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Per una rosa

Vorrei essere te, così violenta,/così aspra d’amore,/così accesa di vene di bellezza/ e così castigata…

(Per una rosa, Alda Merini)

La rosa, che Saffo nei giardini di Lesbo e Rodi definì Regina dei fiori, è forse uno dei fiori più popolari del mondo, con le sue centocinquanta specie, ottenute con tecniche di ibridazione anche molto sofisticate. È uno dei fiori che più viene regalato, coltivato, citato, declamato, amato. Si ritiene che la rosa, comparsa sulla terra molto tempo prima dell’uomo, abbia avuto la sua origine nell’Asia orientale per poi venire diffusa in tutto l’emisfero boreale ad eccezione delle zone del Polo e dell’Equatore.

Bacche

Le prime testimonianze scritte sono state trovate nelle tombe reali della città di Ur, nel regno dei Sumeri, circa 4000 a.C., la prima rappresentazione pittorica a Cnosso, nel palazzo reale, 2000 a.C., e intorno al 500 a.C.

Confucio la citava in molti dei suoi scritti come di un fiore da coltivare nei giardini, per la sua bellezza e per il suo profumo. I Persiani avevano grandi piantagioni di rose con cui facevano profumi e oli essenziali per il corpo e i Romani le usavano per abbellire e profumare le tavole imbandite e mettevano sul capo ghirlande di rose. Ci sono semplici specie spontanee con fiori a cinque petali e altre con corolle grandi e tantissimi petali, le sfumature di colore vanno dal bianco puro fino al rosso carminio cupo, quasi nero. Alcuni dei loro nomi: Rosa alba, Rosa damascena, Rosa gallica, Rosa centifolia, Rosa cinese, Rosa tea, Rosa canina, Rosa rugosa, Rosa Banksia, Rosa sempervirens. Molte creazioni artistiche sono state fatte appunto per una Rosa. Questo fiore ha ispirato poeti, scrittori, pittori, creatori di moda, musicisti, profumieri, cuochi, speziali, religiosi. Alcune casate l’hanno inserito nella loro araldica e alcune città nei loro stemmi. Viene usato in moltissime occasioni gioiose, commemorative o per lutti. Le rose per queste occasioni sono intrecciate in ghirlande e festoni, vengono raccolte inbouquet oppure sono donate singolarmente. Per ogni occasione viene scelto il tipo, il colore e l’aspetto con cura, perché l’offerta diventa un simbolo che acquisisce significati ben precisi.

Sin dall’antichità, in tutti i paesi dove veniva coltivata, la rosa ha assunto significati simbolici, a volte contrastanti e addirittura opposti. Forse il primo significato che è stato attribuito a questo fiore è legato alla sua breve vita e alla sua bellezza. Talvolta è stata paragonata alla fuggevole bellezza femminile o più in generale alla caducità e brevità della vita.

“Rosa, ella ha vissuto ciò che vivono le rose, lo spazio di un mattino” (François de Malherbe). Sempre per questo motivo fu utilizzato come simbolo funerario, venivano infatti scolpite rose sui sepolcri di persone morte in giovane età. La struttura concentrica della rosa ci fa ricordare la ciclicità dell’esistenza, il tempo che scorre, il moto circolare, il movimento della vita, perenne e indefinito, che ci riporta all’idea della ruota, concretizzato nell’oculo a raggiera delle chiese medievali a cui gli storici hanno dato il nome di rosa o rosone. I rosoni, elementi architettonici che troviamo sulla facciata delle chiese romaniche e gotiche, vengono realizzati nelle prime in pietra traforata e nelle gotiche in vetro colorato. Il rosone diventa punto di raccordo tra il sacro e il profano, diversa la percezione che se ne ha all’esterno o all’interno della chiesa. Diventa quindi punto di partenza della coscienza dell’uomo che, entrando in chiesa, volta le spalle a tutto quello che di materiale si trova nel mondo per accedere ad un mondo mistico che lo avvicinerà a Dio, purificandolo.

Cinorrodi di Rosa antica

La rosa è uno dei simboli di Afrodite (Venere). Dalla schiuma del mare, da cui nacque la dea, spuntò un cespuglio pieno di spine da cui sbocciarono candide rose. Nella “Nascita di Venere” del Botticelli la dea viene raffigurata mentre sorge dalle acque sotto una cascata di piccole rose. Anche nell’opera “La Primavera”, sempre del Botticelli, dove è raffigurata anche Venere, ci sono rose in grande quantità che Flora distribuisce intorno a sé. Ritroviamo anche le rose rosse nel mito di Afrodite che, innamorata del bellissimo Adone, non riesce a salvarlo dalla morte causata dall’attacco del cinghiale, inviato da Ares (Marte) geloso dell’amore della dea. Per soccorrere l’amato la dea si ferisce con le spine di un cespuglio di rovi e dal suo sangue sbocciano rose rosse.  Zeus impietosito dalla disperazione di Afrodite, permette ad Adone di vivere per quattro mesi nell’Ade, il regno dei morti, con Persefone, quattro mesi sulla Terra, tra i vivi, con Afrodite e gli ultimi quattro con chi avrebbe preferito. Il mito simboleggiava le stagioni. Il suo soggiorno nell’Ade faceva riferimento all’Inverno con l’apparente morte della natura e invece il periodo passato accanto a Afrodite diventava la rinascita della primavera. Quindi simbolo di vita, morte e nascita.

La festa delle rose o Rosalia veniva celebrata dai Romani sempre in relazione al culto dei morti. Dal I secolo d.C. tra maggio e luglio, si donavano offerte di varia natura ai defunti, si bruciavano incensi e le tombe venivano ornate con fiori, soprattutto rose. Già in Grecia era uso creare corone di rose, che venivano deposte sui sepolcri nei giorni in cui si commemorava il defunto. Un’altra   dea che presenta tra i suoi simboli anche le rose è Iside. Anche nel culto di Dioniso (Bacco) era presente il simbolo della rosa. Si pensava che questo fiore impedisse a coloro che si ubriacavano in onore del dio, di svelare i propri segreti nell’euforia dell’ebrezza. Si usava appendere una rosa al soffitto delle locande, proprio per questo motivo, oppure si avvolgevano piccole ghirlande di rose intorno ai boccali di vino. Diventò simbolo di riservatezza e silenzio, Sub rosa dicta velata est. Il papa Adriano VI fece scolpire una rosa a cinque petali sui confessionali, simbolo della segretezza del sacramento della confessione. Veniva anche raffigurata nelle sale consiliari per indicare riserbo e discrezione. Esiste anche un proverbio a tale proposito: “Amore e affare sotto la rosa devi serbare”.

Rosa bianca

Nella chiesa cattolica le rose diventarono simbolo della Pentecoste, i loro petali simboleggiavano le fiammelle dello Spirito Santo che si erano posate sulle teste degli apostoli.  Nel primo medioevo questa ricorrenza veniva ricordata nella chiesa romana di Sancta Maria ad Martyres, il Pantheon, con il lancio di rose dall’apertura della cupola. Negli anni Novanta del 1900 questa cerimonia è stata ripresa e alla fine della messa di Pentecoste i vigili del fuoco fanno cadere centinaia di petali di rose rosse sui fedeli. La rosa quindi come simbolo del divino. La rosa d’oro è l’emblema della perfezione, simbolo di Cristo. Nel 1096 il papa Urbano II, a conclusione del Concilio, decise di donare una rosa d’oro da lui benedetta a personalità di spicco sia civili che nobili. Tale cerimonia fu ripetuta negli anni successivi ogni quarta domenica di Quaresima, che venne perciò chiamata Domenica delle Rose. Si scelse quella particolare domenica perché alcuni alti prelati sostenevano che quella giornata corrispondeva all’esodo degli Ebrei verso Gerusalemme. La rosa d’oro così diventa simbolo che accompagna il Popolo di Dio verso la Pasqua e la Resurrezione del Signore.

Rosa centifolia

Troviamo la rosa nell’iconografia di molti santi della religione cristiana, Maria Maddalena, santa Dorotea, santa Rosa di Viterbo, santa Zita, santa Elisabetta d’Ungheria, beata Colomba, santa Rita da Cascia, santa Rosalia. Anche nell’Islam le rose rosse simboleggiano il sangue del profeta Maometto. Nel medioevo la rosa diventa simbolo del Paradiso e la rosa bianca di Maria Vergine, Rosa Mistica, che sta ad indicare purezza, castità e innocenzaNella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, il 5 agosto vengono fatti cadere petali bianchi di rosa, in memoria della nevicata sognata da papa Liberio nel 358. Il mese di maggio, quando fioriscono abbondanti le rose, viene dedicato alla Madonna. Molti artisti hanno raffigurato la Vergine Maria con rose o roseti, uno dei tanti: “Madonna del Roseto” di Sandro Botticelli. All’inizio del XII secolo si cominciò a recitare il Salterio Mariano, divenuto poi il Rosario della Beata Vergine dal XV secolo. Il Rosario si rifà alle corone di rose utilizzate nelle feste in onore di divinità pagane. I primi rosari venivano fabbricati con legno di rosa. La parola rosaio deriva dal latino rosarium, quindi pregare la Vergine con 150 Ave Maria, significa edificare un rosaio in suo onore.

Rosa Elle

Il concetto di Rosa Mistica lo ritroviamo in Medio Oriente nella filosofia dei Sufi.  Per migliorare la propria anima bisogna percorrere la via della Rosa, “Sebil-el-Uard”. La rosa come simbolo del passaggio necessario al raggiungimento della perfezione finale. Con il nome di Rosa di Baghdad, veniva chiamato il saggio Abd al Qädir al-Jilami, fondatore della confraternita di Qädiriyya, considerato, nel mondo dell’Islam, tra i sufi il più importante. Con una rosa rappresentava i suoi insegnamenti, il primo cerchio di petali rappresenta la Legge, il secondo il Cammino, il terzo la Conoscenza. L’insieme di questi tre livelli raffigura la Verità e il nome di Allah. Un altro mistico musulmano scrisse un’opera, Il Roseto, dove il giardino delle rose simboleggia il luogo dove si raggiunge la perfezione della contemplazione mistica.

Rosa Ibrida Tea

Ma la rosa è legata anche al sentimento amoroso, sia quello platonico che quello passionale. Da questo concetto sono nate numerosissime opere letterarie, poemi, poesie e ballate che paragonavano la donna amata ad una rosa. Nell’Ottocento, nei salotti borghesi, si comincia a dare significati simbolici a questo fiore che attribuiscono, per esempio, un sentimento ad ogni colore. Quindi la rosa rossa simbolo di passione, quella bianca di purezza, quella gialla di gelosia e così via. Questi significati, insieme al numero di rose donate, venivano utilizzate come un linguaggio amoroso durante il corteggiamento. La rosa può essere raffigurata con un numero di petali diverso a seconda del significato. La rosa a quattro petali raffigura il Tutto formato dai quattro elementi del Cosmo: acqua, terra, fuoco e aria. La rosa a cinque petali invece rappresenta il microcosmo. La Rosa dei Venti è un diagramma molto semplice ed è formato da un cerchio che racchiude due croci doppie, che possiamo considerare i petali di una rosa. Le otto punte che così si formano indicano i quattro punti cardinali principali e quelli intermedi e ognuna rappresenta la direzione del vento.

La rosa viene usata come simbolo anche in gruppi e corporazioni. La troviamo tra i simboli dei Templari, dei Rosacroce e dei Massoni. Lo stemma dei Rosacroce, setta germanica di origine evangelica formatasi nel XVII secolo, era rappresentato da una rosa a 5 petali con al centro una croce. Tra i massoni, la rosa assume un significato importante; infatti quando si celebra il funerale di un “fratello” vengono gettate nella tomba tre rose di diverso colore, le Rose di San Giovanni, che simboleggiano luce, amore e vita. Sempre legato al simbolo della rosa è l’ordine cavalleresco de La Rose Noire legato alla leggenda del Santo Graal e di Re Artù. Troviamo la rosa in molte araldiche, le più famose sicuramente sono quelle inglesi delle famiglie York (Rosa bianca) e Lancaster (Rosa rossa). Le due famiglie furono protagoniste della Guerra dei Cent’anni o… delle Due Rose.

Nel 1485 Enrico VII Lancaster sposò Elisabetta di York e così nacque la casata dei Tudor e nello stemma furono riunite le due rose con i rispettivi colori, riportando la pace tra le due casate. In Italia, nel XVI secolo, Vicino Orsini aggiunse allo stemma di famiglia una rosa a cinque petali che un orso teneva nella zampa. La rosa in araldica è simbolo di bellezza, onore, nobiltà e merito riconosciuto. La rosa è stata usata spesso per profumi e oli essenziali, che rendevano levigata la pelle. Durante il Medioevo veniva usata anche come medicamento per combattere infiammazioni e dolori muscolari. Hildegard von Bingen, religiosa benedettina tedesca che aveva fama di guaritrice, consigliava di utilizzare i cinorroidi della Rosa canina perrisolvere problemi di stomaco. Ancora oggi con questi frutti si fanno ottime marmellate ela rosa con i suoi petali viene utilizzata per ricette di cucina.

La rosa, infine, è stata comprimaria in numerose favole della tradizione. In Persia c’è un racconto che narra di una Rosa e un Usignolo, il finale della storia poteva variare a seconda delle fonti consultate. L’Usignolo e la Rosaè anche il titolo di un breve racconto scritto da Oscar Wilde. Nella favola Rosaspina (La Bella addormentata nel bosco), una bellissima principessa a causa di un maleficio è costretta a dormire per anni in un bosco, nascosta agli occhi del mondo da un intricato groviglio di rovi. Solo quando, dopo 100 anni, arriverà il principe per salvarla, i rovi si trasformeranno in rose e tra i fitti cespugli si aprirà un varco.

Un’altra favola molto famosa è quella de “La Bella e la Bestia”. In questa favola, alla richiesta del padre alle sue tre figlie di scegliere un dono, poiché si preparava a partire per un lungo viaggio, le prime due sorelle chiesero pietre preziose e stoffe sontuose. La terza figlia, Bella, chiese: “Una rosa, solo una rosa”. Sembrava una richiesta molto semplice da esaudire, ma quando il padre raccolse una rosa da un giardino, questo si rivelò appartenere a “Bestia”, un uomo bruttissimo e collerico che in cambio del furto della rosa chiese al povero padre di portare nel suo palazzo sua figlia Bella. La ragazza accettò di andare, altrimenti il mostro avrebbe ucciso suo padre. Però vivendo nel palazzo della Bestia, scoprì che costui era un essere delicato e gentile e… come tutte le favole che si rispettino alla fine vissero “felici econtenti”.

testo e illustrazioni di Angela Maria Russo

Immagine in copertina: Rosa multiflora violetta

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Autore

  • Biologa e artista, da sempre disegna e dipinge fissando sulla carta le sue passioni: la natura e i viaggi. Ha partecipato a molte mostre sia personali che collettive, in Italia, Europa e Stati Uniti. Alcuni suoi lavori fanno parte di collezioni presso università, fondazioni e privati di vari Paesi (Italia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Russia). Ha collaborato e collabora con Parchi, musei naturalistici, WWF, periodici, riviste e case editrici italiane, pubblicando articoli e illus...

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