Vai al contenuto

Turismo. La giovane via delle psicotecnologie positive

Smartphone diritto, pronto per la liturgia dello scatto, targhetta sghemba. Non un errore fotografico, ma una via in salita. Sotto il sole già rovente delle dieci del mattino, massime da scoprire. Tra queste, Se pensi di essere troppo piccolo per fare la differenza, prova a dormire con una zanzara  (Tenzin Gyatso, 14º dalai lama tibetano).

Dall’acropoli di Lindos alla croce silenziosa e imponente conficcata nella roccia di una vetta, dagli antichi campanili ai grattacieli dissacranti, l’altezza è un richiamo. La Prospect-Refuge Theory elaborata da Jay Appleton (1975) attesta che gli esseri umani tendono a preferire ambienti che combinano due caratteristiche fondamentali, nominate prospect e refuge. Se il refuge si riferisce alla presenza di luoghi in cui potersi riparare o nascondere, il prospect indica la possibilità di esplorare con lo sguardo l’ambiente circostante, condizione garantita da rilievi e posizioni sopraelevate. Pur costituendo un retaggio evolutivo connesso con vantaggi in termini di sopravvivenza, la preferenza per rialzi e punti panoramici è ancora oggi associata ad una percezione di maggiore controllo, quindi a un senso di benessere e dominanza.

Dalla dimensione percettiva, a quella comportamentale. Per gli psicologi e gli economisti comportamentali, il nudge (Thaler & Sunstein, 2008) è qualsiasi aspetto del contesto progettato per modificare il comportamento delle persone in modo prevedibile. Promuovendo alternative comportamentali che nell’immediato possono risultare scomode, le applicazioni del principio del nudging agevolano il raggiungimento di obiettivi significativi nel lungo termine. Così, se si decide di apporre citazioni celebri lungo una via in salita, il passante viene incoraggiato a percorrerla. In più, oltre al rinforzo immediato – cioè al fattore premiante – derivante dalla lettura di frasi significative, il beneficio più duraturo deriva dal godimento della visione dall’alto del paesaggio. Di nuovo, il suggello di una foto.

Proseguendo, la gamification consiste nell’utilizzo intenzionale di almeno un elemento di game design in un contesto non ludico per aumentare motivazione e coinvolgimento (Deterding et al., 2011). Sebbene la gamification sia maggiormente utilizzata in contesti digitali, nello spazio fisico essa può tradursi nell’introduzione di ricompense che motivano a procedere. Con l’abbinamento di aforismi rilevanti, ogni gradino diventa parte di un percorso “a livelli”, che rafforza la motivazione a raggiungere la cima della scalinata.

Integrare il principio della gamification nella progettazione di esperienze di scoperta, in chiave analogica e ancor più attraverso il supporto di tecnologie interattive, significa creare nuove frontiere culturali. In questa direzione, l’utilizzo attuale dei QR code nei punti di interesse storico e artistico rappresenta uno spunto embrionale, ma promettente. Trasformare la visita in un’esperienza interattiva, capace di restituire valore alle città d’arte già celebri, così come ai borghi da riscoprire. Proporre al turista più giovane, oggigiorno esposto ad una costante sovra-stimolazione multimediale, la ricerca attiva di informazioni di approfondimento legate al luogo fisico che sta esplorando. Se “La propria destinazione non è mai un luogo, ma un nuovo modo di vedere le cose” (Henry Miller, 1941), la nuova prospettiva sul turismo passa (anche) attraverso le psico-tecnologie positive, soluzioni tecnologiche progettate per modulare intenzionalmente i processi mentali con lo scopo di promuovere esperienze positive.

Testo e fotografie, scattate in via Fontana Vecchia a Bordighera (IM), di Gloria Ballestrasse

Autore

  • Laureata in Scienze e tecniche psicologiche, frequenta il corso di laurea magistrale in Psicologia per il benessere: empowerment, riabilitazione e tecnologia positiva presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Attualmente approfondisce la promozione di comportamenti e stili di vita sostenibili attraverso la progettazione di soluzioni ergonomiche e psicotecnologiche, con un occhio di riguardo per l’intreccio tra soggettività individuale e cultura d’appartenenza.

    Visualizza tutti gli articoli