“Racconti materici” è la mostra antologica di Brunivo Buttarelli che esprime il suo fare artistico fondato sull’appropriarsi di “materie credute morte e tornare a dar loro nuove sembianze, nuova vita”. Visitabile nella Rocca San Vitale di Sala Baganza (PR) fino al 6 dicembre 2026, l’esposizione è allestita nei suggestivi e storici spazi dell’Appartamento Farnesiano e del Giardino Farnesiano.

Anche in questa mostra di scultura, come nelle precedenti, l’artista cremonese presenta opere realizzate con assemblamenti di materiali vari che spesso conservano evidenti segni di rifiuti d’oggi. È lui stesso a scrivere: «Parlano di tempi remoti, di carcasse di animali immaginari, di erose e frantumante conchiglie affioranti in luoghi desertici e perduti, dove la ciclicità del tempo e dello spazio è scandita da ere geologiche lontane».



«Propongo anche opere che pur presentandosi in forme autonome, spesso, se raggruppate, diventano racconti che tengono conto delle mutazioni del tempo, della storia della natura e delle attività dell’uomo. Parlano della ciclicità delle stagioni, di siccità e di rinascita, di organicità, recupero e resurrezione. In alcuni casi, attraverso mutazioni materiche, parlano di conferme e di riflessioni, possono diventare anche decise denunce del comportamento umano.»


Nella presentazione del bel catalogo che accompagna e illustra la mostra, Elisa Spanevello – in relazione ai racconti materici di Buttarelli – pone l’accento sul «fuoco, tenuto in vita dall’artista, capace di illuminare uno spazio comune da cui contemplare il mondo. […] Il creare artistico di Buttarelli è infatti un doppio inseguimento: di forma, nell’intraprendere la difficilissima strada degli abbinamenti materici e del vivificare oggetto trascurati, e di significato, nel dare risposte ai nodi esistenziali su cui si interroga. Una ricerca che richiede di conseguenza un doppio dialogo: un fuori e il dentro, l’opera e se stesso»


Quello di Brunivo Buttarelli è dunque – continua Elisa Spanevello – un «manifesto umanista che diviene narrazione universale e ci conferma, pur nella nostra assenza, parte importante nella sua poetica; un modo collettivo di “diventare umani”, direbbe Rob Riemen, un’arte che scopre i significati e lascia andare le spiegazioni logiche, che intorno al fuoco si interroga su quale sia il modo giusto di vivere.»


Sempre Spanevello: «Considero Buttarelli uno dei massimi esponenti in Italia di una tribù di artisti molto piccola, temprata e selezionata, che non riproduce ma infonde la vita. […] Le mescolanze di oggetti compenetrano e reagiscono ai materiali in una metamorfosi tra il naturale e l’artificiale che tiene assieme le differenti anime e tutte le storie: la ferita inferta alla terra e la tensione umana che la ripara.»



“Racconti materici” è una mostra che invita a viaggiare nell’arte contemporanea tra materia, memoria e rinascita (da ciò che è morto), nonché nel dialogo tra passato e presente. Uomo, natura e tempo sono perciò i tre elementi su cui è ancorata saldamente la poetica di Brunivo Buttarelli che, nell’esposizione parmense, è brillantemente manifesta.
Crediti fotografici: Giacomo Nuzzo, Stefano Barra, Marco Goi, Luigi Briselli
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