Immaginate una tavolozza di blu e verdi che danzano sotto il sole, dove l’acqua scolpisce il paesaggio e il fragore delle cascate è la colonna sonora di un eden ancora incontaminato. “È come entrare in una favola,” ricordo che mi disse con emozione una turista giapponese, appena scesa da un tratto di passerella che attraversava una piccola cascata. “L’acqua è ovunque, ti circonda. Non sei un semplice spettatore, sei parte del paesaggio.”


Quarantacinque anni fa, il 26 ottobre 1979, i Laghi di Plitvice non erano più solo un paradiso naturale, ma venivano ufficialmente riconosciuti dall’UNESCO come patrimonio mondiale dell’umanità. La storia della tutela di questo sito è peraltro molto antecedente al sigillo UNESCO. Già nel 1949, infatti, questo scrigno di biodiversità fu proclamato Parco Nazionale, il più antico della Croazia. Un passo sicuramente fondamentale che gettò le basi per la successiva candidatura UNESCO. La ricerca scientifica, in particolare quella sull’unicità della formazione del travertino, giocò un ruolo cruciale, in particolare grazie all’accademico Ivo Pevalek che ne promosse la conservazione sin dagli anni ’20. L’iscrizione del 1979 fu pertanto la conferma dell’importanza di preservare un ecosistema così delicato e in continua evoluzione.

Non è stata, dunque, solo la spettacolare bellezza dei laghi a conquistare il mondo, ma l’espressione di un valore universale eccezionale (VUE) che va ben oltre il mero impatto visivo. Le sedici cascate interconnesse da una serie di laghi di colore smeraldo, turchese e azzurro, alimentate da processi geologici unici di formazione del travertino, hanno infatti dimostrato di essere un laboratorio vivente di straordinaria importanza scientifica. Il loro ininterrotto processo di sedimentazione calcarea, che crea e modifica costantemente le barriere naturali, è un fenomeno di rara dinamicità e integrità ecologica. Tutto inizia nel cuore carsico delle montagne circostanti. Le acque che alimentano Plitvice sono intrinsecamente ricche di anidride carbonica, acquisita nel loro lento percorso attraverso le rocce sotterranee, che rende l’acqua leggermente acida, trasformandola in una sorta di “solvente” naturale per il carbonato di calcio, la roccia calcarea di cui sono fatte le montagne circostanti.


Ma il vero “miracolo naturale” di Plitvice risiede soprattutto nella biomineralizzazione, i cui artefici sono miliardi di micro-organismi che giorno dopo giorno catturano le particelle di calcio, trasformando il bicarbonato disciolto in solido travertino. Le loro strutture porose e i loro filamenti vengono gradualmente inglobati e fossilizzati, conferendo al travertino di Plitvice quella texture unica e quelle forme irregolari che lo caratterizzano. Nel corso di millenni, questo processo continuo e incessante ha portato alla formazione delle celebri barriere di travertino dei laghi di Plitvice, vere e proprie costruzioni “viventi” a crescita costante. Il travertino di Plitvice è quindi la testimonianza palpabile di un ecosistema straordinariamente dinamico, dove l’acqua, la chimica e la vita danzano insieme per creare uno dei paesaggi più incantevoli e in continua evoluzione del nostro pianeta.

Ma cosa rende questo luogo così affascinante e richiamo irresistibile per milioni di visitatori ogni anno? A mio avviso, l’unicità del Parco di Plitvice deriva da una combinazione di fattori eccezionali, naturali e umani: innanzitutto la formazione del travertino “vivo” che a Plitvice è un processo attivo, continuo e tuttora in corso, ma anche il sistema terrazzato di laghi collegati tra loro da una miriade di cascate, rapide e ruscelli (i sedici laghi sono divisi in due gruppi, uno superiore e uno inferiore). I dodici laghi superiori (Gornja Jezera) sono visivamente più ampi, presentano sponde più dolci e sono circondati da dense foreste di faggi, abeti, pini e carpini, e sono alimentati da sorgenti e affluenti vari. I più noti sono il Prošćansko jezero, e il Ciginovac, mentre il Kozjak, il più grande e profondo di tutti i laghi di Plitvice, segna il confine tra i laghi superiori e quelli inferiori ed è attraversato da battelli elettrici. I quattro laghi inferiori (Donja Jezera) sono i più scenografici e drammatici, caratterizzati da pareti rocciose ripide, acque trasparenti che rivelano gli strati di travertino, su una base di roccia calcarea, e presentano le cascate più spettacolari del Parco, come la notissima Veliki Slap (Grande Cascata).

Le cascate sono il cuore pulsante del Parco: hanno una propria particolarità distintiva che le rende uniche; è complicato descriverle tutte, ma è facile ricordare quelle assurte ad icone del Parco, come la già menzionata Veliki Slap, la più alta della Croazia con i suoi settantotto metri di caduta, o i Sastavci, gruppo di cascate e salti d’acqua famosi per la loro ampiezza e la complessità delle cadute. L’acqua si disperde in una miriade di rivoli e cascatelle che scivolano su formazioni di travertino, creando un velo liquido scintillante e un frastuono avvolgente. Questo spettacolo sorprende per la sua natura dinamica, risultato della continua crescita del travertino. Qui le acque dei laghi inferiori si riuniscono a formare il fiume Korana, emissario del sistema idrogeologico dei laghi di Plitvice. Incredibile è la gamma di colori, che vanno dal turchese brillante, al verde smeraldo, al blu profondo e persino al grigio, a seconda della stagione, dell’orario e dell’illuminazione.

Altri elementi caratterizzanti del Parco sono la purezza e la trasparenza dell’acqua che permettono di distinguere chiaramente i tronchi d’albero sommersi, individuare il tipo di vegetazione acquatica e la fauna ittica presente; e la ricchezza di biodiversità in un ecosistema praticamente incontaminato: il Parco è circondato da fitte foreste che ospitano specie rare di flora e fauna, inclusi grandi mammiferi come l’orso bruno, il lupo grigio e la lince, oltre a numerose specie di uccelli, insetti e piante endemiche. Ulteriore valore aggiunto è dato dall’accessibilità e dai servizi garantiti da un sistema integrato di trasporti interni come i trenini e bus panoramici, e i battelli elettrici.

L’unicità di Plitvice non risiede pertanto solo nella sua bellezza scenografica, ma nel fatto che si tratta di un laboratorio naturale vivente dove la natura, attraverso processi geologici e biologici attivi, continua a modellare e reinventare se stessa, offrendo uno spettacolo in continua trasformazione. Plitvice è anche un santuario della biodiversità e un monito potente sulla bellezza e la fragilità del nostro pianeta. L’etichetta UNESCO ne ha senza dubbio amplificato la fama già vasta, trasformando i laghi in una delle destinazioni turistiche più visitate della Croazia. Visitare questo sito è molto più di una semplice escursione; è un vero viaggio dove il confine tra terra e acqua svanisce, è un’esperienza che nutre la mente e l’anima e lascia un’impronta interiore indelebile, ricordandoci la straordinaria potenza e bellezza che la natura è in grado di sprigionare quando è lasciata libera di manifestarsi ed è protetta in modo rigoroso.

Il messaggio che voglio lasciare a seguito del mio tour fotografico ai Laghi di Plitvice è di abbandonarsi all’incanto, semplicemente e senza fretta, in religioso silenzio, percorrendo la rete di passerelle in legno ingegnosamente progettata che si snoda sopra, attraverso e accanto alle acque cristalline, offrendo prospettive mozzafiato e di un’intimità unica. Ci si può soffermare negli angoli meno noti, assaporando il profumo del muschio delle sponde, lasciandosi sovrastare dal rombo delle cascate dei laghi inferiori o accarezzare dallo sciabordio delle cascatelle e dei ruscelli dei laghi superiori, per arrivare a percepire la magia senza tempo di questi luoghi stupendi.
testo e fotografie di Davide Balsemin
