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Sergio Padovani. Pandemonio

Dopo i positivi riscontri e il grande afflusso di visitatori registrato a Roma, la mostra itinerante dell’artista Sergio Padovani intitolata Pandemonio, dal 16 marzo al 5 maggio 2024 fa tappa a Modena, sua città natale, nel Complesso di San Paolo.

Sergio Padovani, Autoritratto, 2020, olio, bitume, resina su rame, 11×9 cm. Ph. Mauro Terzi. Courtesy of the Artist

Organizzata dalla Fondazione THE BANK ETS – Istituto per gli Studi sulla Pittura Contemporanea con il patrocinio del Comune di Modena, la mostra è curata da Cesare Biasini Selvaggi con Francesca Baboni e Stefano Taddei. Raccoglie un’ampia selezione di dipinti, di grandi dimensioni e di recente produzione. Una pittura figurativa visionaria che si fonda su composizioni fantastiche quanto allucinate, scene inquietanti, paesaggi incendiati da venature crudeli e qualche pennellata di mélo, tra onirico e mostruoso, delizia e oscenità.

Sergio Padovani, I ciechi, 2021, olio, bitume, resina su tela, 95×105 cm. Ph. Mauro Terzi. Courtesy Fondazione THE BANK ETS

«Siamo felici – dichiara Cesare Biasini Selvaggi – di fare tappa a Modena con questa mostra per rendere omaggio alla città natale di Sergio Padovani. L’esposizione, inaugurata a Roma nelle sale dei Musei di San Salvatore in Lauro, è stato un successo di pubblico, stampa, critica e da parte dei collezionisti, oltre qualsiasi aspettativa. Contestualmente alla mostra, diverse opere di Sergio Padovani sono infatti entrate in importanti raccolte d’arte della capitale mentre, dal 25 aprile, l’artista modenese sarà protagonista di una personale alla Galerie Schwab Beaubourg di Parigi».

Sergio Padovani, La Cupa Gioia o Pala dei peccatori, 2020, olio, bitume, resina su tavola a pala d’altare (aperta), 100×120 cm. Ph. Mauro Terzi. Courtesy Fondazione THE BANK ETS

«Portare finalmente Sergio Padovani nella sua città natale, dopo tappe importanti come quella romana, è per noi una grande soddisfazione», affermano Francesca Baboni e Stefano Taddei. «Dopo il passaggio su Roma, pensiamo che questo progetto possa segnare un forte consolidamento della sua maturità artistica e stilistica. Il Complesso di San Paolo è sembrato essere il luogo ideale per un artista che da sempre affianca il sacro ad una visionarietà laica arricchita da musica, pittura e suggestioni legate ad un immaginario antico».

Sergio Padovani, Europa, 2023, olio, bitume e resina su tela, 195×175 cm. Ph. Mauro Terzi

«Il sostantivo Pandemonio – racconta Sergio Padovani – si è radicato in me non dal Milton di Paradiso perduto, ma da La franca sostanza del degrado del poeta mantovano Ivano Ferrari. La parola pandemonio è saltata fuori come minimo comun denominatore di un universo di immagini narrate, a volte anche crude e difficili da sopportare, che però testimoniavano il momento reale, non solo sociale e politico, ma anche estremamente mio… la mia confusione, il tormento di quei giorni sfocati, la pittura che dirompeva nella mia vita».

Sergio Padovani, Europa, 2023, olio, bitume e resina su tela, 195×175 cm. Ph. Mauro Terzi

A seguire, il progetto espositivo sarà trasferito a Bassano del Grappa (VI), presso la sede della Fondazione THE BANK ETS – Istituto per gli Studi sulla Pittura Contemporanea, dove sarà presentato anche il catalogo pubblicato da Il Cigno GG Edizioni con i contributi critici di Cesare Biasini Selvaggi, Francesca Baboni, Stefano Taddei e ulteriori testi di approfondimento afferenti a diverse discipline.

Sergio Padovani, La donna nuda, 2023, olio, bitume e resina su rame, 59×70 cm con cornice. Ph. Mauro Terzi

Sergio Padovani nasce nel 1972 a Modena, dove vive e lavora. Per diversi anni è musicista nella sperimentazione e nella ricerca, senza confinamenti e limitazioni. Dal 2006 la musica subisce un inarrestabile processo, il cui verdetto finale è la trasmutazione totale e definitiva nella Pittura. Assolutamente e necessariamente autodidatta, affronta questo nuovo iter, più simile ad un inestinguibile, insaziabile rogo interiore, come la risalita di una voragine profonda, improvvisamente riempitasi di luce. Una manifestazione salvifica, dunque, divina o del corpo non ha davvero importanza, se non come traslucida, incontrollabile rivoluzione attraverso la quale ritrarre la personificazione del bisogno più ancestrale dell’uomo: la salvezza, appunto. Nel solco della grande pittura del Quattrocento, la visionarietà del suo dipingere (privo di bozzetti preparatori o altre “pianificazioni” dell’opera) trova, nel confronto con le istanze del contemporaneo, attraverso la simbologia e l’importanza dei dettagli, la sua più completa narrazione. Negli anni è finalista di numerosi premi, tra cui il Premio Arte Mondadori, il Premio Celeste, il Premio Combat, il Premio Vasto e il World Wide Kitsch International Competition. Nel 2009 vince il premio Arte Laguna, nel 2011 è alla Biennale di Venezia, Padiglione Italia, sezione regionale Torino; nel 2016 è protagonista alla Biennale del disegno di Rimini. Nel 2017 il Museo Diocesano di Arte Sacra di Imola ospita la sua personale Sanctimonia, l’anno dopo espone al Palazzo Ducale di Castelnovo né Monti (RE) e alla Rocca Sforzesca di Riolo Terme (RA). Nel 2019 la sua mostra L’invasione inaugura The Bank Contemporary Art Collection a Bassano del Grappa (VI), ora Fondazione THE BANK ETS – Istituto per gli Studi sulla Pittura Contemporanea.  Nel 2021 la Fondazione Stelline di Milano ospita la sua personale I folli abitano il sacro; alla fine dello stesso anno è l’artista scelto per rappresentare con il suo quadro Stelle Aperte il complesso “rapporto artistico” tra Dante e Giotto nella grande collettiva dei Musei Civici Eremitani di Padova, dal titolo A riveder le stelle. Nel 2022 espone nella Chiesa Monumentale di San Francesco a Gualdo Tadino (PG), l’anno seguente al Reial Cercle Artistic de Barcellona, in Spagna. Nel 2024 la mostra itinerante Pandemonio, promossa dalla Fondazione THE BANK ETS e curata da Cesare Biasini Selvaggi con Francesca Baboni e Stefano Taddei, viene presentata ai Musei di San Salvatore in Lauro a Roma, con successive tappe a Modena e Bassano del Grappa (VI). È inoltre in programma una mostra personale dal 25 aprile all’8 giugno 2024 presso la Galerie Schwab Beaubourg di Parigi, in collaborazione con Fondazione THE BANK ETS. Dal 2023 la sua ricerca musicale, precedentemente interrotta, torna prepotentemente a fare da contraltare alla pittura, accompagnando e ampliando il “corpus” artistico di Padovani, nel suo costante e continuo divenire. Le sue opere sono presenti nelle più importanti collezioni sia in Italia che in Europa ed in permanenza al Museo Diocesano d’Arte Sacra di Imola, al MACS di Catania, al Museo Michetti (CH), al MCA di Camo (CN), al Museo Ruggi d’Aragona (CS), alla Fondazione THE BANK ETS  di Bassano del Grappa (VI).

L’artista Sergio Padovani (Fotografia: Fausto Reis)

 

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