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Noli me tangere. Dell’inviolabilità del corpo

Dal 30 aprile al 21 maggio 2023 Villa Grimani Valmarana, a Noventa Padovana (PD), negli spazi adibiti alle esposizioni temporanee ospita la mostra di arte contemporanea “Noli me tangere. Dell’inviolabilità del corpo” a cura di Barbara Codogno.

Enrica Berselli, Senza Umane Interferenze, 2023, cera vergine d’api, plastilina, reperti botanici, pigmenti, ferro, 47x61x18 cm 

La mostra, curata da Barbara Codogno, raccoglie quattordici artisti di chiara fama nazionale e internazionale. Enrica Berselli (Modena); Greta Bisandola (Padova); Marta Czok (Polonia); Ruggero D’Autilia (Venezia); Tommaso Giusti (Modena); Maurizio L’Altrella (Milano); Nunzio Paci (Bologna); Federica Poletti (Modena); Stefano Reolon (Padova); Silvia Patrono (Padova); Marco Strano (Padova); Roberta Ubaldi (Terni); Marco Vecchiato (Padova); Elisabetta Vignato (Padova).

Federica Poletti, Noli me tangere, 2023, olio su tela, 100×100 cm

La curatrice è reduce dall’esposizione al Museo degli Eremitani intitolata, “A riveder le stelle”, nata con l’obiettivo di tracciare una linea di continuità tra la pittura medievale e quella contemporanea con Dante e Giotto come faro. “Noli me tangere” si muove con lo stesso intento: la frase, pronunciata da Gesù nel Vangelo di Giovanni, è quanto mai attuale se declinata al rispetto, alla non violenza, alla pace in senso ampio. Una prospettiva che unisce le diverse sensibilità degli artisti coinvolti.

Greta Bisandola, Madre, 2014, olio su tela, 80×80 cm

Giotto, Hans Holbein, Tintoretto, Claude Lorrain, Nicolas Poussin, Beato Angelico, Tiziano, Correggio, Guercino, sono solo alcuni dei tantissimi artisti che, dal Medioevo fino a oggi, hanno omaggiato pittoricamente la frase che sigilla il momento preciso nel quale il Cristo risorto, ancora con sembianze umane, sta trasmutando in puro spirito. Riconosciuto dalla Maddalena, Cristo dice: “Noli me tangere”. Frase tradotta prima in: non mi toccare; successivamente in: non mi trattenere. La curatrice intende così porre l’attenzione sulla dilatazione del tempo in cui la frase scolpisce la storia. L’agonia di Cristo sulla croce, la violenza alla quale è stato sottoposto. La sua epifania umana. Molti pittori hanno rappresentato questa scena del Vangelo come uno sfiorarsi delle dita che tuttavia non si compie mai, evidenziando quindi uno spazio tra i corpi: la distanza tra le mani che diventa il centro magnetico della scena. Questo è uno dei punti sui quali gli artisti sono andati a lavorare: è necessario riconoscere la distanza come elemento fondante per “avvicinare” il corpo dell’altro. Uno spazio sacro che sancisce il rispetto, abolisce la presa e conferma l’inviolabilità dello spazio occupato dall’altro da sé.

Nunzio Paci, L’ultimo rifugio, olio su tela montata su tavola, 80×60 cm

Spiega Barbara Codogno: «Un’ottica specificamente filosofica e antropologica, che aggancia la lettura sacrificale della messa a morte del Cristo, spinge a considerare la frase come un disvelamento che va a consolidare il messaggio cristiano. Non mi fate altro male, mi è stato fatto tutto il male possibile. Cristo con la sua morte ci costringe a fare i conti con i nostri meccanismi violenti: una violenza che agiamo sui corpi, sull’ambiente, sulla natura. Eppure, “Noli me tangere” è anche lo spazio del miracolo. Una trasfigurazione e resurrezione, la creazione di un Uomo nuovo che avverrà solo se sapremo rispettare l’altro, il suo spazio. Senza fargli violenza. Mai».

Roberta Ubaldi, Rust71, 2023, olio su lamiera ossidata, 90×90 cm

Immagine in copertina:  Ruggero D’Autilio, Fragmenta, AB 2018, olio e acquerello su tavola, 238×188 cm