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Lampo di Genio. La mostra dedicata a Philippe Halsman che ci illumina con i suoi ritratti

Palazzo Pinato Valeri, nella città di Piove di Sacco (PD), ospita dal 6 dicembre 2025 al 19 aprile 2026 la mostra Lampo di Genio dedicata al fotografo ritrattista Philippe Halsman, considerato tra i più grandi del Novecento, sempre originale ed enigmatico. Nato a Riga, in Lettonia, nel 1906 e morto a New York nel 1979, inizia ad appassionarsi alla fotografia – dopo aver abbandonato ben presto gli studi di ingegneria a Dresda – nella Parigi degli anni Trenta a contatto con una realtà ricca di stimoli e di avanguardie artistiche come il surrealismo, riuscendo ad interpretare la realtà con uno sguardo innovativo, ricco di inventiva e di potenza creativa.

Giunto a New York nel 1940, estroso e visionario, inizia a collaborare con famose riviste come “Life”, con cui firma oltre 101 copertine, distinguendosi per il suo stile nitido e perspicace, allontanandosi decisamente rispetto ai canoni  “soft focus”, molto in voga in quegli anni.  Lavorando sempre tra sguardo e introspezione, intuizione immediata, surrealismo, lampi di genio e tecnica raffinata, ottenne il primo grande successo, che lo fece conoscere ad un pubblico più ampio, quando una sua fotografia con la modella Constance Ford venne utilizzata dalla famosa Elisabeth Arden, leader nella cosmetica, per la pubblicizzazione di un rossetto.

Il regista Alfred Hitchcock sul set del film Gli uccelli, 1962 © Philippe Halsman Archive 2025

Nella mostra – curata da Alessandra Mauro e Suleima Autore in collaborazione con l’Archivio Halsman di New York – sono in esposizione cento immagini di diversi formati, tra colore e bianco e nero, volumi originali e documenti che ripercorrono l’intera carriera del grande autore. I suoi ritratti eccentrici, a volte sibillini, ci incantano per l’originalità che sempre Philippe Halsman, genio dell’obiettivo, ha cercato in ogni persona fotografata, un unicum di incontrastata inventiva con esperimenti tecnici che anticipano di anni l’utilizzo di photoshop. Davanti al suo obiettivo vengono immortalate le personalità di spicco tra scienziati, artisti e politici. Così osserviamo Einstein e Oppenheimer; i divi del cinema come Marilyn Monroe, Humphrey Bogart, Yves Montand, Barbra Streisand e il regista Alfred Hitchcock immortalato sul set de Gli uccelli, 1962; politici come Churchill e Kennedy e poi artisti come Pablo Picasso e Marc Chagall e, soprattutto, Salvador Dalí. Con il geniale, istrionico e visionario pittore è l’inizio di una ultradecennale collaborazione perché rappresentò per Halsman una continua e creativa fonte di ispirazione, l’unione di due genialità che ha portato alla realizzazione di immagini oniriche e surreali.

Celebre la fotografia del 1948, presente in mostra, dal titolo emblematico Dalì Atomicus, perché lo scatto è diventato quasi il simbolo della poetica del fotografo. Gli oggetti sono sospesi a mezz’aria insieme a Dalì e a tre gatti, investiti da un getto d’acqua che, come linea sinuosa luminescente, taglia l’immagine a metà.

Ritenuta dalla rivista Time tra le cento più influenti mai scattate, la fotografia è un rimando all’altrettanto celebre Leda Atomica, dipinta da Dalì direttamente sulla stampa finale dello scatto e presente nella foto su di un cavalletto a destra dell’immagine, mentre la tela omonima vedrà la luce solamente nel 1949. Con la sua reflex a doppio obiettivo 4×5, per eseguire lo scatto perfetto ci vollero molti tentativi (a seconda delle fonti si parla di 26 o 28) perché il fotografo doveva immortalare nello stesso istante il salto di Dalì, quello dei tre gatti e poi il getto d’acqua. Il risultato, comunque, è un insuperabile fluttuare tra il reale e l’onirico, frutto di un tempismo e una coordinazione eccezionali.

L’attrice Marilyn Monroe, 1959, © Philippe Halsman Archive 2025

In mostra anche la celebre serie di “jumpology”, immagini coinvolgenti dove famose personalità e dive – tra le quali spiccano una gioiosa e saltellante Marilyn Monroe ed una sempre eterea ma qui anche svolazzante Audrey Hepburn – accettano, divertendosi, di saltare di fronte all’obiettivo di Halsman che così analizzava: “Quando chiedi ad una persona di saltare tutta l’attenzione è concentrata sull’atto di saltare, e così la maschera cade ed ecco che si mostra la persona dietro di essa”. Così in uno studio con luci, fondali e macchinari ingombranti nascono dei ritratti inediti, dove le persone fotografate perdono quella rigidità tipica che si assume davanti ad una macchina fotografica e acquistano quell’aura di autenticità allietata, solitamente, da sorrisi rasserenanti. Si ritorna alla spontaneità dei bambini, come in un gioco.

Accompagna la mostra il catalogo edito da Contrasto

di Laura Malaterra

Immagine in copertina: Dalí Atomicus, con Salvator Dalí, Stati Uniti, 1948, © Philippe Halsman Archive 2025 / image rights of Salvador Dalì reserved Fundacio Gala-Salvador Dalì

 

Autore

  • Laura Malaterra vive a Genova da diversi anni ma è nata a Torino dove si è laureata in Architettura e, seguendo la sua passione per il teatro, ha fondato con altri attori la ”Compagnia del Bagatto”, compagnia teatrale professionale. Attrice, regista e autrice ha scritto numerosi testi teatrali messi in scena e rappresentati in Italia e all’estero. Ha pubblicato sei libri: Maniaca Seriale (Amazon, 2023), Le Interviste Immaginarie (Albatros, 2021), Ricordi di cibo, il cibo dei ricordi (Robin Edizi...

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