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“Giovanni Gastel Rewind”, la mostra per ricordare il geniale fotografo

Milano ricorda il grande fotografo Giovanni Gastel con una mostra curata da Uberto Frigerio e visitabile fino al 26 luglio 2026 a Palazzo Citterio – La Grande Brera.

© Giuseppe Biancofiore

Protagonista assoluto della fotografia contemporanea, Gastel (Milano, 1955-2021) ha donato a quest’arte una frase emblematica: “Fotografare è una necessità e non un lavoro. Rendere eterno un incontro tra due anime mi incanta”, riuscendo a trasmette alle sue opere quella signorile eleganza creativa che faceva parte del suo intimo essere. La sua vita trascorsa in un ambiente borghese ma anche aristocratico – la madre apparteneva alla famiglia Visconti e il famoso regista Luchino era suo zio – creò quell’alchimia che definì il suo stile sobrio, raffinatamente sofisticato, ma al tempo stesso si insinuò nelle sue opere una leggerezza ironica e libera da ogni conformismo.

© Giuseppe Biancofiore

Oltre alla fotografia, di cui divenne rinomato autore, coltivò un profondo interesse per la letteratura a cui ha dedicato, accanto ai numerosi libri di fotografia, alcuni romanzi e raccolte di poesie. La sua anima poetica è stata l’ispiratrice ideale per restituire alle sue opere quell’ideale di una bellezza “intimista” che sempre lo ha contraddistinto, dalle sue famose fotografie dedicate alla moda – scattò per le campagne pubblicitarie di Missoni, Versace, Ferragamo, Trussardi, Tod’s e molte altre grandi firme – a quelle destinate alla sua ricerca personale.

© Giuseppe Biancofiore

Dal 1997, quando espose alla Triennale di Milano in una mostra curata da Germano Celant, sino a quella che gli dedicò il Maxxi di Roma nel 2020 dove vennero esposti i suoi famosi ritratti riservati a personalità della cultura, dell’arte, della moda, del design, della musica, dello spettacolo, della politica, Gastel ha immortalato centinaia di personaggi. Per la sua ricerca era fondamentale focalizzare il carattere del personaggio da fotografare perché – come descriveva in un’intervista – quando finalmente si trova una parola che lo precisa… “Pensa come è facile definire una luce timida, un’inquadratura timida, una posizione timida… diventa tutto chiarissimo…”.

© Giuseppe Biancofiore
© Giuseppe Biancofiore

Queste sue semplici ma profonde riflessioni divengono per noi una guida per analizzare e comprendere il suo genio creativo definito da una rara attitudine ad esporre, in maniera semplice, schietta e spontanea, il suo modus operandi. 

© Giuseppe Biancofiore

La mostra milanese nasce a cinque anni dalla sua scomparsa. Queste le parole del curatore Uberto Frigerio: È stato Giovanni stesso a guidarci in tutta la mostra. La ricerca del materiale tra testi e appunti privati è stata condotta con l’intento che fossero le sue parole a raccontare ogni frammento della sua vita, come capitoli emotivi. Ogni sezione nasce infatti dal suo pensiero, dalla sua voce interiore perché nessuno più di Giovanni sapeva trasformare la memoria in immagine e l’immagine in racconto…”

© Giuseppe Biancofiore

Con l’allestimento di Gianni Fiore, il percorso espositivo si snoda attraverso oltre 250 immagini – di cui 140 inedite, 30 scatti iconici, 10 in grande formato, polaroid, i Fondi oro – che spaziano dalle prime copertine di moda del 1977 agli still life più ingegnosi, alle campagne che hanno definito il suo stile e la storia della moda, ai ritratti di figure iconiche che hanno posato per Gastel, sino all’esposizione di oggetti personali e di lavoro. Inoltre, per la prima volta, sono proposti anche alcuni suoi scritti e poesie.

© Giuseppe Biancofiore

La mostra – realizzata da La Grande Brera con l’Archivio Giovanni Gastel, in collaborazione con l’Agenzia Guardans-Cambó – è ospitata a Milano volendo ricordare anche il profondo legame del fotografo con la città che lo ha ispirato e ha visto e vissuto la sua ascesa professionale. La città, dove era nato nel 1955, ha infatti rappresentato per Gastel una vera e propria fonte di ispirazione forgiandone lo stile e lo sguardo; dedicandole immagini indimenticabili Harpers Bazaar USA lo ha definito “l’ambasciatore di Milano per eccellenza, il più internazionale e il più elegante”. Il suo impegno per la città è andato oltre la fotografia avendo anche un effetto concreto per sostenere iniziative sociali: Progetto Itaca Milano e la campagna per lo IEO di Umberto Veronesi.

Giovanni-Gastel. Fotografia © Giovanni Battista Righetti

di Laura Malaterra

Immagine in copertina: La mostra “Giovanni Gastel Rewind” di Palazzo Citterio a Milano. Fotografia © Giuseppe Biancofiore

Autore

  • Laura Malaterra vive a Genova da diversi anni ma è nata a Torino dove si è laureata in Architettura e, seguendo la sua passione per il teatro, ha fondato con altri attori la ”Compagnia del Bagatto”, compagnia teatrale professionale. Attrice, regista e autrice ha scritto numerosi testi teatrali messi in scena e rappresentati in Italia e all’estero. Ha pubblicato sei libri: Maniaca Seriale (Amazon, 2023), Le Interviste Immaginarie (Albatros, 2021), Ricordi di cibo, il cibo dei ricordi (Robin Edizi...

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