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Lisbona, stupore sul Tago

lisbona globus rivista

La luce di Lisbona seduce, affascina conquista. Una città che non smette di sorprendere per le continue proposte culturali, esperienziali e gastronomiche. La capitale portoghese continua nella sua crescita e nella capacità di attrarre viaggiatori, non solo per quel mix che ancora si respira tra malinconia, decadenza e contemporaneità, ma anche per il saper guardare al futuro valorizzando l’esistente. L’eleganza del bianco e nero delle calçade portoghesi, le tipiche pavimentazioni in bianco e nero che con i loro motivi decorativi abbelliscono le aree e strade pedonali, sembrano invitare il viaggiatore al lasciarsi andare a stupore e meraviglia. Lisbona è una città che si presta alla creazione di mille itinerari tematici: si può andare alla ricerca del Blu Classic, il color Pantone 2020, rintracciandolo nei meravigliosi azulejos (elementi di ceramica ornamentale)  o perdersi nei mercati di quartiere, o ammirarla dall’alto, o ancora rintracciarne le novità che sa offrire. Che sia la prima volta o un nuovo ritorno, ecco un itinerario su cosa vedere a Lisbona in tre giorni.

                        

GIORNO 1. Dall’aeroporto di Lisbona si raggiunge comodamente il centro con appena mezz’ora di metropolitana. Appena arrivati in città, uno dei modi per scoprirla e al tempo stesso avere uno sguardo d’insieme è quello di utilizzare uno dei percorsi di Yellowbus, l’autobus a due piani. È possibile scegliere tra diversi itinerari, tra cui Lisbona Moderna. A bordo si attraversa la grande e suggestiva praça do Comercio, si prosegue lungo il Tago per giungere nel bel quartiere residenziale Parco delle Nazioni, costruito nel 1998 in occasione di Expo e famoso per la stazione Oriente firmata dall’archistar Santiago Calatrava. Il tour si snoda poi verso Campo Pequeño, ovvero quello che un tempo era l’arena dei tori costruito in stile neomoresco e che dal 2006 è il luogo deputato per i grandi eventi musicali e non solo. Percorrendo poi l’elegante Avenida da Libertade, costruita proprio su modello dei boulevards parigini, si giunge al termine del tour in praça Figuiera.

Dopo il primo sguardo d’insieme, ideale quando non si conosce una città, si può proseguire a piedi verso il nucleo più antico della città, ossia l’Alfama. Non sarà difficile immergersi nell’atmosfera e nei profumi dolci dei pasteis de nata, o in quelli salati delle crocchette di baccalà. Tra le strade strette e tortuose, tra marciapiedi appena accennati e piccoli tram gialli che sferragliano lungo i binari, passando davanti alla Cattedrale del Sè, perdendosi tra i piccoli negozi di arte e artigianato, si giunge al Miradouro di Santa Lucia e poi, proseguendo, a quello della Porta del Sole. Qui è d’obbligo prendersi una pausa, sorseggiare una ginjinha (il tipico liquore locale) e ammirare il paesaggio sui tetti rossi e le case color pastello che si aprono davanti e la street-art che si apre alla vista.  Da qui si può proseguire fino al Castello di San Giorgio e perdersi tra le botteghe e nel profumo delle panetterie, accompagnati dalle note dei cantanti di strada che qui si affacciano da balconi in case un po’ naif.

Si continua ancora a piedi verso la bellezza di Praça do Comercio, per ammirarne l’intensità del bianco, del giallo e delle 87 colonne. Qui bisogna cogliere l’occasione di salire sull’Arco di Rua Augusta per godere una delle viste dall’alto più belle di tutta la città. Una delle curiosità legate a questo luogo è che l’orologio che da qui affaccia sulla strada, viene caricato una volta al giorno dall’interno della struttura dell’arco. Per assistere al momento della carica manuale occorre farsi trovare sul posto tra le 9.30 e le 10. Se la stanchezza si fa sentire, basterà prendere da qui il tram 15 e scendere alla fermata Calvario, nel quartiere Alcantara, per scoprire la Lisbona che sa riqualificare i suoi spazi industriali e che riesce ad inventarne di nuovi in posti impensabili come il Pilar 7 Experience.  A seguire, uno sguardo all’attiguo Villaggio Underground per vedere come sono stati riutilizzati i container; e quindi un aperitivo all’interno di LX Factory al Rio Maravilla per un tramonto unico sul il fiume Tago.

Attendendo l’orario di cena, non si può perdere una capatina all’ex area industriale di Lx Factory (LX è la sigla di Lisbona), risultato del recupero di un’antica azienda tipografica, sottratta alla speculazione edilizia e riconvertita nel più grande distretto creativo, culturale e gastronomico di tutto il Portogallo. Facile lasciarsi incantare prima dai murales e dai loro colori, e dal cibo e dagli ambienti di Cantina LX poi. All’interno è l’essenza di questo luogo: l’uso sapiente degli arredi vintage, recuperati e mixati con gusto; l’atmosfera soffusa e le proposte in menu incentrate sul forno a legna a vista sembrano essere una sintesi perfetta di questa città, così capace di adattarsi, innovarsi e darsi con generosità.

GIORNO 2. Per ammirare le eleganti calçade portuguesi, vale la pena svegliarsi prima che i passi di lusitani e turisti comincino a calpestarle. Un’idea-itinerario da tracciare sulla mappa include  praça Dom Pedro IV (Rossio), proseguendo fino al vicino incrocio tra Rua 1° Dezembro e Rua do Carmo, zigzagando per Rua Augusta e proseguendo per praça do Municipio, Rua dos Correeiros, rua Garrett di fronte alla famosa caffetteria Brasileira; e ancora praça Luis de Camoes. Si prosegue su Rua da Misericordia in direzione dell’elegante concept-store Embaixada,  pertrovare lo stile  contemporaneo del Portogallo, di designer emergenti ma anche di brand del lusso come i profumi e i saponi  Castelbel. Per il pranzo la scelta da wowfactor è Lost in, un ristorante dalla cucina indo portoghese e con una vista inaspettata sul paesaggio della città.

Riprendendo la strada verso la Baixa Chiado, uno degli ultimi palazzi storici restaurati e visitabili gratuitamente è Broteria Cristianesimo e Cultura. Da qui si prosegue verso le rovine del Convento di Carmo e ancora verso la bellissima terrazza panoramica dell’Elevador di Santa Justa. Il modo migliore per concludere la giornata è arrivare nel  tardo pomeriggio al Mercato da Ribeira,  dove si possono trovare i classici stand dei venditori ma anche tanti ristoranti. Tutto all’insegna dell’allegria e della convivialità.

GIORNO 3. L’ultimo giorno ci si può concedere il piacere di conoscere la città da sud a nord del Tago. Questo itinerario dà la possibilità di toccare ancora grandi classici del patrimonio Unesco, fare una gita sul fiume e infine approfondire di più l’architettura del quartiere Parco delle Nazioni, lascito di Expo ‘98. Si parte dall’incantevole sito patrimonio Unesco del Monastero di San Geronimo, da visitare nei primi minuti di apertura al pubblico per lasciarsi incantare dal color oro della pietra quando viene illuminata dal sole, e provare ad immergersi nello spirito conventuale. A pochi passi dal monastero la Pasteleria de Belem, merita la sosta sia per individuare le piccole differenze con le pasteis de nata, sia per dare uno sguardo diretto sull’area di produzione. Questo non è solo il luogo dove gustare le celebri tartellette alla crema, ma anche dove provare i dolci portoghesi e gustare degli snack locali salati. Per continuare a fare il pieno di bellezza dello “stile manuelino” (il tardo gotico portoghese) si prosegue verso la Torre di Belem. Camminando lungo il Tago si giunge alla suggestiva architettura contemporanea del Maat, il Museo di Arte, Architettura e Tecnologia; quindi al Monumento delle Scoperte realizzato nel 1960; e ancora all’area riqualificata lungo il corso del fiume, con i suoi bei caffè, le piste ciclabili e i Docks, gli ex magazzini mercantili. Il Parco delle Nazioni conclude questo viaggio, offrendo un’ultima meraviglia: il tramonto sul mare e le suggestive architetture che prendono nuova vita al calar del giorno e con l’accendersi delle loro luci.

di Barbara Perrone – travel blogger

fotografie di Davide Tiezzi

Barbara Perrone

Barbara Perrone