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Le Cabanon e le Unités de camping di Le Corbusier

Le Cabanon e le Unités de camping di Le Corbusier sono un manifesto dellarchitettura modernista. Patrimonio Unesco, fu realizzato nella proprietà di Thomas Rebutato, oggi conosciuto come Cap Moderne, tra Monaco e Roquebrune-Cap Martin. Per comprendere la storia di questa straordinario tratto di Costa Azzurra è fondamentale conoscere i rapporti amicali e lavorativi tra Thomas Rebutato, proprietario del terreno su cui sorgono le Cabanon e le Unités de camping, e Le Corbusier.

La pannellatura in legno grigio separa il Cabanon da l’Etoile de Mer

 “Il 30 dicembre del 1951, sullangolo di un tavolo di una piccola trattoria della Costa Azzurra ho disegnato come un regalo per il compleanno di mia moglie, un progetto per una capanna che ho costruito lanno successivo su una roccia battuta dalle onde. Questo progetto è stato realizzato in tre quarti dora. È definitivo; nulla è stato modificato; grazie al Modulor la sicurezza del procedimento progettuale è stata totale” (Le Corbusier).

Panorama da Le Cabanon

Le Cabanon di Le Corbusier ha dimensioni ridotte: 3,66 x 3,66 metri, basate sulla scala delle dimensioni del Modulor. L’architetto svizzero aveva immaginato il Cabanon come una soluzione temporanea: un collegamento, un’estensione del vicino ristorante dell’amico Rebutato, l’Étoile de Mer. Dunque non una soluzione abitativa completa, ma semplicemente un posto dove dormire o occasionalmente lavorare. Per tali motivi mancava la cucina; il bagno era un wc all’interno della struttura e la doccia esterna.

I disegni furono inviati al falegname di fiducia di Le Corbusier, il corso Charles Barberis. Il Cabanon venne fabbricato con pannelli prefabbricati con un particolare legno in grado di resistere alla salsedine. Realizzato ad Ajaccio, giunse via mare a Nizza. L’ultimo tratto del viaggio fu possibile grazie alla vicinissima linea ferroviaria. Il treno merci effettuò una fermata straordinaria per scaricare il materiale da costruzione in corrispondenza della proprietà di Rebutato. Il terreno roccioso e scosceso fu sbancato fino a creare una piattaforma, i lavori furono eseguiti da Rebutato, lo stesso valeva per i collegamenti elettrici ed idraulici.

Etoile de mer

Le Corbusier trascorse ogni mese di agosto dal 1952 al 1965, anno della sua morte, al Cabanon: lo chiamava “il mio castello”. Uno splendido esempio di architettura razionalista e dell’applicazione del Modulor, molto diverso dai suoi progetti in béton brut, come la Cité Radieuse di Marsiglia. Le Cabanon era un luogo di vacanza, natura, spensieratezza, pesca e nuoto. L’architetto morì il 27 agosto 1965, a causa di un infarto, proprio mentre nuotava nelle acque antistanti il Cabanon. È  sepolto, con la moglie, mancata nel 1957, nel piccolo cimitero della vicina Roquebrune.

Un piccolo corridoio, con un dipinto murale realizzato da Le Corbusier, costituisce l’ingresso.  Alla fine di questo corridoio, si trova un grande pannello di legno: un attaccapanni, che rappresenta il prototipo dell’attaccapanni fungo. Ancora oggi prodotto da Cassina. Lo spazio e i volumi sono organizzati e divisi: da una parte l’angolo dedicato al riposo, dall’altra lo spazio per lavorare, lavarsi e sistemare gli oggetti. Tutti i mobili sono disposti lungo le pareti, per aumentare la percezione dello spazio. Le Corbusier si ispirò alla nautica per la progettazione. Sul lato nord rivolto verso il pendio, nessuna finestra, solo delle aperture per l’aria. Qui trovò posto il letto di sua moglie Yvonne. Mancava lo spazio per un secondo letto; l’architetto dormiva su un materasso poggiato a terra. Proprio sugli imballaggi dei materassi realizzò un dipinto: l’originale è andato perduto, ma ne rimane una copia.

© Fondation Le Corbusier / ADAGP – Photo by Manuel Bougot

Il pavimento giallo e il soffitto a pannelli colorati sono originali. Il soffitto, caratterizzato da rettangoli di colori diversi, rispecchia la visione di Le Corbusier degli anni Cinquanta, in cui il colore assume un ruolo fondamentale nell’architettura. La colonna dei servizi di Le Corbusier non serve a sostenere il soffitto, ma a raccogliere tutte le tubature. C’è un piccolo lavabo con un minimo spazio di stivaggio.

© Fondation Le Corbusier / ADAGP – Photo by Manuel Bougot

Il  tavolo è realizzato  in tarsia di noce, progettato da Charles Barberis, pensato in modo da permettere di muoversi agevolmente. Secondo il principio della spirale di Fibonacci: una linea che si avvolge e si conclude proprio in corrispondenza del tavolo, dove il soffitto è più alto. Grazie alla maggiore altezza furono ricavati gli spazi per i bagagli e la porta a scomparsa. Ancora, larmadio ricorda molto quelli disegnati da Charlotte Perriand, architetto e storica collaboratrice di Le Corbusier, alla Cité Radieuse.

© Fondation Le Corbusier / ADAGP – Photo by Manuel Bougot

Un altro dettaglio di grande fascino sono le aperture poste in diagonale. Sistemate in questo modo creano una linea di fuga: guardando fuori, non si ha mai la sensazione di oppressione. Le finestre sono piccole, per mantenere la temperatura gradevole: una rivolta verso l’atelier e l’altra verso il mare con vista su Monaco. Le finestre aprono verso lesterno, mentre le imposte sono allinterno. Divise in due parti con uno specchio, che, a seconda dell’orientamento, offre varie prospettive sul panorama che si riflette all’interno, aumentando la sensazione di spazio.


  © Fondation Le Corbusier / ADAGP – Photo by Manuel Bougot

Il primo dipinto eseguito da Le Corbusier nel Cabanon decora l’ingresso. Questa è una delle prime opere della serie di ventuno Taureaux (tori) che ha tenuto occupato l’architetto fino alla fine dei suoi giorni. Una delle fonti di ispirazione per questo dipinto che fonde diversi motivi e idee era una natura morta. Lo stesso Le Corbusier ammise di considerare la serie Taureaux come una “confessione totale e intima di Corbu-Yvonne“. Sull’altro lato del muro, dipinse un quadro che rappresentava la famiglia Rebutato e il loro cane in riva al mare. All’interno del Cabanon, l’artista dipinse su cartone una serie di figure, molte delle quali alludono a Yvonne. Decorò anche le persiane con figure femminili.

Atelier

A pochi passi di distanza da Le Cabanon si incontra il piccolo studio di Le Corbusier. L’architetto aveva bisogno di un posto dove riporre i suoi progetti e suoi disegni fuori dal Cabanon. Una capanna del costruttore, già pronta, fu acquistata e consegnata tramite ferrovia il 15 luglio 1954 con l’idea che Thomas Rebutato l’avrebbe assemblata. Alla fine, l’assistente tecnico di Le Corbusier, Fernand Gardien, trascorse molti giorni a costruire l’Atelier.

Atelier

Le Corbusier non pagò mai a Rebutato il terreno su cui sorgeva Le Cabanon; in cambio propose all’amico, nel 1956, di progettare cinque cabine di vacanza: le Unités de camping. Oltre all’enorme valore architettonico e culturale di un progetto realizzato dal celebre architetto svizzero, Thomas Rebutato poté finalmente realizzare, nel 1957, il sogno di mettere a reddito la sua proprietà.

Unité de camping

Le Unités de camping di Le Corbusier sono cinque piccole camere raccolte in un unico blocco. Sono davvero minuscole, appena otto metri quadrati, 2,26 metri di altezza e 3,66 metri di larghezza. Pensate per due persone. Le Corbusier, nella progettazione, riprese gli stessi principi del Cabanon: le finestre, le persiane con gli specchi, la colonna sanitaria, le aperture per l’aerazione. La pianta è semplice: due letti separati, divisi dalla colonna dei servizi che permette un minimo di intimità e, soprattutto, fa percepire la stanza come più grande di quanto sia in realtà. Le finestre si aprono sul mare, e ogni unità è costruita sullo stesso modello. Le strutture delle Unités vengono assemblate in loco dagli operai di Charles Barberis, montate su palafitte sostenute da pilastri in cemento armato.  Vi si accede tramite una piccola scala. Ogni stanza ha un colore diverso. È qualcosa di molto più giocoso, meno austero de Le Cabanon.  Poco dopo la morte di Le Corbusier, Rebutato costruì tre piccole cucine sotto i pilotis delle cabine. Così, a partire dagli anni Settanta, le cucine diedero ai campeggiatori la libertà di preparare i propri pasti in loco.

Unité de camping

Dopo la morte del marito Thomas, nel 1971, Marguerite Rebutato mantenne il bar e le unità di campeggio fornendo alloggio ai vacanzieri in queste camere arredate fino al 1984. Il Cabanon fu acquistato nel 1979 dal Conservatoire du Littoral. Negli anni Ottanta, Roberto e sua sorella misero fine all’attività commerciale, riservandosi però l’uso privato di questo luogo e delle unità di campeggio. Più tardi, nel 1998-1999, quando si auspicò di salvare la Villa E 1027, che era in uno stato deplorevole, Rebutato fece pressione sul Conservatoire dicendo: “Voi possedete già il Cabanon; se acquistate la villa, vi dono le unità di campeggio e la mia Étoile de Mer, a condizione che mi lasciate goderne luso”. È così che il Conservatoire du Littoral è diventato proprietario dell’intero sito.

Thomas Rebutato è morto, ma sua moglie Magda continua a tornare ogni estate, mantenendo viva la tradizione.

di Paola Vignati www.paolavignati.com

 

 

 

 

 

 

Autore

  • Paola Vignati laureata in Scienze dell’educazione all’Università Cattolica di Milano. Ha unito le sue due grandi passioni, il viaggio e la letteratura, nel blog “Una valigia piena di libri”.
    Racconta le sue esplorazioni con uno sguardo diverso, oltre il turismo di massa e la globalizzazione, in cui l’essenza del viaggio è la scoperta non solo geografica, ma soprattutto culturale attraverso i libri.
    www.paolavignati.com

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