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Kairos, la mostra personale di Sofia Podestà

Von Buren Contemporary presenta Kairos, la mostra personale di Sofia Podestà, accompagnata da un testo di presentazione di Mia Ceran e da un testo critico di Luisa Grigoletto. Il lavoro di Podestà indaga principalmente la relazione dell’uomo con il paesaggio e spesso si concentra su scenari grandiosi, dove la natura regna in tutta la sua maestosità. Con Kairos, invece, il registro cambia: si tratta di una dimensione più delicata, quasi intimista, seppure le immagini appartengano a lavori precedenti, da cui sono state estrapolate. Ed è esattamente nel lavoro di rilettura del proprio archivio che nasce questa nuova sequenza, che inanella 12 immagini, scattate tra 2016 e 2021, che spaziano tra la Marmolada e Cortina, tra l’Islanda, il Terminillo e Monte Livata.

Sofia Podest, Fine estate

Alberi spogli, come intirizziti dal ghiaccio, boschi scuri e intricati, ricoperti da un manto di foglie cadute e dalla neve, coltri di foschia che accarezzano le rocce e celano le cime degli abeti, in un gioco a nascondino dove siamo lasciati a chiederci se la nebbia si stia alzando o stia calando, e a cercare di rispondere alla domanda di dove vada il vento quando non soffia. Podestà ci mostra una geografia delle piccole cose, dove la semplicità di un ramo caduto, in bilico su uno specchio d’acqua, si accompagna ad un accenno malinconico. Qui e là si intravedono sparute tracce della presenza umana, che la natura lentamente ricopre e cela: è solo una questione di tempo, è l’ordine del cosmo, che procede incurante degli affari umani. Nella calma imposta da forze maggiori, come in un bosco avvolto da un fitto manto di nebbia, Podestà ritorna sui suoi passi per trovare nuovi percorsi incentrati su contrasti soffusi, nati dall’accostamento di immagini originariamente concepite per ambiti diversi, e ci mostra piccole schegge di paesaggi silenziosi.

“… osservando le sue fotografie… ho rivissuto sensazioni che mi sembrava di aver provato, e non mi è più chiaro se quello dove mi sembra di essere già stata sia un luogo fisico o quello emotivo; perché Sofia Podestà li ha catturati entrambi.”  (Mia Ceran)

Sofia Podestà, Il vento che accarezza l’erba

Sofia Podestà è nata a Roma nel 1991. Si è laureata in Storia dell’Arte all’Università di Roma Tre con una tesi sui lavori di Luigi Ghirri, Guido Guidi e Vittore Fossati. Nel 2018 è stata selezionata per partecipare alla Summer School della SISF (Società Italiana per lo Studio della Fotografia) e al corso di Alta Formazione del Museo MAXXI di Roma. Nel 2019 ha ricevuto il premio Giovani Creativi riconosciuto ai dodici migliori creativi italiani under 30, partecipando ad una mostra successiva a Palazzo Massimo di Roma. Nel 2021 espone a Parigi per Image Nation Paris all’interno di Paris Photo Off e, al contempo, viene scelta dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione per svolgere una campagna fotografica volta alla valorizzazione di Basilicata, Calabria e Puglia. Viaggiando molto, Podestà è attratta da luoghi remoti e isolati apparentemente non toccati dall’umanità. L’enfasi su paesaggi drammatici e scenici con colori sorprendenti trasforma le sue potenti immagini in portali su un altro mondo, creando momenti di intensa contemplazione per il suo pubblico. Di recente, tuttavia, Podestà ha iniziato a esplorare un lato più “intimo” della fotografia di paesaggio, rinunciando ad orizzonti e skyline e utilizzando invece luce, illusione e geometria per aggiungere un elemento meditativo alle immagini in primo piano, ognuna delle quali diventa un delicato simbolo di un potere più potente appena fuori dall’inquadratura.

Sofia Podestà, Marmolada

Questa mostra – visitabile fino a martedì 8 marzo – è stata appositamente scelta per celebrare il nuovo spazio della galleria in Via Giulia 13 e il suo cambio di nome, passato da RvB Arts a Von Buren Contemporary, con la missione fondamentale della galleria che è quella di scovare e promuovere giovani, promettenti artisti.

Sofia Podestà, Pista di bob

Immagine di copertina:  Il bosco dell’imperatore (Sofia Podestà)

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