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“Milano Scultura 2026” accompagna l’evoluzione dell’arte contemporanea

Milano Scultura torna nel cuore della città e celebra la sua decima edizione inaugurando una nuova fase della propria storia. Dal 2 al 4 ottobre 2026 la manifestazione ideata e diretta da Ilaria Centola approda negli spazi di Concessionaria 23, ex autosilo industriale recentemente riconvertito in luogo dedicato all’arte contemporanea, offrendo un contesto inedito e fortemente identitario per una fiera che, fin dalla sua nascita, rappresenta l’unico appuntamento italiano interamente dedicato alla scultura e alle espressioni tridimensionali.

Aldo Spoldi, Sponsor messaggero, 1994
Zhang Hong Mei, Landscape, 2013

Il ritorno a Milano assume un valore simbolico oltre che progettuale. Dopo aver sperimentato il dialogo con il paesaggio e con gli spazi aperti, Milano Scultura ritrova la dimensione urbana scegliendo un luogo capace di raccontare la continua trasformazione della città. Nata come officina nella prima metà del Novecento, diventata autosilo e successivamente concessionaria automobilistica, Concessionaria 23 si presenta oggi come un nuovo spazio culturale dove memoria industriale e ricerca contemporanea convivono, offrendo un ambiente particolarmente adatto ad accogliere opere che interrogano il rapporto tra materia, spazio e architettura.

Devid Biscontini, Femminile Invisibile, 2026
Filippo Tincolini, Ex Ludis, 2026

«Il mercato della scultura contemporanea è in una fase di stallo: servono fiducia, visione e il coraggio di investire sui talenti di domani. Milano Scultura continua a fare la sua parte, ma oggi più che mai è fondamentale un maggiore coinvolgimento delle istituzioni, che non dovrebbero sostenere solo le opere destinate ai musei, ma puntare sul concetto di arte pubblica: un investimento culturale capace di valorizzare gli spazi condivisi. Noi ci crediamo e da dieci anni scegliamo luoghi che raccontano storie di vita e di lavoro. E continueremo a farlo, perché ogni grande visione nasce da chi ha avuto il coraggio di credere nel futuro con uno sguardo al passato e ai suoi ideali», afferma Ilaria Centola.

Humberto Cazorla, Apiario,  2010
Giuliano Cataldo Giancotti, La cultura che se ne va, 2022

In questi dieci anni Milano Scultura ha contribuito a consolidare una riflessione sempre più ampia sul linguaggio della scultura contemporanea, accompagnandone l’evoluzione e mettendo in dialogo gallerie, artisti, collezionisti, curatori e pubblico. Se per lungo tempo la scultura è stata considerata un linguaggio marginale rispetto ad altri media, oggi si conferma uno dei territori più fertili della ricerca artistica contemporanea, capace di attraversare materiali, tecnologie, pratiche installative e nuove modalità di relazione con lo spazio.

Max Marra, Penelope, 2003
Max Falsetta Spina. La fotografia si trasforma in scultura: attraverso un processo di progettazione parametrica, l’immagine fotografica viene reinterpretata come struttura tridimensionale, dove geometria, luce e superfici riflettenti ridefiniscono il concetto stesso di rappresentazione. L’opera non documenta semplicemente la realtà: la ricostruisce. La fotografia perde la sua natura bidimensionale per acquisire presenza fisica, trasformandosi in un’architettura di luce e materia capace di occupare lo spazio. Ogni scultura nasce da una fotografia originale dell’artista, sviluppata mediante un linguaggio progettuale che fonde arte contemporanea, design computazionale e ricerca percettiva. Il risultato è un’opera che esiste simultaneamente come immagine, oggetto e installazione. Lo spettatore è invitato a superare il tradizionale punto di vista fotografico, instaurando un dialogo dinamico con la forma, la profondità e la memoria dell’immagine. La Parametric Fine Art Photography®️ diventa così un nuovo linguaggio artistico, in cui fotografia e scultura convergono in un’unica esperienza estetica.

Al piano terra il pubblico incontra la sezione fieristica, con le gallerie partecipanti e una selezione di artisti appartenenti a differenti generazioni e linguaggi, a restituire la pluralità della ricerca contemporanea intorno alla scultura e alle pratiche tridimensionali. Il primo piano è invece dedicato ai Progetti Speciali, che ampliano il percorso espositivo attraverso installazioni, mostre e interventi capaci di mettere in relazione la scultura con temi come la trasformazione, la memoria, la guerra, l’ironia, la sostenibilità, il patrimonio culturale e le migrazioni, confermando Milano Scultura come una piattaforma culturale capace di andare oltre il modello tradizionale di fiera.

Lucia Albertini, Medusa, 2023
Emma Chiari, Tensioni, 2026

A dieci anni dalla sua nascita, Milano Scultura conferma così la propria identità: una manifestazione capace di interpretare le trasformazioni della scultura contemporanea e, al tempo stesso, di rinnovarsi continuamente, scegliendo ogni volta luoghi e strumenti in grado di amplificare il dialogo tra le opere, la città e chi le attraversa. A tal proposito, il curatore di Milano Scultura 2026, Valerio Dehò, scrive: «Si parla molto di rigenerazione urbana, ma la soluzione, in fondo, è sempre stata a portata di mano. L’arte rigenera. È vita, piacere, cultura, esperienza di relazioni e apertura al nuovo. Milano Scultura 2026, a dieci anni dalla sua nascita, porta un messaggio preciso: la scultura è un’esperienza da vivere, va oltre le tre dimensioni e coinvolge anche il tempo, quello necessario per condividere il piacere di esserci e partecipare».

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