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L’Impresa di Fiume

«Vittoria nostra, non sarai mutilata»: con questa frase pubblicata sulle colonne del Corriere della Sera (24 Ottobre 1918) Gabriele D’Annunzio denunciò la grave situazione che si venne a creare durante le trattative di pace alla fine della prima guerra mondiale, che disattesero il principio di autodeterminazione dei popoli immaginato dal presidente americano Wilson, e dunque la scelta dei fiumani di essere annessi al Regno d’Italia.

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D'Annunzio a Fiume

Il Governo italiano si mostrò purtroppo impreparato. Non D’Annunzio, però. Egli raccolse l’invito dei fiumani ad essere aiutati contro le mire espansionistiche jugoslave. E così il 12 settembre 1919 partendo da Ronchi giunse a Fiume, dove fece la “Santa Entrata” con circa 200 legionari, che sarebbero poi diventati più di 3000. Attorno a lui andò formandosi un’opinione pubblica favorevole a difendere i diritti dell’Italia. Il governo italiano continuò invece a sonnecchiare, richiamando D’Annunzio fino al punto di scatenargli contro un attacco fratricida che culminò nel “Natale di sangue” del 1920. Il Vate decise allora di porre fine alla sua epica impresa e lasciò Fiume il 18 gennaio 1921. Il laboratorio dannunziano rimane per molti versi un’esperienza di vita intensa, animata da coraggio, eroismo e amore per un’Italia più nobile e bella.

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Marino Micich – storico, direttore dell’Archivio-Museo Storico di Fiume, Roma;

Marino Micich

Marino Micich

Marino Micich (Roma, 1960), figlio di esuli dalmati, saggista storico, conferenziere. Laurea all’Università “La Sapienza” di Roma in Lingue e letterature straniere, indirizzo storico letterario (inglese e serbo-croato), Dal 1996 Direttore dell’Archivio Museo storico di Fiume e Segretario Generale della Società di Studi Fiumani, istituzione riconosciuta dal Ministero della Cultura ai sensi l. 92/2004. Docente di Master universitario presso Università Nicolò Cusano anni 2020-2023; ha organizzato il primo Master Universitario sul tema “L’esodo giuliano dalmata e il dramma delle foibe: un patrimonio storico-culturale da non dimenticare”. Membro dal 2005 della Commissione della Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’onorificenza ai sensi L.92/04 “concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati”. Promotore dal 1993 del dialogo culturale europeo della Società di Studi Fiumani con la Croazia organizzando numerosi convegni a livello accademico e universitario a Fiume (Rijeka-Croazia). Attività saggistica: Autore di molteplici saggi sulla storia di Fiume e dell’esodo giuliano-dalmata: “L’autonomia fiumana in alcuni storici croati del dopoguerra” (Roma, 1996), “Fiume e i francesi nell’età napoleonica dal 1797 al 1814” (Ancona 1998), I mutamenti geopolitici nell’ex Jugoslavia (Roma, 2001); “L’esodo dall’Istria, Fiume e Zara e l’accoglienza in Italia (1944-1958)” (Roma, 2010), “La seconda guerra mondiale a Fiume e dintorni dall’arresto di Mussolini 25 luglio 1943 al primo dopoguerra 1946”. Autore dei libri: I giuliano- dalmati a Roma e nel Lazio. L’esodo tra cronaca e storia (Roma 2004); Stradario giuliano-dalmata. Luoghi memorie personaggi nella toponomastica della Capitale (Roma 2007), La Società di Studi Fiumani: Dall’esilio al ritorno (2010); Coautore Foibe, Esodo, Memoria. Il lungo dramma dell’italianità nell’Adriatico orientale (Aracne 2023); Coautore Perché il Giorno del Ricordo. La frontiera giuliana dai conflitti del passato al presente europeo (Aracne 2024) .View Author posts