Villa Manin, a Passariano di Codroipo (UD), dallo scorso 11 ottobre ha aperto le porte a un progetto espositivo ambizioso e poetico: “Confini da Gauguin a Hopper. Canto con variazioni”, a cura di Marco Goldin. Visitabile fino al 12 aprile 2026, la mostra – che si propone come evento di punta di “GO! 2025 Nova Gorica-Gorizia, European Capital of Culture” – presenta centotrentasei opere provenienti da quarantatré musei internazionali, rappresentandosi come un “museo ideale” dedicato a due secoli di pittura, intrecciando capolavori e suggestioni in un unico, grande racconto sul tema del confine.

© Kate Rothko Prizel& Christopher Rothko / ARS, New York, by SIAE 2025
Il percorso è stato realizzato negli spazi totalmente rinnovati dell’Esedra di Levante di Villa Manin, e prende avvio con immagini che traducono il limite in orizzonte: dalle distese di luce di Mark Rothko alle materie poetiche di Anselm Kiefer, fino all’Onda di Courbet e alle vedute marine di Monet. Qui il confine è tensione verso l’infinito, spazio che invita a oltrepassarsi.

© Peter Cox, Eindhoven
Segue un capitolo dedicato ai confini interiori, dove l’autoritratto e lo sguardo sull’altro diventano indagine psicologica. Van Gogh e Munch scavano nella fragilità umana, mentre Modigliani, Renoir, Bacon e Giacometti danno volto alla quotidianità e alle sue fratture novecentesche. La terza sezione sposta lo sguardo al dialogo tra figura e paesaggio.


© Alberto Giacometti Estate by SIAE, 2025
Dai pionieri americani della Hudson River School a Winslow Homer, fino alla lirica sospesa di Edward Hopper e Richard Diebenkorn, la pittura racconta territori e silenzi, ma anche il senso di appartenenza alla terra. In Europa risuonano le voci di Segantini e Böcklin, che esplorano il legame tra uomo e natura.
di Maria De Giorgio
Immagine in copertina: Andrew Wyeth, Vento d’aprile, 1952, tempera su tavola, cm 50,8 x 66,1. Hartford, Wadsworth Atheneum Museum of Art, dono di Mr. e Mrs. Joseph R. Swan © Allen Phillips/Wadsworth Atheneum
