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DialogicaMenti contemporanei

In un momento epocale in cui le connessioni umane si fanno sempre più controverse, la mostra DialogicaMENTI Contemporanei esplora le molteplici sfaccettature dell’identità contemporanea generando attraverso sguardi plurali una trama dell’essere umano. L’esposizione, inaugurata a Cosenza lo scorso mese di giugno, vede la partecipazione di tredici artisti nazionali: Altomare Pippo, Arcuri Caterina, Bravi Onorio, Curto Giovanni, Fazio Arcangelo, Fava Gianni, Marra Max, Momoli Vinicio, Naccarato Mario, Pingitore Pino, Quirino Ilario, Saladino Antonio, Tulumello Agostino.

Agostino Tulumello, senza titolo, 2018, acrilico su tela
Antonio Saladino, Calabria, 2022, scultura in terracotta
Caterina Arcuri, Nec plus, 2026, terracruda, incisione su acciaio inox, legno

Il periodo storico degli anni ’60 ha rappresentato una delle decadi più rivoluzionarie e frammentate della storia dell’arte del Novecento. Con l’affermazione di diverse correnti artistiche quali l’Informale, l’Espressionismo Astratto, l’arte si è aperta alla società dei consumi, ai mass media, alla tecnologia e alla contestazione politica. I principali movimenti artistici nati o affermatisi in quegli anni si dividono in diverse correnti fondamentali; la Pop Art nata in Gran Bretagna ma esplosa negli Stati Uniti nei primi anni ’60, l’Arte Povera sviluppatasi in Italia a partire dal 1967 (teorizzata dal critico Germano Celant), la quale si contrappone alla natura commerciale della Pop Art.

Gianni Curto, Omaggio all’artista Pino Pingitore, acrilico su carta
Gianni Fava, senza titolo, 2023, acrilico su tela
Ilario Quirino, La migrazione, 2004, acrilico su tela

Gli artisti utilizzano materiali “umili” e quotidiani – come terra, legno, ferro, stracci, plastica o scarti industriali – per azzerare il linguaggio accademico e ricongiungere l’arte alla vita materiale; ed ancora il Minimalismo (Minimal Art) nato a New York a metà degli anni ’60, che riduce l’opera d’arte all’essenziale geometrico e strutturale, eliminando qualsiasi traccia di emotività personale o di espressione dell’autore. Le opere sono spesso strutture modulari, fredde, realizzate con materiali industriali (acciaio, plexiglass, neon). E ancora l’Arte Concettuale: in questa corrente, che prende piede stabilmente nella seconda metà del decennio, l’idea o il concetto dietro l’opera diventa infinitamente più importante del manufatto fisico o estetico finale. L’arte si trasforma in una riflessione filosofica su se stessa e sul linguaggio. Infine l’Arte Cinetica, un movimento internazionale che esplora la percezione visiva attraverso strutture geometriche bidimensionali o tridimensionali che creano l’illusione del movimento, distorsioni ottiche e instabilità visiva nell’occhio dell’osservatore.

Mario Naccarato, senza titolo, 2026, tecnica mista su legno
Max Marra, Dittico Arca di Cosmos, 2026, tecnica mista su tela
Onorio Bravi, Ravenna fantastica, 2016, incisione

Il panorama artistico odierno è dominato dalla fusione tra tecnologia digitale, attivismo sociale e decentralizzazione geografica. L’arte contemporanea ha superato i confini dei supporti tradizionali per trasformarsi in un ecosistema fluido. Le principali influenze che muovono la creatività attuale, e le sue più rilevanti diramazioni espressive, si confermano con un proprio linguaggio autonomo ed espressivo. Gli artisti presenti nel progetto itinerante DialogicaMenti contemporanei promuovono e valorizzano l’arte in diversi territori coinvolgendo artisti ed esperti del settore che offrono approfondimenti unici sul processo creativo, la vita e le tecniche, spaziando nel mondo dell’arte contemporanea e della cultura.

Pino Pingitore, Astratto fluido, 2022
Pippo Altomare, senza titolo, 2026, acrilico su tela
Vinicio Momoli, senza titolo, 2024, gomma e pigmenti

Attraverso gli occhi dei tredici artisti, il percorso espositivo si snoda come un dialogo aperto tra differenti linguaggi visivi, dalla pittura alla scultura e all’installazione. Le opere in mostra non offrono risposte definitive, ma pongono interrogativi sul nostro modo di abitare il mondo e di relazionarci con l’altro. Ogni artista, con il proprio spessore stilistico, contribuisce a tessere una trama corale dove il personale diventa universale, invitando l’occhio del visitatore a riflettere sulla propria unicità all’interno del collettivo.

di Luigi Polillo

Immagine in copertina: Arcangelo Fazio, fotografia digitale, 2026

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