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Editoriale 23/MMXXVI

La “cresta del drago”, che attraversa e caratterizza il paesaggio del Mangystau con i suoi picchi aguzzi che ricordano un enorme animale preistorico, è uno dei luoghi più sbalorditivi e iconici del nostro meraviglioso pianeta. Ci troviamo in Kazakistan, precisamente nel canyon di Bozzhira, un parco naturale protetto che, a buon motivo, conferisce orgoglio all’intera nazione. Qui il tempo è sospeso, si è lontani da tutto e si è avvolti da un silenzio surreale interrotto solo dai sibili del vento. Non è una meta molto conosciuta, eppure il suo fascino è enorme: mosaico di deserti pietrosi, montagne dai colori cangianti, crateri salini, antiche necropoli, resti di civiltà nomadi e rotte carovaniere che un tempo collegavano l’Oriente all’Occidente lungo la via della seta. Il Mangystau è davvero un luogo ricco di preziose informazioni geologiche e storiche.

Come sempre avviene quando ci si trovi di fronte a paesaggi mozzafiato e non facilmente raggiungibili, le fotografie ci vengono in soccorso e ci restituiscono un po’ di quelle suggestioni colte da chi ha la fortuna di essere stato sul posto, facendoci assaporare la lenta bellezza di luoghi che diventano ispirazione.

di Fabio Lagonia

 

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