Modone (Μεθώνη in greco, traslitterato in Methōnī) è un piccolo, grazioso, centro di appena duemila abitanti ubicato nella regione della Messinia, nella parte meridionale del Peloponneso. Recentemente il popolare regista di origini britanniche Christopher Nolan lo ha scelto per ospitare parte delle riprese del suo tanto celebre, quanto discusso, film The Odyssey, dedicato all’Odissea di Omero e non c’è da stupirsi della scelta del regista: Modone, infatti, ospita una delle fortificazioni più affascinanti di tutta la Grecia.

L’antica città fortificata sorge nel remoto angolo sud-occidentale del Peloponneso e, proprio per via della sua particolare posizione geografica, è stata un luogo di passaggio inevitabile per tutte le navi in transito dall’Adriatico al Medio Oriente e quindi fu a lungo contesa tra le maggiori potenze marittime del passato: l’impero bizantino, Venezia e l’impero ottomano.

Sotto il controllo di Venezia per più di trecento anni, ha rappresentato un punto strategico dell’apparato difensivo veneziano nel Mediterraneo orientale, nonché un sostegno fondamentale, insieme alla “gemella” Corone – situata nell’angolo sud-orientale del Peloponneso –, del sistema commerciale della Serenissima, guadagnandosi il prestigioso “titolo” di Venetiarum ocellae (“occhi di Venezia”).

Le origini di Modone però anticipano di molto il dominio veneziano. Già nel 32 a.C. la città subì la conquista di Roma da parte di Agrippa, per poi passare, nel 395 d.C., sotto il dominio di Bisanzio, che la trasformò in una città fortificata. Con la sottomissione di Costantinopoli e la conseguente caduta dell’Impero bizantino, Venezia conquistò Modone e le altre principali piazzeforti del Peloponneso (la già citata Corone, Nauplia, nota città marittima dell’Argolide, e Argo, sita a poca distanza dal mare, a nord di Nauplia, e che dà appunto il nome alla regione) nei primissimi anni del XIII secolo, arrivando a estendere la propria influenza su tutta la regione della “Morea” (morea in greco significa “gelso” e i veneziani l’avevano ribattezzata così probabilmente per via della significativa diffusione di questa pianta nella zona o forse perché la forma della penisola ricorda proprio quella di una foglia di gelso).

Il sedicesimo secolo vede Modone sotto il dominio turco che ne ampliò le strutture fortificate, per resistere ai tentativi di riconquista da parte di Venezia che nel 1686 riuscì nell’intento riportando tutta la regione sotto il comando dell’ammiraglio Francesco Morosini, futuro doge e soprannominato da allora “il Peloponnesiaco”. Non si trattò però di una riacquisizione definitiva; infatti, nel 1715 i Turchi fecero ritorno, riappropriandosi della regione e quindi anche della città fortificata di Modone che rimase sotto il dominio turco fino allo scoppio della Guerra di indipendenza greca del 1821-1829. La città, sostenuta dall’esercito francese, si ribellò ai Turchi. A seguito della guerra, la roccaforte andò incontro a ingenti danni che spinsero la ricostruzione della città fuori dalle mura. Da quel momento, la fortezza non venne più utilizzata, ma la struttura fortificata e una piccola parte dei suoi monumenti sopravvissero, permettendoci ancora oggi di respirare, di scoprire e, in parte rivivere, il suo antico splendore.

Un altro aspetto storico molto curioso è che la città di Modone, proprio in virtù della sua invidiabile posizione, è stata oggetto di studi e testimonianze scritte da parte di numerosi pellegrini in transito verso la Terra Santa. Tra i monumenti più interessanti del complesso fortilizio – che occupa l’intera area del promontorio e della costa sud-occidentale fino al piccolo isolotto protetto dal mare – domina con la sua imponenza la magnifica Porta di San Marco, o “da mar” (recentemente restaurata), antistante la piccola isola sulla quale sorge il Castello da Mar, conosciuto anche con il nome turco di Bourtzi. Il castello, risalente al Cinquecento, ha una particolare forma ottagonale ed è collegato alla Porta da un lungo e scenografico ponte in pietra.


Intorno alle mura, che si sviluppano per circa tre chilometri, sopravvivono i resti delle strutture portuali e sono visibili parti della pavimentazione originale ed è ancora perfettamente conservato il ponte in pietra con quattordici arcate che collega la fortezza alla terraferma.

Si possono vedere ancora diverse strutture militari, pozzi, la colonna bizantina simile a quelle di piazza San Marco a Venezia (oggetto di un approfondito studio dello storico e archeologo greco Patrice Foutakis), e due chiese: la Chiesa bizantina di San Nicola (patrono della città) e quella di Sant’Irene di epoca veneziana.

Altri edifici religiosi sono presenti all’interno della fortezza: la chiesa della Metamorfosi o Trasfigurazione del Salvatore (Metamorfosi tou Sotiros), eretta durante la dominazione veneziana, e i resti delle chiese di Santa Sofia (Agia Sophia o Haghia Sophia) e di San Giovanni Teologo (Agios Ioannis o Theologos), entrambe di origine bizantina.


Le numerose dominazioni hanno portato a una stratificazione molto interessante dal punto di vista storico e archeologico, ma la presenza più rilevante sul piano architettonico è senza dubbio legata a Venezia. L’influenza della Serenissima è testimoniata in ogni angolo della fortezza da numerosi emblemi raffiguranti il leone alato di San Marco e da diverse iscrizioni poste lungo tutta la cinta muraria.


Una storia millenaria dunque quella di Modone che, al pari di tante e molto più note località e siti archeologici della Grecia, merita senz’altro di essere scoperta e ammirata.
testo e fotografie di Claudia Di Battista
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