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Detection club, la società segretissima che dal 1930 riunisce i maestri del giallo

Niente interventi divini o intuito femminile, né magie, trucchi, superstizioni. Piuttosto detective armati di un solido metodo deduttivo, basato su razionalità e ingegno. E un voto di lealtà nei confronti dei lettori. In sostanza si gioca ad armi pari. Sono le regole di una società segretissima ed ambita: il Detection Club, fondato a Londra nel 1930 e formato dai migliori scrittori di mistery. Una dimostrazione vivente del fatto che gli intellettuali, specie nel campo letterario, si rivelano spesso persone tutt’altro che noiose. Quelli che si riuniscono ad inizio secolo in ristoranti e locali della capitale britannica risultano dotati di un certo humor. Nero, va da sé. Del gruppo fa parte Agatha Christie che nel 2026 viene celebrata in occasione dei cinquant’anni dalla scomparsa. E poi, tra i tanti, Gilbert Keith Chesterton (a lungo presidente e autore delle avventure di Padre Brown), Dorothy Sayers, la baronessa Emma Orczy celebre per la sua Primula rossa, Anthony Berkeley, Henry Wade.

Agatha Christie vista da Ferenc Pinter, nella mostra promossa dalla Fondazione Mondadori a Milano che celebra la regina del giallo a 50 anni dalla scomparsa (fonte: Ufficio stampa laWhite)

La singolare associazione vanta il primato dell’originalità, ma è anche una delle più longeve sul fronte culturale, visto che sembra tutt’ora operativa. A riportarla agli onori della cronaca è in Italia la pubblicazione da parte della casa editrice Giunti del romanzo “La strana morte dell’ammiraglio” a novantacinque anni esatti dalla sua prima comparsa.

Ad indagare sulla sospetta dipartita del lupo di mare, tra eredità contese e testimoni più o meno attendibili, sono ben dodici scrittori, più o meno noti al pubblico attuale. L’esperimento culturale porta la firma del Detection club e non è un caso isolato. In sintesi i membri promettono reciproco sostegno e fair play, con l’intenzione di risollevare agli occhi della critica letteraria un genere, quello giallo, all’epoca piuttosto sottovalutato. Scrivono quindi un capitolo ciascuno, senza conoscere il finale. Collaborano, a dispetto di ragionevoli differenze di stile e rivalità. In fondo sul mercato sono pur sempre concorrenti. Invece dell’attuale e diffusa forma di antologie contenenti racconti indipendenti, scelgono di creare un’unica trama. Solo a più mani. Va da sé che il mistero si complica di pagina in pagina con risultati intriganti per il lettore moderno. Come spiega Dorothy Sayers, tra i fondatori e a lungo segretaria del club, “è un bel gioco… Spetta al lettore giudicare se questo gioco, oltre a divertire noi, riuscirà a divertire anche qualcun altro. Possiamo solo garantirgli di aver giocato onestamente e secondo le regole, e con tutta l’energia e l’entusiasmo di cui siamo capaci”.

Un esperimento letterario riuscito: riedito da Giunti nel gennaio 2026, La strana mortedell’ammiraglio nasce dalla collaborazione di 12 scrittori

Il libro porta la prefazione di Simon Brett, attuale presidente in carica dal 2001. E svela che, sì, il club è ancora operativo. Ma dice molto di più: poiché non esistono archivi ufficiali, “la sua storia è affidata a ricordi più o meno vaghi, alla corrispondenza e alle indicazioni dei singoli membri. Trattandosi di una società segreta, neppure il numero dei soci originari è certo: si parla di ventisei scrittori. Ma altrove il dato è smentito. Per ottenere l’ammissione, da statuto, bisogna aver scritto almeno due romanzi polizieschi di riconosciuto valore o uno solo in casi eccezionali. I soci sono poi chiamati a riunirsi non meno di quattro volte in un anno e promettono il silenzio sul contenuto degli incontri. Dice Brett: “Nell’epoca di internet, tuttavia, mantenere un tale livello di segretezza è impossibile, tanto è vero che la cerimonia di iniziazione di un nuovo membro, il rito più segreto del Detection Club, è facilmente consultabile su Wikipedia”. Dove si trova anche una rara fotografia di provenienza sconosciuta che ritrae un’affollata riunione conviviale.

Una rara foto, di autore sconosciuto, del Detection Club proposta da Wikipedia e risalente al 1932, anno della presidenza di Gilbert Keith Chesterton

La verità? La strana morte dell’ammiraglio serve a reperire fondi per pagare spese degli incontri del club e una sede dove ritirarsi a discutere in santa pace di delitti e uccisioni, una volta terminati i pranzi che per tradizione aprono le sedute. È infatti comprensibile che, anche vista l’epoca, gli argomenti e interessi trattati dalla simpatica congrega non siano adatti alle orecchie di un pubblico di avventori comuni.

Per uno scrittore deve essere motivo di consolazione sapere di poter contare su una simile opportunità. Come ricorda nelle sue lettere Dorothy Sayers, l’autore di crime è per sua natura costretto a vedere ogni aspetto della vita attraverso gli occhi di un potenziale criminale. Legge il giornale e apprende di un nuovo ritrovato nel campo degli smalti per unghie o dei fornelli brevettati e non sa come, ma inizia ad immaginare se non potrebbe essere usato in qualche modo per uccidere qualcuno. In maniera puramente letteraria, certo. Ma la verosimiglianza è tutto, come ben sanno gli appassionati del genere. “Gli scrittori di polizieschi tuttavia non sono, di regola, persone assetate di sangue”. Parola di Sayers che spiega: “Evitano la violenza fisica per due motivi: primo perché sfogano tanto bene le loro tendenze omicide sulla carta che gli resta ben poca energia per passare all’azione, e secondo perché sono talmente abituati all’idea che gli assassini siano fatti per essere scoperti che hanno una certa salutare riluttanza a mettere in pratica le proprie teorie criminali”.

La copertina di Veleno, un’altra delle opere nate dalla collaborazione dei membri del Detection Club (Polillo, 2017)

Nel club certe perversioni possono essere ammesse liberamente. Non solo, vengono spesso sottoposte ad esperti del genere. Per questo Sayers organizza vere e proprie conferenze di coroners, filosofi e perfino l’intervento di un vero psicanalista viennese, una novità per l’epoca. Analizza anche i meriti dei nuovi invitati e si occupa di questioni pratiche: l’affitto della sede, i costi del riscaldamento e le macchie di vino sul tappeto. Ma ricorda anche ai soci di lasciare la mancia al maitre di sala, in considerazione del fastidio prodotto da teschi, candele e altri articoli insoliti che devono essere trasportati su e giù con gli ascensori. E, immaginiamo, di nascosto dagli altri avventori.

Chi è il colpevole?” ancora sei maestri del giallo riuniti in un solo romanzo (Polillo, 2009)

Già perché quelli del club, come ogni società segreta che si rispetti, badano molto alle apparenze che prevedono un certo apparato scenografico. Rientra nella coreografia delle cerimonie di investitura Eric (il teschio poi ribattezzato Erica per questioni di parità di genere) collocato su un cuscino cerimoniale con le orbite opportunamente illuminate da una luce rossa: i nuovi membri del Club vengono invitati a pronunciare il giuramento con una mono appoggiata sul suo cranio. Segue l’immancabile attestazione di fedeltà al sovrano: sono pur sempre inglesi! E poi bisogna giocare secondo regole precise. Niente veleni sconosciuti, non più di una stanza o passaggio segreti, o l’introduzione di gemelli identici senza un appropriato avviso. Tutto per mantenere standard elevati del genere poliziesco ed evitare sensazionalismi. E chi non rispetta le regole? Va incontro ad una maledizione, ovvio. “Possano altri scrittori anticipare le tue trame, possano perfetti sconosciuti farti causa per diffamazione, possano le tue pagine colmarsi di errori di stampa, e le tue vendite diminuire costantemente”. Forse, a ben pensarci, questa, almeno per un autore, è la parte più spaventosa di tutte. E oggi? Le riunioni continuano. Ma gli invitati giurano di mantenere il segreto sugli eventi degli incontri. Elementare Watson.

di Antonella Gonella

Immagine in copertina: Anche per l’anno in corso è partita la Read Christie 2026, la sfida di lettura per gli appassionati della signora del crime (fonte agathachristie.com)

Fonti: articolo:  theguardian.com/books/2020/feb/04/dorothy-l-sayers-and-the-detection-club

libro:  La strana morte dell’ammiraglio, Giunti, 2026

 

Autore

  • Giornalista, laureata in Lettere classiche, sempre alla ricerca di nuovi libri e storie da raccontare. Ha collaborato con diversi giornali, una rete televisiva e svariati siti internet. Si occupa di comunicazione a livello istituzionale.

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