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Il Calendario Atlante De Agostini compie centoventi anni

Nel 2024 l’Associazione Net Politics ha pubblicato il Manifesto per l’uso responsabile dei dati, dieci punti per creare una cultura della comunicazione in grado di costruire un ambiente in cui i dati siano un motore di conoscenza e progresso, senza compromettere i diritti fondamentali dei cittadini. La sua stesura deriva dalla necessità di ribadire un vecchio adagio del giornalismo: un’affermazione non è credibile e fondata se non si basa su dati certi e ottenuti da fonti attendibili. In questo il Calendario Atlante De Agostini è antesignano dell’etica dell’informazione e sin dal 1904 registra i cambiamenti in atto in tutto il mondo, ogni anno: una fonte di informazioni geopolitiche, statistiche ed economiche che testimoniano i mutamenti di un mondo in continua evoluzione, analizzando innumerevoli informazioni ottenute da organizzazioni mondiali e nazionali certificate per la loro terzietà e sicurezza. Quest’anno, con la nuova edizione 2024, il Calendario Atlante festeggia i suoi centovent’anni di vita, centovent’anni di storia mondiale registrati attraverso il modificarsi di confini, nomi, numero di Stati, indicatori socio-economici.

Calendario Atlante del 1904, la prima edizione
Copertina del 1954, edizione del 50°

L’idea iniziale del Calendario Atlante era quella di un calendarietto o almanacco illustrato, e non poteva venire altro che nell’ambito dell’Istituto Geografico De Agostini che si occupava della realizzazione di carte geografiche di elevatissimo valore contenutistico, avendo nel DNA delle redazioni la ricerca scientifica dell’informazione statistica e geografica che veniva trasformata in tavole cartografiche. Ma tale non rimase, perché i lettori lo richiesero non per segnare annotazioni nei giorni dell’anno, ma piuttosto per conoscere il mondo che cambiava, tanto da diventare nel tempo un vero e proprio fenomeno editoriale, sempre più presente nelle case degli italiani e strumento indispensabile di documentazione se anche Mario Rigoni Stern, in partenza da Aosta con il suo battaglione per la guerra di Russia, si premurò di portarlo con sé – come leggiamo a pagina 68 del suo libro L’ultima partita a carte (Einaudi, 2002) – acquistando per il viaggio alcuni libri tra cui la Divina Commedia, l’Orlando Furioso, Italia mia di Giovanni Papini, Il Bel Paese di Antonio Stoppani  e, appunto,  l’edizione aggiornata del 1942 del Calendario Atlante De Agostini.

Copertina del 2004, edizione del 100°
Copertina del 2024, edizione del 120°

Ideato da Giovanni De Agostini, disegnato e redatto da Achille Dardano, il primo Calendario del 1904 aveva una foliazione di sessantaquattro pagine e riportava dodici cartine geografiche e una tavola con le bandiere dei principali Stati, che allora erano in totale sessantuno rispetto ai centonovantatré di oggi, mentre Napoli era la città più popolosa d’Italia, prima di Milano e Roma. Nel 1908 le pagine arrivano a novanta e nel 1910 viene introdotto un indice che richiama tutti i nomi geografici contenuti nelle tavole: si crea una tradizione, riuscendo, secondo gli auspici dell’ideatore, a contenere “in minuscola mole quel tanto di geografia e di statistica che può di frequente occorrere ad ogni persona colta”.

Pagine statistiche dell’edizione del 1904

Manifesto pubblicitario realizzato da Deper per l’edizione del 1939

A partire dal 1914, via via negli anni vengono notevolmente ampliate le informazioni storico-statistiche. Il Calendario del 1920 riporta quarantotto pagine dedicate al resoconto e a un’ampia cronologia degli eventi bellici. Più difficile risulterà compiere lo stesso sforzo di aggiornamento subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, poiché il trasferimento della Zecca dello Stato da Roma a Novara nei locali dell’Istituto durante la Repubblica Sociale Italiana aveva notevolmente ostacolato la produzione editoriale della Casa Editrice. Si dovrà così ritardare la pubblicazione, unico caso nella storia centenaria del Calendario Atlante, stampando un numero unico per gli anni 1945-46.

L’edizione unica degli anni 1945-1946

Negli anni successivi la direzione della redazione sente la necessità di strutturare la ricerca delle informazioni e dei dati, che stanno assumendo una mole sempre più importante, in varie aree distinte con l’aiuto di collaboratori rispettivamente per gli aggiornamenti geografico-economici e per la cronologia e gli ordinamenti politici.

Cartina politica dell’Africa delle edizioni  (dall’alto in basso) 1904, 1945, 2024

Scorrendo la cartografia di corredo del Calendario Atlante sono evidenti le modifiche che hanno subìto le carte geografiche nel tempo. Analizzando nel dettaglio le carte si può ricostruire l’affascinante evoluzione delle tecniche cartografiche necessarie alla loro preparazione, che sono passate dall’incisione su pietra dei primi anni alla produzione elettronica digitale di questi ultimi. A corredo indispensabile per la corretta interpretazione dei fatti descritti nel testo, le carte sono state completamente rifatte nel 1970 secondo un piano organico che porterà alla costituzione di quaranta tavole geografiche realizzate in “pellicola” secondo i più moderni sviluppi tecnici che l’istituto Geografico Da Agostini aveva portato nell’editoria cartografica.

Un’altra importante tappa nella storia del Calendario Atlante è rappresentata dall’edizione del 1999, rinnovata nella struttura e nei contenuti del testo, che per la prima volta supera le mille pagine. Il progetto porta alla realizzazione di una nuova sezione introduttiva, l’Almanacco, circa trenta pagine con informazioni su targhe internazionali, prefissi telefonici, documenti d’ingresso nei vari paesi del mondo, giorni festivi, unità di misura, fusi orari e clima. Rispetto alle edizioni precedenti, segno del mutare dei tempi, vengono inseriti ulteriori indicatori economico-sociali, più adatti a fotografare la contemporaneità: divorzi, criminalità, giustizia, sanità, indice di sviluppo umano, attività quali informatica e telecomunicazioni, computer, reti televisive, ma anche riciclaggio, livelli di inquinamento e di protezione dell’ambiente. L’anno successivo, il 2000, oltre alla tradizionale edizione cartacea, l’Istituto Geografico De Agostini realizza la prima edizione elettronica dell’opera su cd-rom.

L’edizione del suo centenario ha raggiunto le millecentoventi pagine di testo con ulteriori cinquantadue pagine di carte geografiche e si presenta come un’autentica enciclopedia geografica, con i dati aggiornati di ogni Paese della Terra, ottenuti ancora una volta consultando fonti ufficiali delle Organizzazioni internazionali e dei singoli stati e una miriade di altre pubblicazioni specialistiche di affermata autorevolezza. Nell’edizione si riserva maggiore spazio sia alle pagine dedicate alle organizzazioni internazionali, sia alle importanti statistiche dell’import-export nel mondo (primati produttivi), sia a nuovi indicatori statistici legati a superficie e popolazione dei singoli stati. Ampio risalto è inoltre dato ai diversi calendari in uso nei secoli e ai fusi orari: un’escursione nei “modi del tempo”, visti sia attraverso la storia sia nella quotidianità dell’attuale mondo senza confini.

E oggi si festeggia il centoventesimo anno di ininterrotta pubblicazione di  quest’opera, piccola nel formato ma grande nel contributo alla diffusione del sapere geografico e statistico, autorevole punto di riferimento per studenti e insegnanti, per appassionati di geografia e per tutti coloro che sanno di trovare, anno dopo anno, un ritratto della realtà geopolitica internazionale nel suo continuo divenire, strumento fondamentale, aggiornato e affidabile, in grado di fotografare un mondo in continua evoluzione.

 

Testo di Roberto Besana – Fotografie per gentile concessione ©De Agostini Editore

Autore

  • Nato a Monza, risiede a La Spezia. Un lungo passato da manager editoriale giunto sino alla direzione generale della De Agostini, coltiva la sua passione per la fotografia operando per lo sviluppo e realizzazione di progetti culturali attraverso mostre, convegni, pubblicazioni. Nella sua fotografia riverbera la sensibilità ai temi ambientali per i quali è attivo nella diffusione di conoscenza e rispetto. Le sue immagini sono principalmente “all’aria aperta”, laddove lo portano i passi. Ambiente e...

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