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La mostra “La Vie Douce” | Gli anni ’70 di Willy Rizzo” alla Carrozzeria900 di Milano

Con un titolo ammaliante che ci riporta a La Dolce Vita dove l’incanto di quelle atmosfere non è mai svanito, la mostra La Vie Douce | Gli anni ’70 di Willy Rizzo – visitabile sino al 31 luglio2026 – ci riporta ad altri incantamenti, i mitici anni ’70 dove la creatività di un’Italia nel pieno boom economico si ritrova ad innovare stili di vita, arte, musica, moda, e artisticità innovative e rivoluzionarie. Per celebrare quegli anni, che videro anche proteste violente, libertà esasperate tra hot pants, vestiti vivacissimi, creste punk e giubbotti neri,  visitiamo questa mostra-installazione allestita alla Carrozzeria900, lo spazio milanese fondato nel 2011 da Mauro Bracciali appassionato di design, che per l’occasione è stato trasformato in tre spazi distinti (living, camera, bar) come frammenti di una grande casa anni ’70 ricca di pezzi di design famosi e intramontabili.

È un omaggio all’universo jet set di Willy Rizzo e ai suoi arredi, ed è anche la prima mostra in Italia dedicata al suo lavoro di designer, all’estetica sofisticata, teatrale e cosmopolita degli interni anni Settanta attraverso una selezione di suoi arredi in dialogo con lampade, oggetti e pezzi anonimi provenienti dallo stesso universo visivo.

“I’m a photographer who makes furniture” la sua sintetica frase che delineava in poche parole la sua creatività, nata quasi per caso negli indimenticabili  anni della dolce vita felliniana quando, sposato con l’attrice e modella Elsa Martinelli icona di eleganza e stile, arredò con divani, tavoli bassi, console, mobili hi-fi, progettati da lui e realizzati artigianalmente sotto la sua supervisione, un locale affacciato su Piazza di Spagna. Fu un successo immediato!

Avendo creato uno stile unico e inimitabile – che definiva la sua idea di una modernità elegante e sofisticata utilizzando materiali riflettenti come acciaio inox, vetro, superfici laccate lucide  ma anche marmo, ottone, granito – i suoi interni divennero iconici e ambiti da molti protagonisti della jet set internazionale come Salvador Dalì o Brigitte Bardot per la sua celebre Madrague a Saint-Tropez.

Artista poliedrico, fotografo, designer, uomo di stampa, d’arte e di mondanità, nato a Napoli nel 1928, Willy Rizzo è riuscito a coniugare la carriera di fotografo (scopre la fotografia da giovanissimo immortalando amici e compagni con una fotocamera regalatagli dalla madre) con quella di designer. Il suo primo reportage di guerra è del 1944 quando fotografa carri armati in Tunisia e poi, nel 1945, incaricato da France Dimanche segue il primo Festival di Cannes prima di diventare uno dei pilastri di Paris Match fin dalla sua fondazione nel 1949, ottenendo diversi importanti incarichi, come la documentazione del processo di Norimberga e la guerra francese in Indocina. Nel corso della sua lunga e brillante carriera collabora con Vogue immortalando personaggi “cult” come Coco Chanel, Brigitte Bardot, Sophia Loren, Pablo Picasso, Audrey Hepburn, Jack Nicholson. Nel luglio del 1962 fu l’ultimo fotografo a ritrarre Marilyn Monroe, due settimane prima della sua morte.

Nella mostra, gli ambienti creati ad hoc ci riportano a quegli anni dove il design riproduce stili di vita innovativi, un’esuberanza di forme e colori che ben ne sintetizzano il clima rivoluzionario. Nella prima stanza, tra il bar e sgabelli in acciaio compare lo specchio/lampada Ultrafragola di Ettore Sottsass che, con la sua sagoma sinuosa e accattivante evocativa di una fluente chioma femminile ondulata, è un’altra presenza iconica di un design divenuto intramontabile nel tempo. Divano in velluto giallo, famosissimo tavolino basso portabottiglie, una sedia, una scrivania, la lampada specchiante in acciaio Love Lamp completano l’arredamento di quel living “alla Willy Rizzo”. Per ultima la camera da letto dove un letto matrimoniale dalle linee lineari e squadrate dialoga con una cassapanca e una cassettiera, un grande pannello in acciaio, lampade scultoree con base in acciaio e uno specchio luminoso di Gino Sarfatti, che si intona perfettamente a quell’ambiente progettato e realizzato da Rizzo sempre alla ricerca di forme perfettamente rinnovate nella loro schietta semplicità.

Immaginazione, purezza delle forme, anticonformismo, linee eleganti, proporzioni perfette, brillantezza nel vivere, genialità nel progettare e produrre hanno delineato la complessa figura artistica di Willy Rizzo, ricordato per il suo glamour, il lusso, la sua eleganza cosmopolita e quella vena senza tempo di modernità.

di Laura Malaterra

Autore

  • Laura Malaterra vive a Genova da diversi anni ma è nata a Torino dove si è laureata in Architettura e, seguendo la sua passione per il teatro, ha fondato con altri attori la ”Compagnia del Bagatto”, compagnia teatrale professionale. Attrice, regista e autrice ha scritto numerosi testi teatrali messi in scena e rappresentati in Italia e all’estero. Ha pubblicato sei libri: Maniaca Seriale (Amazon, 2023), Le Interviste Immaginarie (Albatros, 2021), Ricordi di cibo, il cibo dei ricordi (Robin Edizi...

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