Nel Castello dei Conti Oliva di Piandimeleto (PU), la grande mostra di Andrea da Montefeltro, curata da Annalisa Di Maria, sovverte la grammatica dell’arte contemporanea. Intesse insieme estetica rinascimentale, spiritualità neoplatonica e urgenza ecologica, celebrando l’eredità indelebile di Piero della Francesca, della famiglia Montefeltro e di Raffaello.
Esistono materiali che non appartengono soltanto alla natura. Custodiscono il respiro dei paesaggi, le tracce delle civiltà antiche e il dialogo millenario tra l’essere umano e la terra. Da questa fedeltà incrollabile alla propria sostanza nasce ARCANA – Il Leone del Nuovo Orizzonte, la mostra dello scultore Andrea da Montefeltro, visitabile fino al 30 settembre 2026.

Inaugurata lo scorso 10 luglio, la mostra si è imposta sin da subito come uno degli eventi culturali più significativi dell’estate italiana. Più che un’esposizione, è un rito laico che invita a ribaltare il nostro rapporto con il contemporaneo: qui la montagna non è un trofeo da conquistare, ma una maestra; la pietra non è una risorsa da sfruttare, ma una memoria da ascoltare. Una continuità profonda, un filo invisibile e indissolubile che collega la ricerca scultorea contemporanea di Andrea da Montefeltro alle radici più nobili e luminose del Rinascimento italiano. Le valli del Foglia e i profili rocciosi del Montefeltro sono gli stessi paesaggi immortalati da Piero della Francesca negli sfondi dei suoi capolavori, trasformando la geometria rigorosa e la luce cristallina di queste colline nel manifesto visivo dell’Umanesimo, come nel celebre Dittico dei Duchi di Urbino.
Plasmate dalla visione illuminata del Duca Federico da Montefeltro e custodite dalla nobiltà feudale dei Conti Oliva, queste terre hanno reso il Castello di Piandimeleto un baluardo storico di civiltà, dove architettura e natura si fondono armoniosamente con il paesaggio circostante. Respirare l’aria del Montefeltro significa camminare sul terreno fertile che ha nutrito i grandi geni della pittura universale. Qui affondarono le radici la sensibilità poetica di Giovanni Santi, pittore e umanista, e quella di suo figlio Raffaello Sanzio, che da queste colline trasse grazia, trasparenza e sublime armonia per le sue composizioni. Da questo stesso borgo emerse anche Evangelista da Piandimeleto, figura cruciale nella storia dell’arte, dapprima prezioso collaboratore nella bottega di Giovanni Santi, poi co-autore dei primi capolavori del giovane Raffaello. Piandimeleto non è mai stata periferia dell’arte, ma uno dei suoi centri generativi.

Andrea da Montefeltro, scultore di riconoscimento internazionale e insignito del World Peace Prize in Art, lavora la pietra di queste terre come si leggerebbe un testo sacro. Le sue sculture non nascono da un atto di dominio sulla roccia, ma da un ascolto profondo delle sue vene e fratture. Con delicata maestria, la materia viene traforata e aperta dall’interno fino a raggiungere una leggerezza aerea, quasi sospesa nel vuoto. L’artista si muove come un navigatore solitario nel frammentato panorama artistico contemporaneo, guidato dalla stella polare delle radici più profonde dell’arte. Le sue opere non si impongono: invitano lo spettatore a misurare i propri limiti. Tra esse emergono riferimenti potenti ed eruditi che sfidano l’ignoto: dal mito di Odisseo evocato in L’Arco di Nessuno, alla rigorosa metafora de La Scacchiera, dove i pedoni si dividono tra Templari e Saraceni in un antico conflitto che conserva intatta la sua drammatica attualità.
“Il futuro non nasce dalla cancellazione della memoria, ma dalla capacità di riconoscerla, custodirla e trasformarla in una nuova possibilità di dialogo.”

Sotto la direzione artistica di Annalisa Di Maria studiosa di fama internazionale di Leonardo da Vinci e del pensiero neoplatonico, la mostra raggiunge un alto orizzonte filosofico. Nella sua curatela, il Neoplatonismo non è un apparato decorativo, ma una struttura portante: una delle più alte elaborazioni filosofiche della civiltà occidentale, capace di ricongiungere arte, scienza, spiritualità e ricerca della verità. Le sculture — tra cui gli evocativi Cigni e La Gerarchia Celeste (una sorta di Divina Commedia scolpita nella pietra) — e i cesti di prodotti quotidiani che richiamano l’eredità di Arcimboldo e della famiglia Della Robbia, aprono riflessioni su temi etici, metafisici ed ecologici. Per cogliere pienamente questa esperienza, Arcana promuove quello che potremmo definire “turismo lento”. La mostra invita i visitatori a rallentare, abbandonando il consumo visivo rapido tipico della nostra epoca. Visite guidate con l’artista, incontri sulla sostenibilità e itinerari nel Montefeltro trasformano il Castello dei Conti Oliva — storico avamposto affacciato sulla Valle del Foglia — in un co-autore dell’esperienza stessa. In un mondo dominato dal transitorio, Andrea da Montefeltro e Annalisa Di Maria ricordano che la vera arte è quella che costruisce un ponte tra l’umanità e la creazione.
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