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FIAT 633NM: la videoinstallazione di Eleonora Roaro

Nuovo allestimento per la Project Room del CAMeC Centro Arte Moderna e Contemporanea della Spezia che fino al 1° maggio 2022 ospita la video installazione “FIAT 633NM” di Eleonora Roaro, progetto curato da Cinzia Compalati e risultato vincitore dell’avviso pubblico “Cantica21. Italian Contemporary Art Everywhere” promosso dalla Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Tra le 293 candidature totali ricevute, l’artista milanese è risultata tra i 20 autori selezionati per la Sezione Under 35.

Cantica21mira a promuovere la ricerca e la pratica sulle arti visive contemporanee, con l’obiettivo di sostenere e valorizzare l’operato di artisti italiani favorendone, in particolare, il rilancio nei sistemi culturali e sui mercati internazionali, attraverso la produzione di nuove opere d’arte e l’organizzazione di una grande mostra diffusa veicolata dalle sedi della rete diplomatico-consolare e degli Istituti Italiani di Cultura. L’iniziativa vuole così ampliare l’offerta di contenuti artistici del Paese, promuovendo la presenza di artisti italiani nel sistema dell’arte contemporanea internazionale. “Cantica21” intende, inoltre, creare un fondo di opere destinato all’incremento delle collezioni pubbliche italiane di arte contemporanea: l’opera di Eleonora Roaro entrerà a far parte delle collezioni del CAMeC.

Per “Cantica21” Eleonora Roaro presenta una video installazione dal titolo “FIAT 633NM”. Il progetto, a partire dal suo archivio familiare costituito da circa 360 fotografie del 1937-38, mira ad analizzare criticamente e a decostruire il ruolo delle imprese coloniali d’epoca nell’Africa Orientale Italiana (A.O.I., attualmente Etiopia, Eritrea e Somalia). Il video si focalizza su 52 immagini relative ai camion FIAT fotografati ossessivamente in più occasioni. Poiché le infrastrutture erano per Mussolini uno strumento di propaganda che poneva enfasi su aspetti di modernità e progresso, gli autocarri FIAT diventano emblema della retorica coloniale. Le immagini dei camion sono in dialogo con cartoline panoramiche degli anni ’30 del deserto etiope, che alludono all’idea coloniale di terra incontaminata da conquistare, assemblate tra loro per creare un paesaggio immaginario, sonorizzato da Emiliano Bagnato con tape loops di Washint (tradizionale flauto etiope in legno). La traccia audio in primo piano invece è una manipolazione della marcia militare “Seconda Fantasia Ascari Eritrei” degli anni ’30 (dall’Archivio della Discoteca di Stato – Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi, Roma) in cui i soldati eritrei dell’Africa Italiana Orientale, su una melodia tribale e ipnotica, ripetono “Viva l’Italia!”, “Mussolini!”, “Viva il Re!”.

Eleonora Roaro (Varese, 1989) è artista visiva e ricercatrice. Ha studiato Fotografia (BA – IED, Milano), Arti Visive e Studi Curatoriali (MA – NABA, Milano) e Contemporary Art Practice (MA – Plymouth University, Plymouth). La sua ricerca si focalizza sulle immagini in movimento, con un particolare interesse per il video, le pratiche d’archivio e l’archeologia del cinema. Il suo lavoro è stato esposto a partire dal 2011 in numerosi musei e gallerie come La Triennale (Milano), Fabbrica del Vapore (Milano), Casa degli Artisti (Milano), MACRO (Roma), CAMeC (La Spezia), E-Werk (Friburgo), Maison de la Culture (Clermont-Ferrand), La Friche (Marsiglia), Fiesta Cultural Center (San Paolo), Luisa Catucci Gallery (Berlino). Nel 2019 è stata assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Udine per il progetto “Realtà aumentata e realtà virtuale per la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale” e nel 2020 ha svolto una residenza artistica presso Casa degli Artisti (Milano). Per il 2020-22 è parte del progetto vincitore del MISTI Global Seed Fund dell’MIT (Boston) e della Regione Friuli-Venezia Giulia dal titolo “Sensing Dolce Vita: An Experiment in VR Storytelling”, co-finanziato da una borsa di studio della Fondazione Adolfo Pini (Milano). I suoi articoli e saggi sono stati pubblicati su diverse riviste come “Alfabeta2”, “Alphaville”, “D’ARS”, “Doppiozero”, “Espoarte”, “Flash Art”, “Juliet”, “Hot Potatoes”, “L’Avventura”, “Nazione Indiana”, “Noemalab”, “Scenari”, “Segno”. Vive e lavora a Milano. Per approfondimenti: www.eleonoraroaro.com.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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