Non è solo un evento che riguarda il Cristianesimo: i millesettecento anni del Concilio di Nicea, celebrati nel 2025 e a cui abbiamo dedicato la copertina, rappresentano un dato rilevante che incrocia varie dimensioni delle culture che hanno percorso e fecondato le strade d’Occidente e d’Oriente per diciassette secoli. Con tutta evidenza è preminentemente religiosa l’afferenza al tema, giacché il “credo niceno” getta uno sguardo all’interno del mistero di Dio e sancisce un simbolo di fede che accomuna i cristiani; ma con altrettanta evidenza rileva l’aspetto politico che da quel consesso ha prodotto cambiamenti, visioni, idee già preparate dalla svolta costantiniana che aveva riconosciuto non solo la tolleranza religiosa, ma addirittura la libertà. Una vera novità nel rapporto trono-altare, che viene sganciato dall’autorità politica non più considerata fonte assoluta di ogni potere; una dinamica, questa, che proseguirà fino alla Rivoluzione francese e oltre.
Oggi del Concilio di Nicea rimane il testo del Credo, ma anche le recenti scoperte archeologiche incentrate sulle vestigia di una grandiosa costruzione religiosa nel lago di Iznik: una fotografia aerea ha permesso di scoprire sott’acqua quelle che potrebbero essere le fondazioni di un’antica basilica, molto probabilmente legata proprio allo storico sinodo.
