Malacca, un melting pot culturale

Baba Nyonya Heritage Museum
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Malacca, Melaka in lingua malese, si affaccia sull’omonimo stretto famoso in tempi passati, ma ancora oggi, per i pirati. Malacca è passata sotto diverse dominazioni: portoghese, olandese e inglese. Ognuna di esse ha lasciato un segno in questa città multiculturale ed aperta al nuovo. Un altro popolo importante per la città sono stati i cinesi dello stretto o Baba Ngyoya che hanno dato vita ad una effervescente Chinatown che dà il suo meglio in Jonker Street. Il centro storico di Malacca è patrimonio Unesco dal 2008.

Chinatown

Chinatown

«L’età d’oro di Malacca finì nel 1641, quando i portoghesi furono sconfitti e cacciati dagli olandesi. Gli olandesi furono a loro volta cacciati dagli inglesi e gli inglesi, cacciati temporaneamente dai giapponesi nel 1942, se ne andarono definitivamente nel 1957 dando l’indipendenza alla Federazione Malese. Tutti partirono lasciandosi dietro monumenti, tombe, ricordi, leggende» (Tiziano Terzani)

Malesia o Malaysia?

La Malaysia è una nazione indipendente dal dominio britannico dal 1957. È  una monarchia federale suddivisa in tredici stati con capitale Kuala Lumpur. La Malesia non indica uno stato, ma una specifica area geografica che comprende la penisola della Malaysia, Singapore il Borneo, le Filippine.  Lo Stadthuys è uno dei luoghi iconici di Malacca, noto anche come Piazza Rossa per il colore dei suoi edifici. Figlio del passato coloniale olandese della città. Stadthuys significa municipio; per questo motivo la piazza è nota anche con il nome di Dutch Square. Nel 1641 gli olandesi sconfiggono i portoghesi e diventano i nuovi signori di Malacca. Realizzano la piazza, non solo con il municipio, oggi museo storico etnografico di Malacca, ma anche la Christ Church, anch’essa di colore rosso, edificata nel 1753, come  simboli del potere coloniale. Questi due edifici, durante la dominazione olandese, erano di colore bianco, saranno gli inglesi nel 1911 a dipingerli di un rosso acceso.

Dutch square malacca

Dutch square

Mulino olandese

Mulino olandese

«Quando gli inglesi conquistarono la città e distrussero la fortezza e gli altri grandi monumenti portoghesi, permisero che le costruzioni olandesi restassero in piedi a condizione che fossero dipinte di rosso per distinguerle da quelle che avrebbero fatto loro. La tradizione è rimasta e il centro di Malacca si chiama la Piazza Rossa»  (Tiziano Terzani)

Inoltre, gli inglesi aggiungono la Torre dellorologio e la Queen Victorias Fountain che contribuiscono a dare alla piazza il suo aspetto attuale. Infine è possibile vedere anche una replica di un mulino a vento olandese. Nella piazza stazionano alcuni dei più decorati trishaw di Malacca. Un mezzo di trasporto antico: una bicicletta con l’aggiunta di due comodi posti per visitare la città con passo lento. La differenza rispetto ad altre città asiatiche è che i trishaw di Malacca sono riccamente decorati con fiori finti; il risultato, seppur kitsch, è un’esplosione di colori. La Porta di Santiago eredità del periodo coloniale portoghese, è una delle quattro di accesso alla fortezza militare A’ Famosa, costruita nel 1512, andata completamente distrutta.

Porta di Santiago Malacca

Porta di Santiago

«Ogni sera tra le rovine della fortezza portoghese la gente vede le sagome di due giovani abbracciarsi. Lui era marinaio di Albuquerque, lei una suora. Lui venne decapitato, lei murata viva, ma la loro passione continua»  (Tiziano Terzani)

La sopravvivenza della Porta di Santiago fino ai giorni nostri si deve solo all’intervento di Sir Raffles (il fondatore della città-stato di Singapore) che, nel 1810, si adopera con il governatore inglese di Malacca per preservare la porta come monumento storico.

Malacca Chiesa di St Paul

Chiesa di St Paul

La Chiesa di St Paul eretta dai cattolici portoghesi nel 1521 sullomonima collina di San Paolo, sovrasta la città con una bella vista fino al mare. La chiesa più volta sconsacrata e riconsacrata al culto dei dominatori che si sono succeduti è stata perfino una polveriera. Oggi il tetto non c’è più ma rimangono presenti al suo interno molte lapidi appoggiate alle pareti interne.

Francesco Saverio

«Francesco Saverio, un gesuita spagnolo, arrivato a Malacca nel 1545. Qui fece i suoi primi miracoli… e mostrò le sue doti di veggente e indovino. .Morì nel 1552 a Sanqian vicino Canton. La storia della sua salma è una di quelle che non hanno niente da invidiare alle storie di superstizione dell’Asia misteriosa. A Sanqian non c’erano navi per riportare Francesco Saverio in terra cristiana e così il suo corpo venne messo in una semplice bara con della calce e sepolto: due mesi e mezzo dopo, passò un vascello portoghese. Francesco Saverio venne riesumato e con sorpresa di tutti il cadavere fu trovato intatto. Quando la salma arrivò a Malacca l’epidemia di peste che stava falciando la città improvvisamente si arrestò. Il corpo venne sepolto nella sagrestia della chiesa di san Paolo sulla collina del porto. Dopo nove mesi però venne di nuovo riesumato per essere portato a Goa. Era ancora intatto e una nobildonna portoghese per conservare il ricordo gli asportò il dito mignolo di un piede. Le storie dei miracoli di Francesco Saverio e del suo corpo che la morte non decomponeva raggiunsero il Vaticano con la richiesta di farlo santo. Il papa chiese delle prove. Nel 1614 la tomba fu riaperta, e il braccio destro del cadavere venne tagliato per essere spedito Roma. Nel 1622 Francesco Saverio fu dichiarato santo, ma le mutilazioni non finirono. L’unico posto rimasto senza neppure un osso del santo è proprio Malacca» (Tiziano Terzani)

Il Fiume Malacca

Il Fiume Malacca attraversa la città e, nel suo periodo di massimo splendore, quello del Sultanato, era una via commerciale molta usata ed importante. Oggi non è più così, almeno dal punto di visita commerciale, ma il fiume conserva il suo fascino: lungo le sue rive sono sorti ristoranti e pub che permettono di osservare Malacca da un’altra prospettiva.

Malacca river

Malacca river

Chinatown è il cuore pulsante di Malacca: questa zona colorata della città conserva la suo interno numerose attrazioni. Jonker Street è una delle vie più belle ed animate di Malacca. Non solo per il suo mercato notturno di venerdì e sabato sera, ma per la vivacità culturale, gastronomica, per i bellissimi negozi di antiquariato, oltre a molti altri locali in cui la contemporaneità si mischia con la tradizione. Cheng Hoon Teng è invece il luogo di culto cinese più antico della Malaysia. Costruito nel 1673, punto di riferimento per la comunità buddhista. Dedicato a Xuan Yin la dea della Misericordia. Luogo di incontro della comunità cinese emigrata a Malacca nel Seicento. Interamente costruito con materiali importati dalla Cina. Nel 2001 il tempio ha subito un’importante restauro per ritornare allo splendore originario, per tale motivo ha ricevuto una speciale menzione dall’Unesco per l’eccellente lavoro eseguito.

Tempio Cheng Hoon Teng

Tempio Cheng Hoon Teng

Baba Nyonya Heritage Museum è il trionfo della cultura Peranakan, è una residenza tipica Baba Nyonya del XIX secolo. I Peranakan sono conosciuti anche come Baba-Nyonya, dal cinese Baba ovvero padre e Nyonya dama. Chiamati cinesi dello stretto sono i discendenti dei primi cinesi immigrati nella penisola malese, tra il XV e il XVII secolo. Questa cultura è molto diffusa non solo a Malacca ma anche a Penang, Singapore e si trovano tracce anche a Phuket Town.

Jonker street Malacca

Jonker street

Kampung Kling Mosque

Costruita nel 1748 dai musulmani indiani durante il periodo coloniale olandese, nel cuore di Chinatown, conserva il suo aspetto originale mischiando ceramiche cinesi ed europee. Il villaggio di Kampung Morten è raggiungibile anche a piedi dal centro di Malacca con una passeggiata lungo il Malacca River. È  un tradizionale centro abitato malese: Kampung significa appunto villaggio. Composto da circa cinquanta abitazioni, è dedicato a Joseph Morten, amministratore locale durante il colonialismo britannico, costruttore del villaggio.

Kampung Kling Mosque

Kampung Kling Mosque

Malacca Kampung Morten

Kampung Morten

Villa Sentosa

Tra le case tradizionali, Villa Sentosa, risalente al 1922, è la più famosa non tanto per la sua bellezza quanto per l’entusiasmo e l’energia del suo anziano proprietario che, pur vivendoci, sin dal 1991 l’ha trasformata in un museo. Si tratta si una casa tradizionale malese costruita su palafitte per proteggersi da inondazioni e animali. Sentosa significa pace prosperità ed armonia.

Villa Sentosa Malacca

Villa Sentosa

Masjid Selat Melaka

Arrivando a Malacca dal mare si viene accolti dalla  moschea Masjid Selat Melaka. Costruita nel 2006, grazie ad un sapiente gioco architettonico la moschea sembra  galleggiare sulle acque dello Stretto.

Masjid Selat Melaka

Masjid Selat Melaka

testo e fotografie di Paola Vignati – www.paolavignati.com