Arriva dall’Inghilterra la sfida più originale tra treni. In questo caso, però, a fare la differenza non è la puntualità, tema molto in linea con lo spirito britannico, ma si tratta piuttosto di una contesa artistica che punta a coinvolgere pendolari e non solo. Tutto inizia dai festeggiamenti in corso nel Regno Unito per i 200 anni dalla nascita della ferrovia moderna: tanto tempo è trascorso dal 27 settembre 1825, quando George Stephenson guida la locomotiva numero 1 per 26 miglia tra i centri di Shildon, Darlington e Stockton nel nord est del paese. Per l’Inghilterra è una giornata di festa. Lungo il tracciato un folla di giornalisti e curiosi osserva il passaggio delle 31 carrozze che trasportano passeggeri e merci. Nasce così la Stockton & Darlington Railway, il primo collegamento su rotaia della storia moderna. Negli Stati Uniti, tanto per capire la portata dell’evento, il treno arriva nel 1830. In Italia, per la Napoli-Portici bisogna aspettare il 1839, per la Milano-Monza il 1840.

Il calendario degli eventi in programma oltre Manica punta a celebrare un’innovazione che ha cambiato il modo di viaggiare e la stessa società inglese ed europea. Stanno facendo le cose in grande stile, con tanto di pagina internet dedicata, intitolata Railway 200 e realizzata in collaborazione con l’istituto culturale Art UK. Ma l’organizzazione merita un’occhiata più da vicino: in particolare c’è un’iniziativa che potrebbe fare scuola perché unisce un evento di natura concreta, come l’evoluzione nel campo dei trasporti, con la promozione e la diffusione della conoscenza del patrimonio artistico nazionale. Insomma, a bordo di questo treno ideale viaggiano i più grandi artisti inglesi in una vera e propria campagna promozionale.
Come funziona? Art UK seleziona 200 quadri a tema ferroviario e li pubblica in rete in una sorta di gigantesco museo virtuale, invitando poi i cittadini a votare i preferiti. Ci sono tele, manifesti e opere che spaziano dall’ ‘800 fino ai giorni nostri, in una vera e propria collezione a sfondo ferroviario. Sfilano così, pagina dopo pagina, locomotive di tutti i tipi. Ma anche ritratti di passeggeri annoiati o sorpresi nell’eccitazione del viaggio. In aprile viene pubblicata la selezione delle 20 opere destinate alla semifinale. E il 9 giugno, giorno del compleanno del pioniere ferroviario George Stephenson, la classifica definitiva è stata rivelata: sul podio c’è il Paesaggio ferroviario realizzata da Eric Ravilious ed esposto all’Aberdeen Art Gallery in Scozia. Il quadro cattura il paesaggio britannico osservato attraverso i finestrini di una carrozza di terza classe alla fine degli anni ’30: in lontananza si vede il cavallo bianco gesso di Westbury, nel Wiltshire. Eric Ravilious quel viaggio lo ha fatto davvero. Nel 1840 si trova sulla linea Brighton-Eastbourne. E non è solo. Lo accompagna la moglie, Tirzah Garwood. Proprio lei avrà un ruolo determinante nella creazione del capolavoro. Una curiosità che emerge nel racconto della nipote dell’autore: “Eric andava avanti e indietro sul treno, realizzando diversi acquerelli, nessuno dei quali lo soddisfaceva appieno. Tirzah ha assemblato i pezzi migliori di ogni dipinto per creare un’opera di grande successo”.

Una collaborazione che li porta a classificarsi davanti ad una gloria nazionale come William Turner che nel 2025 celebra 250 anni e che si piazza al secondo posto nei cuori dei pendolari ferroviari con il suo Pioggia, vapore e velocità conservato alla National Gallery di Londra e seguito da Servizio notturno di David Shepherd (Museo nazionale ferroviario). Ma la classifica virtuale comprende anche grandi classici. I compagni di viaggio di Augustus Leopold Egg (Birmingham Museums Trust ) e le affollatissime Stazione di Waterloo di Terence Tenison Cuneo (Museo della scienza) e La Stazione ferroviaria di William Powell Frith (Royal Holloway, Università di Londra), un’istantanea della società vittoriana colta alla partenza di un treno e uno dei capolavori che valgono a questo autore un incredibile successo di pubblico. Basti pensare che fin da subito le sue opere esposte alla Royal Academy richiedono l’installazione di barriere per controllare i visitatori che si presentano ad ammirarle.

Non finisce qui. I venti quadri finalisti sono protagonisti di una mostra virtuale fino al 31 dicembre 2025. Ciascuno è corredato da una scheda con approfondimenti e curiosità tutti da scoprire. La cosa incredibile sta nei numeri: la mostra ha coinvolto 94 collezioni pubbliche in Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord con opere di età compresa tra il 1830 e il XXI secolo. E ha catturato l’immaginazione di persone di tutto il mondo collezionando più di 6500 voti provenienti anche da Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda e Giappone. Niente di strano: il treno in fondo è da sempre fonte di ispirazione per gli artisti. E l’appuntamento ha rivelato l’entità di questo rapporto stretto tra pittori e scultori e un mezzo di trasporto che colpisce per suggestione, dando vita a capolavori non solo su tela: le carrozze ferroviarie hanno ispirato anche tanta letteratura. Basti pensare al convoglio più iconico di sempre, l’Orient Express di Agatha Christie con il suo carico di mistero e segreti. O al treno che tanta parte nella tragedia di Anna Karenina. O, per rimanere in Inghilterra, alle avventure di due viaggiatori non proprio comuni: Charles Dickens e il cognato Wilkie Collins che alla proficua collaborazione letteraria aggiungono un viaggio di svago per l’Inghilterra. E raccontano aneddoti e scoperte tra campagna e piccole città lungo l’appena nata rete ferroviaria nel godibilissimo libro Il pigro viaggio di due apprendisti oziosi (Sellerio, 2003).

L’iniziativa di Railway 200 restituisce l’immagine dell’evoluzione graduale di uno dei mezzi di trasporto più amati. E, insieme, fotografa un cambiamento sociale che tocca tre secoli, trovando un modo sicuramente originale ed innovativo per coinvolgere ed alimentare l’interesse per il patrimonio artistico. Chissà che a qualcuno non venga il desiderio di ammirare dal vivo i 20 capolavori in mostra, magari percorrendo in treno le distanze tra i vari musei e le collezioni che li custodiscono.
di Antonella Gonella
Immagine in copertina: Paesaggio ferroviario, acquerello su carta (collage) di Eric Ravilious (1903-1942). Crediti immagine: Aberdeen Art Gallery & Museums
Fonti:
artuk.org/
