie e la più ampia diffusione.

di Antonio Iannicelli

 

 

Autore

  • Presidente dell’Associazione Calabrese di Collezionismo Vario è autore di diverse pubblicazioni d’interesse storico-sociale. Figlio della tradizione contadina ha prodotto diversi contributi sulla cultura subalterna in Calabria (Paesi di Calabria; ‘A sciorta ‘i Luccetta; Curiosità e salute pubblica in Calabria; ‘A ZZa Filippa e le case di tolleranza a Catanzaro) e quale Funzionario delle Ferrovie Calabro-Lucane ha realizzato diversi saggi a tema (Per binari e stazioni Tra Pollino ed Aspromonte;...

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