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Night & Day, le città viste da Aldo Damioli

Night & Day è la personale dell’artista Aldo Damioli ospitata, a cura di Vera Agosti,  nello Spazio Kryptos in Porta Venezia a Milano fino 18 marzo 2022. Il titolo dell’esposizione ricorda il brano composto da Cole Porter nel 1932, che torna nel film Cerco il mio amore (The Gay Divorcee) del 1934, con Fred Astaire e Ginger Rogers. La canzone è divenuta, negli anni, uno dei più famosi standard jazz, interpretato da numerosi musicisti tra cui Frank Sinatra, Ella Fitzgerald e Billie Holiday. Diventa ora ideale colonna sonora della personale giocata sulla suggestiva alternanza tra dipinti dedicati al giorno e alla notte. La mostra consta di dodici opere selezionate tra i migliori risultati dell’artista, tra cui alcune vedute di Milano di questi ultimi anni.

La città è il luogo di elezione, ritratta nei diversi momenti, in una maniera personalissima, tramite l’invenzione della serie Venezia/New York, che risale agli anni Novanta. Damioli dipinge New York, la città emblema della modernità, partendo dalla maniera dei Vedutisti settecenteschi. Ampi spazi di cielo, attraversati da nuvole in corsa, acque placide e tranquille, quindi il profilo articolato dei palazzi e delle case, con una scrupolosa minuzia di dettagli: finestre, porte, tetti, tegole, camini, comignoli. E ancora le imbarcazioni e la gente che vive e gravita sul territorio della città. L’effetto nell’osservatore è una sorta di corto circuito rispetto a quanto tradizionalmente ci si potrebbe aspettare, ma questo da sempre è l’intento di Damioli, ovvero la trasformazione del consueto e addirittura del banale in un fatto estetico – ricordiamo il ciclo delle Pizze negli anni Ottanta –  attraverso lo stile e il linguaggio, allineando lo stile al soggetto.

VeneziaNewyork, 2008 80×100

Nessun incidente visivo va a turbare la quiete profonda comunicata al pubblico che osserva i lavori. Non c’è traccia dell’ansia, il fermento, lo stress e il traffico che regnano solitamente a New York, come se ci fosse un nuovo lockdown. Pochissime persone completano la scena silenziosa, calata in un tempo sospeso. Damioli propone città ideali, che ricordano da vicino quelle attuali, con la commistione di elementi già esistenti in diverse parti del mondo. La pittura elegante e disciplinata rispetta sempre l’integrità della forma e i suoi confini. Le barche, archetipi, con la loro presenza rendono l’atmosfera ancora più irreale: si tratta di una sorta di “iper irrealismo”, fuso con un vedutismo di matrice concettuale. I dipinti dedicati ai notturni acuiscono ancora maggiormente il senso di mistero delle composizioni. L’effetto è una calma universale, in attesa che qualcosa accada, un richiamo, un passo che corre nel buio, un pianto, una luce che si accende, un alito di vento. Ogni città (Milano, Torino, Parigi…) ha una sua anima distinta colta dall’occhio abile dell’artista.

Aldo Damioli è nato a Milano nel 1952. Durante la formazione si interessa di arte, fotografia, design, storia, medicina. Numerose le mostre a cui partecipa: nel 1998 è presente al Museo di Arte Contemporanea di Tirana per la mostra Mediterranea 1; l’anno dopo è tra gli artisti invitati a Proiezioni 2000 – XIII Quadriennale d’Arte di Roma. Nel 2000 è tra gli artisti di L’altra metà del cielo, mostra curata da Alice Rubbini e Peter Weiermair al Rupertinum di Salzburg, che prosegue alla Kunstsammlungen di Chemnitz per approdare l’anno dopo alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna e nel 2002 al Museo di Arte Moderna di Budapest. Sempre del 2000, la partecipazione a Sui Generis, allestita negli spazi del Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano, a cura di Alessandro Riva. Nel 2003 è tra i protagonisti delle prime tre tappe del progetto Italian Factory. La nuova scena artistica italiana, tra gli eventi collaterali della 50ma Biennale di Venezia, a Strasburgo, presso il Palazzo del Parlamento Europeo e al Palazzo della Promotrice delle Belle Arti di Torino. Nel 2005 è tra gli artisti della XIV Quadriennale di Roma e partecipa alla Biennale di Pechino. Nel 2007 espone alla mostra Arte Italiana 1968-2007 Pittura, una collettiva ideata da Vittorio Sgarbi, allestita negli spazi di Palazzo Reale a Milano. Nello stesso anno prende parte al progetto espositivo Rumors a Torino in concomitanza con Artissima15. Su invito di Duccio Trombadori, partecipa alla 54ma Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia. Nel 2015 la personale Città metropolitane, a cura di Vera Agosti, presso Villa Clerici a Milano e nel 2016 la personale Figure luminose, curata dallo stesso critico, nella Sala dell’Incompiuta del Castello di Belgioioso. Nel 2017 espone presso la galleria VS Arte Contemporanea di Milano e nel 2018 alla galleria Giovanni Bonelli di Pietrasanta. L’artista vive e lavora a Milano.

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