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San Francesco a San Leo e la nascita del legame con i Montefeltro

San Francesco a San Leo, un episodio rimasto nella storia 

(A cura di Francesca Trapè)

San Francesco fu molto legato alle Marche. Andò per la prima volta in questa regione assieme a frate Egidio nella primavera del 1208. Il Santo partì subito dopo aver ascoltato il Vangelo (lettura relativa alla missione apostolica) presso Santa Maria della Porziuncola di Assisi. Francesco si diresse nelle Marche accompagnato solo da frate Egidio, mentre Bernardo da Quintavalle e Pietro Cattani rimasero nella Porziuncola. Come ci dicono le Fonti Francescane: scritti e biografie di san Francesco d’Assisi, cronache e altre testimonianze del primo secolo francescano, scritti e biografie di santa Chiara d’Assisi, (Assisi, Movimento francescano, 1977, pp. 1130-1132), durante il viaggio «Francesco cantava in francese, lodando e benedicendo il Signore con voce chiarissima. Erano talmente colmi di gioia, come se avessero scoperto un grande tesoro».

san francesco
San Francesco d’Assisi

In seguito il Santo visitò le Marche molte volte. Il Montefeltro fu uno dei territori più battuti dal Santo. A dimostrazione di ciò, il fatto che da Francesco in poi, chi da Assisi si dirigeva in Nord Italia passa sempre per il Montefeltro, come se questo fosse divenuto una sorta di “passaggio obbligato”. La visita del Santo, che però ebbe maggiore risonanza e che gode di maggiore fortuna attraverso i secoli, fu quella dell’8 maggio 1213 a San Leo. Francesco, dopo la Pasqua del 1213, da Assisi prese la direzione della Valle Tiberiana per dirigersi verso la Romagna. Superata la Marecchia si trovò davanti all’imponenza della rocca di San Leo, dove in quei giorni si festeggiava l’elezione di un nuovo cavaliere.

san leo castello
Il Castello dei Montefeltro a San Leo (PU)

Il giovane in questione molto probabilmente era Montefeltrano II da Montefeltro (1195-1254), figlio di Buonconte e padre di Guido. Non si hanno grandi notizie di Montefeltrano II  poiché la cronaca dell’epoca se se n’è occupata poco. Di certo si sa che egli seguisse la parte imperiale e militando al soldo di Filippo di Svevia venisse inviato da questi in Sicilia per difenderla e, nello stesso tempo, per salvaguardare gli interessi della moglie. Compì lodevolmente il compito affidatogli, tanto che fu premiato non solo da Filippo ma anche da Federico II. Ebbe condotta di uomini d’arme e siccome in una singolare disputa scavalcò il barone tedesco fu creato cavaliere. Morì a poca distanza di tempo da papa Innocenzo IV, nel 1254.

Tornando a noi, appena Francesco apprese la notizia da alcuni contadini, disse al compagno frate Leone di andare in città e cercare di compiere del bene con l’aiuto di Dio. Alla festa del cavaliere erano ospiti molti nobili del territorio e un signore di Toscana, Orlano Cattani, oltre che nobiluomo anche estremamente ricco. Questi era un grande ammiratore di Francesco. Il Santo entrato nel castello salì sopra un rialzo per farsi sentire meglio dalla folla ed esclamò i celebri versi in volgare: «Tanto è il bene che mi aspetto Che ogni pena mi è diletto».

Stemma dei Montefeltro

Dopo la predica si intrattenne con Cattani, conte di Chiusi, che gli offrì in uso il Monte della Verna. La predica del Santo lasciò un ricordo indelebile nella famiglia dei Montefeltro, sicché la famiglia rimase sempre molto legata al Santo e all’Ordine francescano.

I Montefeltro e i francescani: un legame lungo secoli

(A cura di Riccardo Renzi)

Il legame tra la famiglia e l’Ordine fu tale che la prima difese sempre i francescani, e molti membri dei Montefeltro entrarono a far parte dell’Ordine. Il primo a far parte dei Minori fu Rolando, fratello di Buonconte. Rolando fu vescovo del Montefeltro tra il 1222 e il 1227. Non ci è però giunta la data in cui gli venne concessa la cattedra episcopale, ma dai compiti che gli furono assegnati dai papi Onorio III e Gregorio IX possiamo dedurre quanto prestigio riscuotesse. Di sicura appartenenza francescana fu invece il figlio di Buonconte, Taddeo. Da laico fu un grande condottiero dell’esercito imperiale, ma poi in età matura, turbato dalla guerra e alla ricerca di pace entrò a far parte dei frati minori. Però la figura che più di molte altre, all’interno della famiglia di Montefeltro, ebbe maggiore risalto fu Ugolino, figlio di Buonconte e fratello di Montefeltrano II. I dati biografici non sono molti e neanche certi. La data di nascita è collocata all’inizio del 1197 e probabilmente fu indirizzato alla carriera ecclesiastica essendo un figlio cadetto. Sicuramente quando il fratello fu fatto cavaliere si trovava con lui a San Leo ed ebbe in quell’occasione la possibilità di conoscere San Francesco. Come riportato da Franceschini, il ricordo di quel giorno ha lasciato in lui un segno indelebile. Da una lettera di papa Gregorio IX è possibile apprendere che agli inizi di luglio 1232 era già vescovo di Montefeltro. Non esiste però documentazione in grado di assegnare una data precisa alla sua elezione. Eubel, tra i maggiori storici della Chiesa, la colloca nel 1229 basandosi sugli incarichi che gli furono affidati da Gregorio IX e Innocenzo IV. In disaccordo con lo storico è invece Antonio Bartolini, che colloca l’elezione nel 1231. Come il fratello Montefeltrano II fu di fede ghibellina e quando Innocenzo IV scomunicò lo zio Taddeo, egli si rifiutò di incamerare i beni dello zio. Si distinse per la grande beneficenza che fece verso i francescani. Nel 1244 consacrò la chiesa di Sant’Igne: questo è il primo esempio nelle Marche di cui si abbia memoria di consacrazione di una chiesa francescana. La testimonianza ci è pervenuta attraverso una lapide rinvenuta agli inizi del Novecento nell’orto del convento; oggi è conservata al municipio di San Leo.

Chiesa e convento di Sant’Igne

La chiesa si trova nei pressi di questa località  e secondo la leggenda ci si sarebbe accampato proprio Francesco nel suo viaggio verso San Leo. Così in quel luogo venne costruita la chiesa e il convento ad uso dei frati minori. È molto probabile che la chiesa e il convento siano stati eretti e voluti da Buonconte, però per tale convento non si ha alcun documento anteriore al 1244, dunque per la fondazione possiamo solo muoverci con delle supposizioni. Secondo la maggior parte degli storici locali, Ugolino avrebbe contribuito anche all’insediamento dei francescani presso San Marino. Prova di ciò è il fatto che il Vescovo abbia inviato a San Marino, per la costruzione del convento del Serrone, le stesse maestranze che lavoravano per lui.

Il suo legame con i frati minori fu veramente forte, poiché da Innocenzo IV fu nominato protettore dei francescani della provincia di Romagna. Con la bolla Nimis iniqua del 18 agosto 1245, il Pontefice nominava dei conservatori e protettori dei frati minori per ogni provincia ecclesiastica. Il 5 maggio del 1250, con la bolla Quo nonnulli, il medesimo Pontefice incaricava i vescovi di Bologna e Montefeltro di non permettere che fossero molestati i frati minori di Romagna (Bullarium Franciscanum, I, p. 543). Ugolino morì nel 1252.

Papa Innocenzo IV

Di membri della famiglia Montefeltro vicini ai francescani ce ne sono molti altri, basti pensare a Taddeo (1180-1251), o a Taddeo Novello (1220-1282), o ancora a Guido da Montefeltro (1220-1298) ricordato anche da Dante nella Commedia, ma qui ci siamo voluti concentrare solo sull’episodio di San Leo e su questi primissimi legami tra i Montefeltro e i francescani, proprio per capire da dove sia originato tale legame lungo secoli.

di Riccardo Renzi e Francesca Trapè

 

Autore

  • Laureato in Scienze Storiche presso l’Università di Macerata con specializzazione biblioteconomica, ha maturato un’esperienza biennale di insegnamento di materie letterarie presso gli istituti secondari di secondo grado, attualmente, dopo la vittoria del concorso pubblico di categoria D1 presso il IV settore del Comune di Fermo, lavora come Istruttore Direttivo presso la Biblioteca civica Romolo Spezioli di Fermo. È membro dei comitati scientifici e di redazione delle riviste Scholia, Il Polo e...

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