Quante lingue occorrono per comprendersi? E quante volte le parole, anziché avvicinare, finiscono per segnare una distanza? L’arte contemporanea prova a rispondere attraverso immagini, forme, materiali e simboli, dando voce a ciò che spesso sfugge alla comunicazione verbale. Da questa riflessione nasce Linguaggio Plurale – Arte tra lingue e culture, la mostra itinerante a cura di Ilaria Centola, inaugurata il 24 ottobre 2026 al MACU – Martinsicuro Arte e Cultura, dov’è visitabile fino all’8 novembre 2026, prima di proseguire a Vasto, Pescara e L’Aquila.

Il progetto affronta una delle questioni centrali del nostro tempo: il rapporto tra identità e differenze culturali in una società attraversata da migrazioni, conflitti, trasformazioni sociali e nuove forme di appartenenza. Al centro non c’è soltanto la pluralità delle lingue, ma quella degli sguardi, delle esperienze e delle memorie che ciascuno porta con sé.

Le opere riunite in mostra propongono interpretazioni differenti di questi temi, attraverso pittura, fotografia, scultura, installazioni e sperimentazioni digitali. Il linguaggio artistico diventa così uno strumento per interrogare il presente, senza pretendere di offrire risposte univoche. C’è chi affronta la memoria dell’esilio, chi riflette sulla violenza della guerra, chi indaga il rapporto tra culture e religioni e chi sceglie il corpo, la maternità o l’infanzia per raccontare ciò che accomuna gli esseri umani prima ancora delle loro appartenenze.

Un percorso nel quale le differenze non vengono ricondotte a un modello uniforme, ma conservano la propria specificità. Perché comprendersi non significa necessariamente parlare la stessa lingua, né condividere la medesima visione del mondo. Sicché, come scrive Ilaria Centola nel testo curatoriale della mostra, «ogni lingua custodisce una visione del mondo, ma nessuna può esaurirne il significato. È nella relazione tra differenze che prende forma una comunità capace di riconoscersi senza rinunciare alla propria complessità».

Il confine può così diventare un punto di incontro, la migrazione un cambiamento di prospettiva e la memoria una presenza attiva nel nostro modo di interpretare il presente. La pluralità, dunque, non rappresenta una frammentazione da ricomporre, ma una condizione essenziale dell’esperienza umana.

Non è casuale la scelta di Martinsicuro come prima sede espositiva. Città di confine tra Abruzzo e Marche, affacciata sull’Adriatico e storicamente legata agli scambi e al passaggio di persone, Martinsicuro accoglie la mostra nel nuovo MACU, centro culturale nato dalla riqualificazione dell’ex Cinema Ambra. Uno spazio che restituisce alla collettività un luogo della memoria cittadina, trasformandolo in un punto di riferimento per la cultura e la partecipazione. L’inaugurazione della mostra assume così un significato particolare: un progetto dedicato all’incontro tra culture entra in un edificio che rappresenta, a sua volta, una nuova occasione di incontro per la città.

Linguaggio Plurale nasce nell’ambito del Progetto Arcadia – FAMI 2021-2027, realizzato dall’Istituto Comprensivo Statale “Sandro Pertini” di Martinsicuro, guidato dalla dirigente scolastica Barbara Rastelli, scuola capofila della Rete delle Scuole Multiculturali della Regione Abruzzo su delega dell’Ufficio Scolastico Regionale, in collaborazione con il Consorzio NOVA. Felicia Zulli, coordinatrice del progetto, evidenzia che «l’incontro con l’arte diventa un’occasione per riflettere sui pregiudizi, riconoscere punti di vista differenti e comprendere quanto il confronto con l’altro possa contribuire al dialogo tra culture per costruzione di una comunità più consapevole». Un progetto che ha coinvolto ventuno scuole con l’obiettivo di favorire l’inclusione degli studenti con background migratorio, sostenere l’apprendimento dell’italiano come seconda lingua, promuovere il dialogo interculturale e rafforzare la partecipazione delle famiglie. In questo contesto, l’esposizione assume anche una precisa funzione educativa: l’incontro con l’arte diventa un’occasione per riflettere sui pregiudizi, riconoscere punti di vista differenti e comprendere quanto il confronto con l’altro possa contribuire alla costruzione di una comunità più consapevole.

Questi gli artisti in mostra: Valeriangelini, Luca Bonfanti, Marco Circhirillo, Rudy Falomi, Max Falsetta Spina, Davide Ferro, Lino Giussani, Alec Grognardi, Barbara Grossato, Marc Vincent Kalinka, Gabriella Kuruvilla, Max Marra, Mistiche Nutelle (Vittorio Dario Brocadello, Mauro Luccarini e Adriano Tetti), Samuele Polacco, Sabrina Ravanelli, Michele Rigoni, Giovanni Ronzoni, Paolo Saladini, Livia Spinolo, Vittoria Taddia, Aldo Tagliaferro, Luca Tridente, Elizabeta Tzvetkova.

Dopo Martinsicuro la mostra prosegue il proprio itinerario abruzzese a Vasto (CH) dal 13 al 29 novembre 2026 a Palazzo d’Avalos; a Pescara, dal 4 al 10 dicembre 2026, all’Aurum – La fabbrica delle idee; e infine a L’Aquila, dal 16 dicembre 2026 al 31 gennaio 2027, a Palazzo dell’Emiciclo.

Quattro città, quattro luoghi con storie e identità differenti, accomunati da un progetto che riconosce nell’arte la possibilità di aprire un confronto sulle relazioni umane. Perché una lingua sconosciuta può inizialmente separarci, ma un’immagine, un gesto o un segno possono talvolta raccontare molto più di quanto riusciamo a esprimere con le parole.
Immagine in copertina: Marc Vincent Kalinka, Incomprendersi, 2026, intarsio di legni pregiati, 50 x 70 cm
Fonte: Ufficio stampa paolamartinopress.it
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