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Giochi di verità.  Rappresentazione, ritratto, documento. Opere della Collezione Donata Pizzi

Al Castello Campori di Soliera (MO), dall’8 ottobre 2022 al 15 gennaio 2023, spazio alla fotografia e alle autrici italiane con la mostra “Giochi di verità. Rappresentazione, ritratto, documento”, curata da Marcella Manni con opere provenienti dalla Collezione Donata Pizzi.

Francesca Catastini, Medusa, 2014, dalla serie The Modern Spirit is Vivisective, stampa ink-jet, 84×60 cm

Il percorso espositivo, pensato e realizzato per gli spazi del Castello Campori, comprende oltre 80 fotografie che portano la firma di Paola Agosti, Tomaso Binga, Lisetta Carmi, Silvia Camporesi, Libera Mazzoleni, Marinella Senatore, Silvia Rosi, Elisabetta Catalano, Liliana Barchiesi, Betty Bee, Luisa Lambri, Ottonella Mocellin, tra le altre.

Lisetta Carmi, Dalla serie I Travestiti, 1965-1970, 2017, Stampa ink-jet 40 x 30 cm – Courtesy Collezione Donata Pizzi

Lungo un arco temporale di oltre cinquant’anni (dal 1965 ad oggi), la mostra ripercorre momenti significativi della fotografia italiana mettendo in luce le evoluzioni concettuali, estetiche e tecnologiche che si sono sviluppate negli ultimi decenni. La centralità del corpo, il rapporto tra memoria privata e collettiva, le dinamiche e i riti della vita familiare, sono elementi costitutivi e identitari che si leggono oltre le singole voci delle artiste e i momenti storici in cui sono vissute o vivono e operano.

Meris Angioletti, A slight ache, 2017, stampa digitale su carta fotografica, 33×40 cm – Courtesy Collezione Donata Pizzi

La mostra esplora linee di ricerca comuni e trasversali sia cronologiche che tematiche, delle artiste e delle fotografie, all’interno di pratiche in cui vero e falso si contaminano, in una riflessione che disancora l’idea di realtà da quella di verità e spinge verso l’idea di libertà (del sapere). L’accostamento di fotografie di autrici diverse, lontane tra loro nel tempo e nello spazio (geograficamente inteso?), aiuta a innescare delle ‘sorprese’, degli slanci di conoscenza lontani dallo stereotipo. La Collezione consente di analizzare e contestualizzare diversi approcci stilistici, presentando posizioni artistiche concettuali e sperimentali grazie a diverse opere che ne illustrano gli sviluppi estetici, iconografici e tecnologici all’interno della storia della fotografia. In termini di contenuto, le opere affrontano i cambiamenti socio-politici del loro tempo, nonché cliché di ruolo, idee femministe e questioni di identità, relazioni e corpo.

Nicole Gravier, Buongiorno amore, Myhtes et Cliches. Fotoromanzi, dalla serie Attesa, 1976-1980, cibachrome, 30×40 cm – Courtesy Collezione Donata Pizzi

L’obiettivo della collezione di Donata Pizzi è quello di studiare, raccogliere, promuovere e sostenere il lavoro delle fotografe italiane, costruendo un percorso su un doppio asse, cronologico e tematico, attraverso la selezione di opere e autrici tra le più influenti del panorama contemporaneo. La collezione è una delle poche raccolte riservata al lavoro di artiste donne ed è in continua espansione.

Shobha, La contessa Anna Pellegrini, Palazzo Morosini in Canal Grande, 1992. Dalla serie Gli ultimi Gattopardi, 1991 – 1999, Stampa ai Sali d’argento 40 x 30 cm – Courtesy Collezione Donata Pizzi
Sofia Uslenghi, Homesick #9, 2018, Stampa ink-jet 44,2 x 33 cm – Courtesy Collezione Donata Pizzi

Immagine di copertina: Daniela Comani, Assenze, 1996, Stampa cromogenica 20×30 cm – Courtesy Collezione Donata Pizzi

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