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La fotografa Linda Fregni Nagler in Anger Pleasure Fear

Alla GAM – Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea di Torino, sino al 1° marzo 2026 è possibile visitare “Anger Pleasure Fear”, la prima interessante mostra antologica della fotografa italo-svedese Linda Fregni Nagler allestita in un’istituzione italiana. Curata da Cecilia Canziani, docente, critica e storica dell’arte, la mostra è concepita come un unico racconto che riunisce opere realizzate nel corso di oltre venti anni; cicli differenti delineano un percorso poetico che, attraverso la materialità della fotografia, illustra il XX secolo. Atmosfere di grande bellezza ma anche tragicità, incantamenti, fotografie dimenticate dalla storia e ritrovate, riviste e ricollocate come tasselli di una lunga narrazione.

Linda Fregni Nagler, A Moment of Suspense, 2014, dalla serie Pour commander à l’air, 2014, Stampa alla gelatina ai sali d’argento su carta baritata opaca, virata al selenio, 115.8 x 132.1 cm. Courtesy dell’artista

Linda Fregni Nagler, nata a Stoccolma, diplomata nel 2000 in pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera, vive e lavora a Milano. In questa mostra utilizza la fotografia come collegamento tra ricerca, storicità, collezionismo e materialità dell’immagine. “Anger Pleasure Fear” si configura, quindi, plasmando un dialogo ideale tra due opere: The Hidden Mother e Vater (Father). La prima opera – presentata per la prima volta alla Biennale di Venezia del 2013 – è un’installazione composta da 997 dagherrotipi, carte de visite e tintypes, in cui un bambino ‘visibile’ cela la madre, presente, ma avvolta da un manto nero che pare un burqa. Un’immagine molto forte, che attrae immediatamente l’attenzione perché il corpo della madre, seppur negato visivamente, ha comunque una possente presenza.

Linda Fregni Nagler, #0063, dalla serie The Hidden Mother, 2006–13. Stampa all’albumina montata su cartoncino da 997 tintypes, dagherrotipi e stampe all’albumina, 16,5 x 10,8 cm. Courtesy dell’artista
Linda Fregni Nagler, Vater (LFN_026), 2025, Stampa alla gelatina ai sali d’argento, 8 x 6 cm. Courtesy dell’artista

Vater è una serie inedita realizzata per questa occasione dedicata al Mensur, combattimento rituale tradizionale di iniziazione, nominato anche ‘duello studentesco’, che viene ancora praticato in Germania, Svizzera e Austria. Le cicatrici divengono segno di coraggio, un rituale che oggi appare come simbolo della violenza che, purtroppo, connota ancora i nostri tempi.

Il percorso espositivo continua attraverso altre strutture, tra cui Pour commander à l’air – Premio MAXXI 2014 – ingrandimenti di fotografie tratta da fatti di cronaca che divengono materiale prezioso per porre in discussione il valore narrativo delle immagini; nella serie Going Untitle sono stampe fotografiche realizzate partendo da disegni,che riproducono originali fotografici di oggetti legati al mondo del lavoro o architetture misteriose, di cui non conosciamo più l’uso.

Linda Fregni Nagler, Deardevil, 2014, Dalla serie Pour commander à l’air, 2014. Stampa ai sali d’argento su carta baritata / Gelatinsilver print on baryta paper, 114,5 x 165,4 cm. Courtesy collezione privata / private collection,Piacenza

Si continua con Smokes, Clouds, Explosions: collezione di lastre per lanterna magica dell’artista, base della performance Things that Death Cannot Destroy. Non voglio uccidere nessuno opera che risale agli esordi della fotografa che pare aver anticipato alcuni temi legati a questa antologica; la serie inedita Little History of Subjugation che indaga l’enigmaticità della relazione uomo-animale.

Linda Fregni Nagler, Untitled (UCC-007-ML), 2018, Dalla serieSmokes, Clouds, Explosions, 2018. Stampa positivo diretto alla gelatina ai sali d’argento su carta baritata da diapositiva per lanterna magica, 41 x 31cm. Courtesy dell’artista

Quelle di Linda Fregni Nagler – che definire fotografa è diminutivo perché può essere considerata anche storica, ricercatrice, investigatrice, antropologa di immagini, collezionista… – sono fotografie che ci incuriosiscono, sono immagini singolari e a volte inquietanti, dimenticate e riportate alla luce grazie al lavoro e alla sua curiosità. Attraverso l’atto del raccogliere, osservare e reinterpretare immagini siamo invitati ad esplorare i confini mutevoli tra documento e visione, memoria e immaginazione, rendendo lafotografia non solo oggetto, ma soggetto del pensiero.

di Laura Malaterra

Immagine in copertina: Linda Fregni Nagler, Untitled (Pigeon) #1, 2023, Dalla serie News from Wonderland, 2023. Stampa ai sali d’argento, 100 x 150 cm. Courtesy collezione privata, Milano

Autore

  • Laura Malaterra vive a Genova da diversi anni ma è nata a Torino dove si è laureata in Architettura e, seguendo la sua passione per il teatro, ha fondato con altri attori la ”Compagnia del Bagatto”, compagnia teatrale professionale. Attrice, regista e autrice ha scritto numerosi testi teatrali messi in scena e rappresentati in Italia e all’estero. Ha pubblicato sei libri: Maniaca Seriale (Amazon, 2023), Le Interviste Immaginarie (Albatros, 2021), Ricordi di cibo, il cibo dei ricordi (Robin Edizi...

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