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Obiettivo, arte povera. La mostra del fotografo Paolo Mussat Sartor  

Attraverso circa trenta scatti del fotografo Paolo Mussat Sartor, nato a Torino nel 1947 dove ancora vive e lavora, viene raccontata l’Arte Povera e la scena internazionale dell’arte moderna e contemporanea a cavallo degli anni ’70 nella mostra – visitabile alla Galleria Gracis di Milano dal 30 gennaio 2025 al 10 aprile 2026 – che presenta una serie di fotografie che ci restituiscono una lettura critica degli artisti che hanno operato in quegli anni. Il titolo scelto, “Obiettivo, arte povera”, è quello della macchina fotografica di Mussat Sartor che si fonde e confonde con il suo sguardo, l’analisi della realtà di quegli anni, uno sguardo critico e autentico su uno dei movimenti più influenti dell’arte contemporanea. Poi il “Viaggio” che si rifà alle fotografie scattate dall’abitacolo della sua auto, quando attraversava l’Europa in un viaggio continuo, tra gli anni ’70 e ’90, per documentare artisti e mostre.

Paolo Mussat Sartor, Giovanni Anselmo, Torsione, Parigi, Sonnabend Gallery, 1969, stampa su carta al bromuro d’argento
17.5 × 22.5 cm

L’Arte Povera è stata un importante movimento artistico nato in Italia nella seconda metà degli anni ’60 a cui aderirono molti artisti tra i quali – nel settembre ’67 nella prima mostra omonima curata dal critico d’arte Germano Celant – espongono Boetti, Fabro, Kounellis, Paolini, Pascali e Prini, in seguito si uniranno al movimento Anselmo, Mertz, Piacentino, Pistoletto, Zorio e altri.

Paolo Mussat Sartor, Gino De Dominicis ritratto, Kassel, Documenta V, 1972, stampa su carta al bromuro d’argento, 19.5 × 15.5 cm

Nel 1969 avvenne la consacrazione internazionale grazie alla rassegna di arte povera e concettuale When attitudes become form organizzata da Szeemann alla Kunsthalle di Berna e anche grazie al volume di Celant Arte povera; l’anno successivo aprirà la mostra Conceptual art arte povera land art organizzata presso la Galleria civica d’arte moderna e contemporanea di Torino.

Paolo Mussat Sartor, Gilbert & George, Gian Enzo Sperone, Giulio Paolini, Torino, Galleria Sperone, 1971, stampa su carta al bromuro d’argento, 21 × 14 cm

Alla Galleria Gracis sono esposte le immagini di Mussat Sartor che ritraggono i principali protagonisti dell’Arte Povera e le loro opere, tra cui Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Gino De Dominicis, Luciano Fabro, Eliseo Mattiacci, Mario Merz, Jannis Kounellis, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Emilio Prini, Michelangelo Pistoletto, Gilberto Zorio e altre fotografie della serie dei Viaggi.

Paolo Mussat Sartor, Jannis Kounellis, fuochi, Torino, Galleria Sperone, 1970, stampa su carta al bromuro d’argento, 18 × 18.5 cm

Paolo Mussat Sartor, autodidatta, compie i primi passi come fotografo nella galleria di Gian Enzo Sperone a Torino nel periodo della sua massima attività, tra il 1968 e il 1975, grazie all’amico Antonio Tucci Russo – proprietario insieme alla moglie Lina della galleria omonima fondata a Torino nel 1975 che sin da allora ha rappresentato presenze importanti dell’Arte Povera – che lo introduce nell’ambiente e così inizia a conoscere e a fotografare artisti italiani e stranieri.

Paolo Mussat Sartor, Giuseppe Penone, 1969, stampa su carta al bromuro d’argento, 21.5 × 17 cm

Scrive il fotografo, che riuscì sempre ad essere in sintonia e stabilire un rapporto di rispetto con tutti gli artisti: “Era una fotografia ‘ragionata’, che cercava di rispecchiare l’idea del lavoro. Ma questo avviene in tutte le mie fotografie, dai ritratti ai paesaggi: cerco di rispettare il soggetto, cerco sempre un dialogo, anche solo mentale, con ciò che fotografo. Cerco di capire senza spettacolarizzare, senza sconvolgere, senza spingermi oltre”.

Paolo Mussat Sartor, Michelangelo Pistoletto ritratto, Torino, 1970, stampa su carta al bromuro d’argento, 13.5 × 23 cm

Paolo Mussat Sartor, negli anni seguenti, espone e pubblica Ritratti di Artisti e documentazioni di opere in cataloghi d’arte e riviste specializzate di tutto il mondo, collaborando anche con riviste d’arte ed architettura come Abitare, Domus, Ottagono, Vogue, Casa Vogue. Dal 1970 si dedica ad un lavoro di ricerca che si sviluppa attraverso il linguaggio fotografico, mentre nel 1979 pubblica il volume Paolo Mussat Sartor Fotografo 1968/1978. Arte e Artisti in Italia, edizioni Stampatori, un libro che documenta dieci anni di collaborazione con alcuni artisti italiani contemporanei. Prosegue negli anni la sua ricerca così dal 1985 interviene su stampe fotografichecon pigmenti colorati e tecniche miste, ricavandone esemplari unici.

Paolo Mussat Sartor, Viaggi, 1976, stampa su carta al bromuro d’argento, 11.8 × 19 cm

Nella mostra milanese sono esposte, per la prima volta, le fotografie dei suoi Viaggi scattate in massima parte con la sua Minox, che il fotografo portava sempre con sé nei suoi interminabili viaggi da una parte all’altra dell’Europa. Francoforte, Amsterdam, Parigi, Basilea sino a giungere a Roma e Bari. Viaggi essenziali, come le immagini che documentano la sua vita dedicata alla documentazione di quegli anni, ricchi di sensazioni, emozioni e novità fondamentali per l’arte, come il movimento dell’Arte Povera. Il suo uno sguardo sempre curioso, attento, partecipato e riflessivo.

Paolo Mussat Sartor, Viaggi, 1975, stampa su carta al bromuro d’argento, 16 × 25 cm

Scrive Andrea Bellini nel suo volume Paolo Mussat Sartor Luoghi d’Arte e di artisti 1968 – 2008:  …  quanto poco il fotografo sia stato attratto dalla scena dell’arte, intesa nella sua dimensione mondana e salottiera, e quanto invece la sua curiosità, il suo occhio e il suo istinto siano rimasti sempre concentrati sull’opera e il linguaggio degli artisti”.

Paolo Mussat Sartor – considerato tra i più significativi fotografi d’arte del secondo Novecento- è riuscito a tramandare con le sue fotografie un importante movimento dell’arte contemporanea, contribuendo a rendere viva e affascinante quella straordinaria stagione iniziata sul finire degli anni ’60.

di Laura Malaterra

Immagine in copertina: Paolo Mussat Sartor, Viaggi, 1977, stampa su carta al bromuro d’argento

Autore

  • Laura Malaterra vive a Genova da diversi anni ma è nata a Torino dove si è laureata in Architettura e, seguendo la sua passione per il teatro, ha fondato con altri attori la ”Compagnia del Bagatto”, compagnia teatrale professionale. Attrice, regista e autrice ha scritto numerosi testi teatrali messi in scena e rappresentati in Italia e all’estero. Ha pubblicato sei libri: Maniaca Seriale (Amazon, 2023), Le Interviste Immaginarie (Albatros, 2021), Ricordi di cibo, il cibo dei ricordi (Robin Edizi...

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