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Le prigioni della mente. Draghi, basilischi, rettili fantastici

Prigioni della mente

Draghi, basilischi, rettili fantastici: sono questi i protagonisti della mostra immersiva che ha aperto a Feltre (BL) lo scorso 10 agosto 2023, con alcune iniziative a essa correlate.
Allestita negli spazi delle Antiche prigioni veneziane di Palazzo Pretorio, l’esposizione è una delle attese anteprime del Festival dell’Araldica di Feltre, in programma per le prime due settimane del mese di ottobre 2023 e che si propone come un’occasione per esplorare il mondo degli stemmi e il loro linguaggio di figure, segni, simboli e colori.

Prigioni della mente
Ambito Veneto Friulano, San Giorgio e il drago con la principessa (part.), seconda metà XV sec., Museo Diocesano Belluno Feltre, sala Gera
Prigioni della mente
 Andrea Nasone (attr.), Madonna, San Giorgio con il drago e San Martino, Vignui, chiesa di San Giorgio, XVI sec.

Tra di essi anche draghi e creature a essi affini, espressioni di un immaginario collettivo che dalle testimonianze di epoca classica arriva, passando per i bestiari medievali e i racconti della tradizione orale, fino ai giorni nostri e a serie televisive e film di straordinario successo.

Prigioni della mente
Feltre, Palazzo Villabruna (Museo Civico Archeologico), sottoportico, Stemma Ramponi, fine XIV-XV sec.

Lungi dall’essere solo figure dell’immaginario, essi – come raccontano gli organizzatori del Festival – costituivano presenze concrete nella vita reale ed esprimevano nel loro stesso esistere sogni, credenze e paure: “le prigioni della mente”, cioè quell’insieme di convinzioni attraverso cui noi uomini ieri come oggi filtriamo l’esperienza del reale.
Da qui il titolo dell’esposizione, “Le prigioni della mente. Draghi, basilischi, rettili fantastici”, allusione anche al luogo fisico in cui è allestita.

Prigioni della mente
Guido Assereto (disegni), Alberto Alpago Novello (cliché), Mario Gaggia (studio). Stemma Ramponi, stemmario nobili famiglie di Feltre, 1928
Prigioni della mente
Marco dal Mel (attr,) Fregio a Grottesche, Palazzo Villabruna, Museo Archeologico, XVI sec.

In mostra installazioni costituite da video e immagini, entrambi realizzati utilizzando l’Intelligenza Artificiale e facendo vivere attraverso di essa dipinti, sculture e decorazioni di draghi e rettili ancora visibili sul territorio feltrino. Un’esperienza immersiva visiva che interagisce con narrazioni sonore in dialetto e in italiano di leggende della tradizione orale della montagna bellunese raccolti e pubblicati da Daniela Perco e Carlo Zoldan in due volumi editi dalla Provincia di Belluno.

Prigioni della mente
Museo Civico, Bartolomeo Litterini, La Prudenza 1675 ca., olio su tela
Prigioni della mente
Alessandro Mazzucotelli, studio per lampada reggibraccio con figura di chimera, 1903 ca., Galleria Rizzarda

Chi intende vedere “dal vivo” draghi, basilischi e rettili fantastici, potrà farlo percorrendo l’itinerario proposto nella brochure che accompagna la mostra e che è distribuita gratuitamente a tutti i visitatori. Inoltre, presso il Polo Bibliotecario Feltrino è possibile approfondire l’argomento dei draghi nonché ammirare un prezioso manoscritto del 1432 appartenente al Fondo Storico ed eccezionalmente esposto al pubblico. Si tratta del volume Epistolae di Gasparino Barzizza, cui sono affiancate altre testimonianze miniate feltrine normalmente accessibili solo agli studiosi. L’esposizione, dal titolo “Draghi in miniatura. Tesori dagli archivi feltrini” è visitabile negli orari di apertura al pubblico del Polo Bibliotecario Feltrino, ed è curata da Francesca Colò.

Immagine in copertina: Feltre, Palazzo de Mezzan, sala della Venere, Ercole combatte con il toro Acheloo (part.), XVI sec.