La mostra “MonumenTO – Torino. La forma della memoria”, allestita a Palazzo Madama a Torino dal 26 febbraio al 7 settembre 2026, nasce dall’incontro tra una necessità di rilettura critica del patrimonio urbano e un’occasione concreta: la capillare campagna fotografica condotta da Giorgio Boschetti. Il progetto restituisce ai monumenti torinesi una presenza nuova e inattesa, trasformando la città in un suggestivo Teatro della Memoria.


Attraverso potenti immagini notturne, le statue emergono dal buio come figure isolate, sottratte al rumore e alla frenesia dello spazio urbano. La fotografia non si limita alla documentazione, ma diventa uno strumento di interpretazione visiva, capace di mettere in luce espressioni, posture e tensioni formali spesso trascurate dallo sguardo quotidiano. Le opere monumentali, private del contesto diurno, si offrono così a una visione ravvicinata e quasi intima, rivelando dettagli plastici e valori simbolici che parlano di identità civica, memoria storica e costruzione del mito urbano.


Il percorso espositivo si sviluppa come un itinerario tra storia, arte e fotografia, invitando il visitatore a riflettere sul significato stesso del monumento pubblico: non semplice arredo urbano, ma dispositivo culturale che racconta le trasformazioni politiche, sociali e artistiche di Torino Capitale. La mostra è accompagnata da un ricco programma con conferenze, visite guidate, laboratori per le scuole e progetti diffusi sul territorio, ampliando l’esperienza oltre le sale del museo. Un’occasione per riscoprire la città attraverso uno sguardo nuovo, dove luce e ombra diventano strumenti di narrazione e la fotografia si fa atto di memoria attiva.

Giorgio Boschetti è un fotografo italiano il cui lavoro esplora il rapporto tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda. Con uno sguardo attento alla luce e alla costruzione narrativa dell’immagine, sviluppa progetti a medio-lungo termine, capaci di indagare la relazione tra individuo e contesto urbano e sociale. Le sue fotografie sono state esposte in spazi pubblici e privati, in mostre collettive e personali, distinguendosi per un approccio riflessivo, emotivo e sociale. Il suo progetto più recente, Risvegli, selezionato per la mostra “MonumenTO – Torino. La forma della memoria”, interpreta i principali monumenti del capoluogo piemontese, restituendo loro dignità e visibilità come custodi di un’identità culturale che rischia di essere dimenticata. Le statue, i bassorilievi e le sculture che popolano le piazze della città non sono più solo oggetti da osservare distrattamente: diventano protagonisti di un dialogo sospeso tra passato e presente.


Come racconta lo stesso fotografo: «L’uso costante della tecnologia ha modificato il nostro modo di guardare il mondo. Viviamo in una connessione continua, ma spesso poco presenti, e questo frammenta la nostra attenzione. I monumenti e gli spazi pubblici rischiano di diventare scenografie decorative, separate dalla storia che rappresentano. Il mio lavoro nasce dal desiderio di interrompere questa automatica visione quotidiana e di riportare le persone a una reale osservazione, a una relazione con la memoria collettiva».

Boschetti utilizza luce, forme e ombre come strumenti di narrazione, creando veri e propri punti di arresto visivo. Illuminare una statua significa restituirle presenza, permettere allo spettatore di scoprirne i dettagli, le espressioni, la complessità del gesto artistico che l’ha generata. Anche i bassorilievi, spesso trascurati, diventano pagine di storia visibile, raccontando episodi e simboli che definiscono l’identità dei monumenti e del loro contesto. Il progetto invita a una riscoperta lenta e consapevole dello spazio urbano: le statue non sono solo oggetti da ammirare, ma compagni del nostro quotidiano, testimoni silenziosi di epoche diverse. Attraverso questo percorso, Boschetti ricuce il legame tra memoria storica e presente, tra passato e identità culturale, trasformando il gesto fotografico in un atto di cura e di ascolto, capace di stimolare riflessione e meraviglia. Con Risvegli, ogni passeggiata per le piazze di Torino diventa un’esperienza di riscoperta: la città rivela dettagli nascosti, prospettive sorprendenti e bellezze che spesso passano inosservate. La luce diventa metafora di risveglio, restituendo ai monumenti la loro centralità e trasformando lo sguardo dell’osservatore in un vero e proprio incontro con la storia.
di Isabella Puma
Immagine in copertina: Aquila incoronata e trafitta – Fotografia © Giorgio Boschetti
