Il grande puzzle della vita raccontato attraverso l’occhio di Robert Doisneau, uno dei più grandi fotografi del Novecento. Oltre 140 scatti in mostra al Museo del Genio di Roma, raccontano scene di quotidiana bellezza colte dall’obiettivo del fotografo francese, considerato uno dei padri della street photography e del fotogiornalismo.

Intitolata semplicemente “Doisneau”, l’esposizione, a cura dell’Atelier Robert Doisneau e Gabriele Accornero, prodotta da Arthemisia e visitabile dal 5 marzo al 19 luglio, ripercorre la sua intera carriera, dagli esordi degli anni Trenta alle opere più mature. Il percorso espositivo è stato inoltre organizzato con il patrocinio dell’Ambasciata di Francia in Italia, della Regione Lazio e del Comune di Roma e copre 2 anniversari: la nascita della fotografia avvenuta 200 anni fa,nel 1826, quando Joseph Nicéphore Niépce realizza la prima fotografia in assoluto, la celebre “Vista dalla finestra a Le Gras”, e i settant’anni del gemellaggio tra Parigi e Roma.

Negli scatti di Doisneau emerge il suo legame con Parigi, una città che ha sempre amato e che ha saputo raccontare in ogni sua sfumatura. Considerato tra i principali esponenti della fotografia umanista francese, Doisneau ha immortalato attimi di vita quotidiana esaltandone ogni dettaglio ed emozione. L’ha raccontata con il suo modo di osservare il mondo restando fedele al suo pensiero: “Quello che io cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere. Le mie foto erano come una prova che questo mondo può esistere”.

Doisneau nasce il 14 aprile 1912 a Gentilly, un sobborgo di Parigi. Dopo un’infanzia segnata dalla morte prematura di entrambi i genitori, termina gli studi diplomandosi in incisione e litografia. Alla fine degli anni Venti inizia a lavorare come disegnatore per l’Atelier Ullman (uno studio di arti grafiche), ma ben presto assume il ruolo di assistente fotografo. Nel 1931 ottiene il suo primo incarico come assistente di un noto fotografo modernista: André Vigneau. In questi anni, Doisneau vende il suo primo reportage alla rivista Excelsior e viene assunto dalla Renault come fotografo pubblicitario. Dopo questa esperienza inizia a collaborare con l’agenzia Rapho, un lavoro che gli consente di viaggiare in tutta la Francia ed è in questo periodo che realizza i primi reportage di street photography. Al termine del secondo conflitto mondiale, Doisneau collabora con la rivista Vogue, realizzando diversi servizi e pubblica la sua prima raccolta di immagini “La Banlieu de Paris”, a cui seguiranno poi altre pubblicazioni. Il suo archivio fotografico comprende circa 140.000 immagini suddivise per aree tematiche, un metodo ideato dallo stesso Doisneau per semplificare la ricerca.

La periferia ed i suoi mille volti trovano piena espressione negli scatti del fotografo ed il suo universo prende forma proprio da questi frammenti apparentemente semplici, trasformati in immagini capaci di raccontare un’intera epoca.

Sguardi, risate, complicità, momenti di gioia, i giochi dei bambini ed il loro entusiasmo, l’amore, ritratto nei piccoli gesti dei soggetti e degli istanti immortalati, compongono la mostra dedicata al grande fotografo dove la città di Parigi diventa un grande palcoscenico. Ne emerge uno sguardo coerente e riconoscibile, sempre attento alla dimensione umana della realtà e, grazie ad immagini cariche di atmosfera, risalta la forza della sua capacità narrativa, in grado di suggerire storie e relazioni tra i protagonisti. Spesso attraversate da una sottile ironia, invitano lo spettatore ad osservare il mondo con occhi più curiosi e attenti, scoprendo poesia nei gesti più ordinari. In questo modo l’obiettivo diventa uno strumento che dona la verità dell’istante, senza costruzioni o artifici apparenti.

Tra le immagini più celebri presenti in mostra spicca il famoso “Le Baiser de l’Hotel de Ville”, realizzato nel 1950 davanti al municipio di Parigi. Lo scatto ritrae una coppia che si bacia tra i passanti diventando una delle fotografie più famose del Novecento. L’immagine racconta una città che, uscita dalla guerra, riscopre il desiderio di vivere con leggerezza anche se, non ha avuto un immediato successo. Pubblicata inizialmente all’interno di un servizio della rivista Life, sarebbe diventata un’icona solo molti anni dopo, a partire dagli anni Settanta.

Accanto alle scene di strada, la mostra presenta anche ritratti di alcune figure centrali della cultura del Novecento. Tra gli artisti immortalati dall’obiettivo di Doisneau compaiono personalità come Pablo Picasso, Alberto Giacometti, Jean Cocteau, Fernand Léger e Georges Braque. Non mancano volti legati al mondo del cinema e della moda, come Brigitte Bardot, Elsa Schiaparelli e Juliette Binoche. Anche in questi ritratti il fotografo mantiene lo stesso approccio semplice e diretto, evitando ogni forma di celebrazione retorica.
di Barbara Palombi
