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(TRA)SH, la personale di Pietro Terzini, prorogata a Lugano fino al 9 febbraio 2024

(TRA)SH è il titolo della personale di Pietro Terzini, a cura di Chiara Canali, in mostra a Lugano  negli spazi di Kromya Art Gallery, e prorogata fino al 9 febbraio 2024. Il titolo allude al medium espressivo utilizzato per realizzare lo sfondo delle opere, cioè i sacchetti, le scatole, i contenitori dei più grandi marchi internazionali di moda e design che, dopo essere diventati materiali di “scarto”, “trash”, “immondizia di lusso”, vengono riattivati e trasformati in “arte” (TRA=ART), cioè oggetto di valore, attraverso una operazione dadaista di recupero, decostruzione e ricostruzione.

Veduta della mostra Pietro Terzini. TRA(SH), KROMYA Art Gallery, Lugano, 2023. Ph. Bruno Bani

Pietro Terzini è un artista pop che declina le sue idee concettuali su diversi formati e supporti, dal quadro fine art all’opera digitale, dal DM (Direct Message, il messaggio diretto tra gli utenti dei social media) al meme (immagini, video o testi virali che si diffondono rapidamente nelle piattaforme online).

Veduta della mostra Pietro Terzini. TRA(SH), KROMYA Art Gallery, Lugano, 2023. Ph. Bruno Bani

L’artista non riproduce pittoricamente il packaging con i loghi e le firme in bella vista, come accadeva per gli artisti della Pop Art degli anni Sessanta, ma preleva dalla strada gli involucri e li utilizza esattamente così come sono, accumulandoli e sovrapponendoli in collage di texture, perché i colori, le scritte, i segni e i simboli che esibiscono sono già di per sé elementi “pop”, facilmente riconoscibili e memorizzabili per il pubblico.

Veduta della mostra Pietro Terzini. TRA(SH), KROMYA Art Gallery, Lugano, 2023. Ph. Bruno Bani

Secondo l’autore, infatti, i brand di moda, ma anche quelli nell’ambito tecnologico o della consulenza, rappresentano oggi le nuove religioni, pervasive e presenti con i loro loghi, che, amplificate dal sistema pubblicitario e dei social media, dominano la nostra cultura popolare. Immortalare i brand vuol dire, dunque, evidenziare lo Zeitgeist, lo spirito del tempo degli anni Duemila, un tempo dominato dal consumismo, dalla globalizzazione e dall’iper-connessione.

Veduta della mostra Pietro Terzini. TRA(SH), KROMYA Art Gallery, Lugano, 2023. Ph. Bruno Bani

L’immaginario dei brand diventa, per Pietro Terzini, la tela su cui intervenire attraverso il proprio carattere unico e personale, il proprio tone of voice. Ogni scritta, ogni frase ideata dall’artista agisce in un rapporto di esaltazione, ironia, paradosso rispetto a quella che è l’identità del marchio con cui si relaziona. Sono giochi di parole dipinti in acrilico su packaging che, fotografati e divulgati attraverso l’agorà digitale dei social network, diventano l’elemento tipico dei meme e vivono una propria vita indipendente su Internet. Si tratta, dunque, di opere d’arte dalla doppia valenza: fisica e digitale, materiale e virale.

Pietro Terzini, I don’t get your point red, 2023, acrilico su carta, 95×117 cm

Grazie alla loro capacità di sintetizzare pensieri, concetti ed emozioni, i meme sono diventati oggi una delle forme di comunicazione più popolari del nostro secolo. I meme di Pietro Terzini sono in grado di creare appartenenza, soprattutto rispetto ai gruppi dei Millennials e della Generazione Z, facendo riferimento a contenuti comuni e condivisi che stimolano la partecipazione sociale. Per l’artista si tratta di una vera e propria “arte popolare e democratica”, destinata a tutti coloro che la comprendono e la diffondono in un ciclo infinito.

Pietro Terzini, The best things azure, 2023, acrilico su carta, 135,5×93 cm

In mostra circa trenta opere tra soggetti nuovi e già conosciuti, come la nota scritta in acrilico sui sacchetti à pois Louis Vuitton: The Best Things Are Not Things (Le cose migliori non sono cose) oppure l’opera cult sulle shoppers arancio Hermès: Love didn’t meet her at her best/ it met her in Her mèss (L’amore non l’ha incontrata al suo meglio/ l’ha incontrata nel suo caos – in Hermès), nata nel 2019 da una foto scattata all’ingresso del cantiere del negozio in via Monte Napoleone a cui Terzini aggiunse la scritta con Photoshop.

Pietro Terzini, In her mess Jumbo, 2023, acrilico su carta, 141,5×168,5 cm

In Galleria sarà possibile acquistare anche il libro d’artista 100 DM di Pietro Terzini edito da Solferino, Gruppo Cairo (16×16 cm, 208 pp., in inglese), una raccolta di 100 Direct Message di Pietro Terzini, 100 screenshot delle frasi pubblicate quotidianamente sulla sua pagina Instagram, qui riprodotte su fondo bianco all’interno della caratteristica nuvola dei DM. Una mini-opera, un oggetto da sfogliare e collezionare contenente un flusso di 100 messaggi che riflette su alcuni temi che stanno particolarmente a cuore all’artista: famiglia, amore, amicizia, sogni, emozioni, esperienze, gesti, free drinks… insomma la vita in tutte le sue infinite sfaccettature.

L’esposizione è realizzata in collaborazione con la Galleria Ferrero Arte Contemporanea di Ivrea. L’ingresso è gratuito.

PIETRO TERZINI, Time Jumbo, 2023, acrilico su carta, 143×141,5 cm

Pietro Terzini (Lodi, classe 1990) è un artista pop-concettuale italiano il cui lavoro spazia dalla fine art al digital meme, fino a interventi di arte pubblica su larga scala. Al centro della sua ricerca espressiva c’è il mondo contemporaneo in cui moda, brand e loghi giocano un ruolo centrale insieme al capitalismo, al consumismo e alle manie dell’era dei social media. Laureato in Architettura al Politecnico di Milano, dopo aver conseguito un Master in Marketing alla Bocconi ha lavorato per alcuni anni per TBS CREW e Chiara Ferragni Brand come Head of Digital e e-Commerce Manager. Negli ultimi anni Pietro Terzini si dedica esclusivamente alla produzione artistica e alle collaborazioni con alcuni dei marchi più influenti al mondo. Nel 2021 per il brand Stella McCartney ha creato un allestimento natalizio sulla facciata e all’interno del flagship store di Milano. Nel 2022 ha ideato un’opera site-specific per la piscina costumizzata dal brand di abbigliamento Nanushka presso il beach club «El Silencio» di Ibiza e nel periodo di Natale 2022, nell’ambito dei progetti di rigenerazione urbana di Hines, ha realizzato una installazione luminosa temporanea sulla Torre Velasca di Milano e nell’hub Spiga 26. Nel 2023 ha creato un progetto artistico di grandi dimensioni per la maison di gioielli Tiffany & Co. affisso sui ponteggi del Duomo di Milano.Tra i recenti progetti espositivi, nel 2023 le personali SHOPPERS presso la Galleria Glauco Cavaciuti di Milano e la mostra (TRA)SH, a cura di Chiara Canali, alla KROMYA Art Gallery di Lugano.Vive e lavora a Milano.

KROMYA Art Gallery è stata fondata nel 2018 nel cuore di Lugano, in Svizzera. La Galleria ha sede in un classico appartamento di inizio Novecento, all’interno del parco di Villa Saroli, piccolo gioiello botanico con adiacente limonaia. Nel 2020 è stata aperta una seconda sedea Verona, in Italia, luogo strategico e culturalmente interessante. La Galleria si trova in centro storico, a pochi passi dall’Arena. La mission della Galleria è costruire ponti tra nazioni e generazioni, attraverso un programma dinamico che copre arte, formazione e convivialità. KROMYA espone una serie di artisti italiani e svizzeri del XX e del XXI secolo, affermati ed emergenti, proponendo una programmazione focalizzata sulle loro opere e sulla loro ricerca, creando momenti di scambio culturale per un pubblico diversificato, attraverso mostre, presentazioni e talk. L’attività espositiva è distinta nelle sezioni denominate “Camere” e “•YOUNG”. La prima è dedicata ai maestri storicizzati e agli autori con un curriculum strutturato. La seconda è rivolta agli autori più giovani, individuati attraverso un’attenta attività di ricerca e di scouting. KROMYA ha presentato ad oggi oltre 30 “Camere”: ad ogni mostra corrisponde,infatti, una “Camera”, in omaggio alla tradizione tedesca del Dopoguerra di ospitare gallerie d’arte all’interno di appartamenti. Questo tipo di allestimento consente di costruire percorsi intimi, domestici, nei quali ogni artista trova uno spazio dedicato, sia durante le esposizioni personali che le collettive. Nel maggio del 2019 KROMYA Art Gallery apreuna nuova sezione chiamata “•YOUNG” per indagare nuovi linguaggi, approfondire la conoscenza di nuove generazioni di artisti, sostenerli e valorizzarli. Oltre a presentare un palinsesto dinamico di mostre, la Galleria ha partecipato a varie fiere d’arte, tra le quali Roma Arte in Nuvola, ArtVerona, SWAB Barcelona Art Fair, Miart, WopArt Fair. Collabora inoltre con la neonata GAL (Associazione Gallerie d’Arte Lugano), per presentare ad un vasto pubblico un programma di qualità museale. Dal 2 al 4 febbraio 2024, la Galleria sarà presente ad Arte Fiera Bologna, main section, con un solo show di Luca Marignoni.

Immagine in copertina: Veduta della mostra Pietro Terzini. TRA(SH), KROMYA Art Gallery, Lugano, 2023. Ph. Bruno Bani

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