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Un mese in India

Carnet India Delhi

Questo carnet racconta, con disegni e parole, la mia esperienza di un viaggio in India durato un mese. Nuova Delhi, città immensa, multiforme, debordante di confusione e di colori, è stato il mio quartier generale. Da lì partivano gli spostamenti per altri luoghi: una puntata nel Rajastan, a Jaipur, la “città rosa” piena di bazar e di sontuosi palazzi; e poi verso nord-est, fino ai villaggi himalayani dell’Himashal Pradesh. Per raggiungere, infine, il cuore sacro dell’India: Varanasi, centro massimo della religione induista, la città dei templi e delle pire dei morti; poi Rishikesh, un’altra città santa sulle rive di un Gange giovane e turbolento, circondata dalla giungla. I disegni sono quasi tutti realizzati ad acquarello e a penna biro, ottima anche per scrivere le parole che li accompagnano.

carnet di viaggio in india

Perché in India? Erano anni che io e Chiara, mia moglie e compagna di viaggi, sognavamo un viaggio in questo gigantesco e incredibile paese, ma ogni volta il destino si frapponeva ai nostri programmi e finivamo per procrastinare. C’è voluta nostra figlia Eleonora, che ha vissuto cinque mesi a Delhi in un programma di scambi universitari, per farci capire che oramai era tempo di decidersi. Lei ci avrebbe fatto da guida in un mondo completamente diverso dal nostro: la natura, la gente, le abitudini di vita, l’architettura, la storia, la cultura e le religioni, il clima, il cibo. E così siamo partiti. Cosa ci aspettavamo? In realtà avevamo programmato un po’ di mete, ma le idee su quello che avremmo trovato erano piuttosto vaghe, e credo sia giusto così, perché le idee precostituite e l’eccesso di aspettative rischiano di limitare la tua percezione e l’emozione per quello che effettivamente vedi.

india matite in viaggio

 

E il carnet? Ormai ho l’abitudine di fare un carnet per ogni viaggio, ma in questo caso le aspettative erano più grandi del solito. Così ho un po’ esagerato nel formato: ho portato un blocco A4 invece dei soliti A5 che uso normalmente. Poi ho scoperto che questo blocco, che aperto è largo 60 centimetri, risultava un po’ troppo ingombrante quando ero costretto a disegnare in piedi o troppo appariscente quando mi ritrovavo a disegnare in mezzo alla gente, cioè… praticamente sempre, se sei in India!

varanasi sketchers india

Non c’è stato un vero e proprio itinerario. Ci siamo spostati soprattutto con i taxi, mezzi facili da trovare e discretamente economici anche per lunghi tratti; una sola volta ci siamo concessi un comodo volo aereo. Ci siamo fermati a disegnare luoghi che suscitavano curiosità e meraviglia, ma anche cercare di rappresentare momenti di vita e di contatto con la persone. Diciamo che in India avrei potuto trovare da disegnare dovunque perché i luoghi, le situazioni e gli aspetti emozionanti sono davvero tanti, molti di più di quelli che riesci effettivamente a rappresentare. E allora ci sono tanti fattori che ti guidano. Primo fra tutti il tempo che riesci a prenderti, e poi la tua ispirazione personale legata al momento, al clima, alla spinta degli eventi. Ed infine il contatto umano: costante, vivacissimo e multicolore. Spesso il disegno diventa un mezzo per stabilirlo. I ritratti che ricorrono numerosi nel carnet quasi sempre sono stati richiesti, se non pretesi, dai soggetti stessi che talvolta ci hanno anche scritto il nome di loro pugno.  Ho cercato costantemente di realizzare questi disegni nell’ottica di una dimensione inclusiva; ho voluto cioè che fossero sempre inseriti e ancorati nella situazione che in quel preciso momento si svolgeva intorno, nonché al coinvolgimento che questa mi suscitava.

 

testo e disegni di Claudio Borsato – carnettista

matite in viaggio