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I Macchiaioli. Una mostra al Museo Revoltella di Trieste

La mostra “I Macchiaioli. L’avventura dell’arte moderna” inaugurata a Trieste il 19 novembre 2022 al Museo Revoltella e visitabile fino al 10 aprile 2023, consente di ammirare 80 opere raccontandoci l’intera esperienza artistica dei Macchiaioli, a partire dal 1855 fino agli albori del nuovo secolo.

Palazzo Revoltella, Trieste

I pittori che aderirono al movimento artistico dei Macchiaioli, tra cui Giovanni Fattori, Silvestro Lega e Telemaco Signorini, si riunivano presso il Caffè Michelangiolo a Firenze  a partire dal 1855 fino al 1861: quella dei Macchiaioli fu la corrente artistica più innovativa dell’Ottocento italiano e trasse ispirazione soprattutto dai nuovi fermenti culturali del Naturalismo francese e del Realismo di Courbet, non priva di riferimenti alla Scuola di Barbizon che si sviluppò dal 1830 al 1870, prediligendo il paesaggio e le scene tratte dalla quotidianità.

Il Caffè Michelangiolo, Firenze (Adriano Cecioni, 1861)

In Italia le nuove sperimentazioni pittoriche ricevettero un impulso molto forte dalle idee risorgimentali che circolavano a partire dal 1848; i Macchiaioli componevano le loro opere attraverso l’utilizzo delle macchie di colore, chiari e scuri, accostate o sovrapposte le une alle altre.  I principali teorici e critici della macchia furono Adriano Cecioni e Diego Martelli, quest’ultimo fondamentale per lo sviluppo del movimento in quanto sosteneva gli artisti, accogliendoli persino nella sua tenuta di Castiglioncello, ridente località che si affaccia sul mare, in provincia di Livorno. Prima del loro trasferimento a Parigi, ebbero un esordio macchiaiolo anche Giovanni Boldini e Federico Zandomeneghi.

Giovanni Fattori, Bivacco, 1873-74, Olio su tavola, 24×37 cm, Museo Revoltella-Galleria d’Arte Moderna, Trieste
Telemaco Signorini, Una via di Ravenna, 1876, Olio su tela, 47×75 cm, Museoarchives Giovanni Boldini, Macchiaioli, Pistoia

Il termine macchiaioli  fu utilizzato per la prima volta nel 1862 dalla Gazzetta del Popolo in occasione di una mostra fiorentina. Tra i capolavori dell’arte dei Macchiaioli possiamo annoverare La Visita dipinta da Silvestro Lega nel 1868: un olio su tela di 31 x 60 cm, conservato presso  la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. Il dipinto, firmato e datato, fu esposto per la prima volta a Torino nell’aprile del 1868 e deve essere stato dipinto a Piagentina, poco distante da Firenze.

Silvestro Lega, La visita, 1868

Anche i soggetti prediletti dai Macchiaioli sono legati alla vita quotidiana dell’Italia della seconda metà dell’Ottocento, per esempio la dura vita dei campi,  i paesaggi,  i soldati a cavallo e i campi di battaglia.

Vincenzo Cabianca, Acquaiole della Spezia, 1864, Olio su tela, 60×127 cm, Collezione privata
Courtesy Butterfly Institute Fine Art, Galleria d’arte, Lugano
Luigi Bechi, Bambino al sole, 1875 ca., Olio su tavola, 35×45 cm
Collezione privata, Courtesy Butterfly Institute Fine Art, Galleria d’arte, Lugano

Prodotta da Arthemisia e curata da Tiziano Panconi,  la mostra è un’importante occasione per riscoprire i capolavori dell’arte dell’Ottocento italiano, fra dipinti celebri e opere meno note, provenienti dalle più prestigiose collezioni private italiane ed europee. Dipinti dai contenuti innovativi per l’epoca che vertono sulla potenza espressiva della luce e che rappresentano la punta di diamante di ricchissime raccolte di grandi mecenati di quel tempo, personaggi di straordinario interesse, accomunati dalla passione per la pittura, imprenditori e uomini d’affari innamorati della bellezza, senza i quali oggi non avremmo potuto riscoprire questi capolavori.

di Francesco Caracciolo – storico dell’arte

Sopra, e in copertina, immagini dell’allestimento della Mostra “I Macchiaioli. L’avventura dell’arte moderna” al Palazzo Revoltella di Trieste