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Still Standing. Restare in piedi per continuare a guardare

Il SI Fest di Savignano sul Rubicone, nella provincia di Forlì-Cesena, taglia il traguardo della sua trentacinquesima edizione e si conferma, dal 1992 a oggi, il festival di fotografia più longevo d’Italia. L’appuntamento per questo nuovo capitolo è fissato per il weekend dall’11 al 13 settembre 2026, con le mostre accessibili al pubblico anche nei due fine settimana successivi.

Alba Zari, The Occult
Alfredo Bosco
Andi Galdi Vinko, Sorry I Gave Birth I Disappeared But Now I’m Back, Sorry I Gave Birth I Disappered But Now I’m Back

La manifestazione, organizzata da Savignano Immagini, si ripresenta come un momento di riflessione per chiunque consideri il mezzo fotografico uno strumento per osservare la realtà da angolazioni complesse, rifiutando la tirannia delle apparenze superficiali. Il fulcro concettuale di questa edizione si riassume in due parole precise: Still Standing. Ancora in piedi. Più che un titolo, questa espressione si configura come un manifesto programmatico, un invito a riscoprire la fotografia come spazio di resistenza e di condivisione. In un tempo caratterizzato da trasformazioni repentine, l’atto fotografico si pone come un punto di ancoraggio saldamente piantato nel presente.

Camilla Pedretti, A Thousand Times the Fate of a Cage
Robbie Lawrence, Long Walk Home

Guardando verso gli angoli meno visibili del pianeta e concentrandosi sulle esistenze di persone che non sgomitano per imporre la propria voce, praticando una costante resistenza nel quotidiano, nella vita di tutti i giorni, la fotografia ci insegna la difficile arte di restare in piedi, l’importanza di essere presenti senza cedere all’arroganza del potere. In un’epoca segnata da compromessi e continue giravolte, Still Standing diventa l’elogio della verticalità, un inno a chi sceglie di prendere una posizione chiara e si ostina a non farsi da parte.

Christopher Anderson, Index

Sotto la direzione artistica di Manila Camarini, il SI Fest 2026 sceglie di ripartire dal punto in cui si era interrotto il percorso della passata edizione. Se l’anno scorso il festival aveva proposto una ricognizione globale, quest’anno si sceglie di proseguire quella stessa perlustrazione geografica e umana. Il mondo contemporaneo continua a essere osservato come un territorio segnato da tensioni geopolitiche, climatiche, sociali e identitarie. Questa volta, tuttavia, lo sguardo scende molto più in profondità, focalizzandosi sulle vite di chi fa i conti in prima persona con queste criticità. Si tratta di individui semplici ma straordinari, che in ogni ambito della contemporaneità resistono con dignità e tenacia.

Lars Tunbjork, Vinter
Lars Tunbjork, Vinter_5

L’espressione Still Standing è l’affermazione di chi trova il coraggio di dire: “Ci sono ancora, ci sono anch’io”. Una dichiarazione sommessa e scandalosa al tempo stesso, un atto di fede nelle proprie capacità di resistere agli urti della storia. Il semplice fatto di pronunciarla assume i contorni di un gesto di sfida. Chi compie questa scelta, però, scopre di non essere solo. Anche la fotografia stessa resiste a dispetto di qualsiasi mutamento, e i fotografi rimangono fermi al loro posto, pronti a rendere visibili le esistenze e le idee che altrimenti rimarrebbero nascoste. I confini mutano e le visioni appaiono instabili, ma la fotografia resta saldamente in piedi. E rimanere in piedi significa soprattutto continuare a guardare.

Olga Sokal, Black Stone Burns
Olga Sokal, Black Stone Burns

Proprio per questo, il SI Fest 2026 dà spazio a storie capaci di lasciare un segno profondo, proponendo racconti visivi dal forte impatto emotivo che intrecciano l’urgenza dell’attualità con uno sguardo aperto alla speranza. Autori del calibro di Robin de Puy, Christopher Anderson, Mario Cresci, Andi Gáldi Vinkó, Olga Sokal, Alba Zari, Robbie Lawrence e il compianto Lars Tunbjörk sono solo alcuni dei nomi che accompagneranno i visitatori lungo questo viaggio. Un percorso scandito da esperienze di comunità diverse, forme silenziose di resistenza e vicende personali di sopravvivenza che si giocano nella dimensione più intima. In questo contesto, la fotografia rivela tutta la sua forza, confermandosi come un linguaggio potente in grado di coinvolgere lo spettatore, emozionarlo e aprire spazi di confronto e di dialogo autentici.

Pietro Masturzo, West
Robin de Puy, American

Nell’ultimo week end di apertura delle mostre (venerdì 25, sabato 26 e domenica 27 settembre 2026), un’importante novità è rappresentata da SI FEST KIDS, festival di fotografia e foto-illustrazione per bambini e ai ragazzi, ideato da Sabir Editore con la direzione artistica di Giorgio Arcari. SI FEST KIDS concentra a Palazzo Vendemini – Biblioteca comunale, un ricco calendario di mostre, laboratori, incontri e conferenze sotto il titolo “Hic sunt Leones. Fuori dalle mappe, in cerca di bellezza.”

di Emilio Tripodi

Fonti testo e fotografie: cartella stampa Studio Esseci Comunicazione  www.studioesseci.net

Immagine in copertina: Carlos Folgoso Sueiro, Beyond the Lake

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Autore

  • Esperto e dinamico professionista con una vasta esperienza in operazioni, di M&A, vendite, marketing e sviluppo del business in vari settori incluso: IT Systems support, Energie Alternative, Publishing e Formazione Professionale. Ha fondato varie aziende ad alto contenuto di tecnologie avanzate nei settori di IT systems support ed energie alternative.
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