Vai al contenuto

Teste di Moro: tradizioni nell’arte. A Terrasini Una mostra pittorica di Catia Sardella

Il Museo Regionale Palazzo d’Aumale di Terrasini (PA) ospita un’interessante mostra pittorica, con conferenza, dal titolo: “Teste di Moro: tradizioni nell’arte”, con le opere pittoriche di Catia Sardella. L’evento si svolge venerdì 19 maggio alle ore 18:00, con il patrocinio del Comune di Terrasini e di BC Sicilia e l’organizzazione dei Rotary Costa Gaia e Rotary Palermo Agorà.

Testa di Moro (fondo magenta), pastelli ad olio su tela, cm 70×60

La leggenda della Testa di Moro, che si collega all’interno di un sistema simbolico rigenerativo e fecondativo, evidente espressione di un rito di passaggio, viene rappresentata dall’artista attraverso un’innovativa ed armoniosa espressione grafica. Nelle sue opere si nota una modernità di stile e un senso di contemporaneità. Catia Sardella è una pittrice della dimensione quotidiana, con un forte impatto empatico, la quale si indaga introspettivamente nell’eterno divenire, cercando e trovando nuovi modelli di ispirazione pittorica.

Testa di Moro (carb.nero e grigio), carboncino su tela, cm 69×41

Catia Sardella promuove una lettura innovativa delle Teste di Moro attraverso una laboriosa e paziente opera di ricucitura con la traditio, studiando, osservando, ricercando e soprattutto conoscendo le dinamiche culturali della tradizione non statica ma dinamica. Un moderno aedo, grazie anche ai suoi dipinti su tela i quali si possono arrotolare come facevano i cantastorie di antichi ricordi.

Testa di Moro (sfondo rosso), pastelli ad olio su tela cm 78×77

Se nella storia delle Teste di Moro il tema finale è quello dell’amore che vive oltre la vita e la morte, nelle opere di Catia viene rimarcato il pensiero di Pablo Picasso: “La pittura è una professione da cieco:  uno non dipinge ciò che vede, ma ciò che sente, ciò che dice a sé stesso riguardo a ciò che ha visto”.

Testa di Moro (carb. viso pieno), carboncino su tela, cm 40×54

All’inaugurazione della mostra-conferenza sono previsti gli interventi dell’artista,  di Adele Crescimanno (presidente del Rotary Costa Gaia) e  di Michele Di Bono (presidente Rotary Palermo Agorà). All’etnoantropologo Leoluca Cascio il compito di illustrare e analizzare lo stereotipo della decapitazione come atto rituale di fede primitiva, compiuto in vita o dopo il decesso, che rimanda alle antiche cerimonie stagionali e/o ai riti iniziatici, attuati per fini animistici, propiziatori, espiatori, funerari e sanzionatori.

Testa di Moro (fondo destra rosa), pastelli ad olio su tela, cm 73×50

di Leoluca Cascio – etnoantropologo