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Modenantiquaria

Modenantiquaria, la grande mostra di alto antiquariato e collezionismo, quest’anno ha luogo dal 26 marzo fino al 3 aprile. Partner dell’evento è BPER, che accompagna la kermesse sin dalla prima edizione di trentaquattro anni fa, e che è presente in fiera con un proprio stand in cui è possibile ammirare nove opere dell’artista italo-belga Jules Van Biesbroeck (Portici, 25 ottobre 1873 – Bruxelles, 27 gennaio 1965), provenienti dal nucleo ferrarese della collezione bancaria.

Jules Pierre Van Biesbroeck, Fiorile, sanguigna lumeggiata su cartoncino beige, 118 × 50 cm
Jules Pierre Van Biesbroeck, Foresta, pastello nero su cartoncino, 47,4×64,3 cm

Lo stand ripercorre i punti salienti della mostra “Jules Van Biesbroeck. L’anima delle cose”, allestita nello espositivo “La Galleria” nel 2019 e poi sospesa a causa dell’emergenza sanitaria. Un’occasione per rivedere a Modena le opere di un artista invitato a sette edizioni della Biennale di Venezia, capace di indagare l’elemento naturale per definire e comunicare il sentire psicologico.

Jules Pierre Van Biesbroeck, Nudo maschile (Sansone al supplizio), carboncino nero sfumato su carta da spolvero, 61,8×47,3 cm
Jules Pierre Van Biesbroeck, Tramonto sul mare di Sicilia, 1910, pastello policromo su cartoncino, 18,3×27,4 cm

La selezione conta sette dipinti, tra cui il capolavoro giovanile “Adamo ed Eva” e la grande tela “La Bellezza”. A questi si aggiungono due sculture (il “Pan” e la “Pietà”), che saranno presentate nella sezione “Sculptura” – novità di quest’anno –, sponsorizzata anch’essa da BPER. Le due statue in particolare arricchiranno il Giardino all’italiana realizzato dall’architetto Ruggero Moncada di Paternò che cura l’intero progetto espositivo. “Adamo ed Eva” è un’opera legata alla contemporanea cultura simbolista europea. L’attento studio anatomico dei corpi, di ascendenza michelangiolesca, si carica di suggestioni erotiche. La rappresentazione della colpa e della lussuria, che emerge attraverso le linee, sostituisce l’innocenza di un paradiso irrimediabilmente perduto.

Jules Pierre Van Biesbroeck, Adamo ed Eva, olio su tela incollata su faesite, 207,3×95,6 cm

Il dipinto raffigurante “La Bellezza” presenta una figura allegorica: in alto, a sinistra, la parola greca “kalos” che allude ad un “bello” che della classicità evoca soprattutto una condizione mitica e atemporale. La figura femminile, accostata a un pavone, suggerisce una piena integrazione tra le due nature, quella umana e quella animale.

Jules Pierre Van Biesbroeck, La Bellezza, 1907, olio su tela, 162×101 cm

Il “Pan” è capace di coniugare, nella possanza fisica del nudo sdraiato, il modello michelangiolesco delle “Cappelle medicee” con quello berniniano dei “Fiumi” delle fontane barocche.

Jules Pierre Van Biesbroeck, Pan, gesso, 105×132×80 cm

La “Pietà” è, invece, caratterizzata dal modulo più allungato, dove la contrapposizione tra il non-finito della massa plastica della Madonna e il corpo quasi filiforme di Cristo si carica di mistiche suggestioni che ricordano Rodin.

Jules Pierre Van Biesbroeck, La Pietà, 1924, gesso, 60×117×53 cm

Immagine di copertina: Jules-Pierre Van Biesbroeck, Studio per il felice soggiorno, 1918, pastello su cartoncino

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