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Visio Pauli. Il viaggio all’inferno di San Paolo

La Chiesa dell’Egitto dei primi tre secoli era attraversata da forti tensioni escatologiche che alimentavano domande sulla prosecuzione della vita oltre la morte, sull’aldilà e sui destini assegnati ai giusti e ai malvagi dopo l’esperienza terrena. Ad alimentare questi interrogativi non era solo l’Apocalisse di Giovanni, con le sue suggestive rivelazioni profetiche sull’ultraterreno, ma anche testi apocrifi di ascendenza giudaica e mediorientale come il Quarto Libro di Esdra, il Libro di Enoch e l’Apocalisse di Pietro, che combinavano visioni e profezie con elementi di natura esoterica.

La pena dei dannati morti senza pentimento. CCCC MS 20, f. 61v
La pena dei dannati morti senza pentimento. CCCC MS 20, f. 61v
In alto: l’arcangelo Michele sprona S. Paolo a proseguire. In basso: il ponte del giudizio. CCCC MS 20, f. 62r
In alto: l’arcangelo Michele sprona S. Paolo a proseguire. In basso: il ponte del giudizio. CCCC MS 20, f. 62r

Attorno alla metà del III secolo, in questo humus composito, fiorì un’opera letteraria scritta in greco e destinata a influenzare tutta la tradizione escatologica tardo-antica e medievale fino al Quattrocento: l’Apocalisse di San Paolo, detta anche Visio Pauli. L’autore, di cui s’ignora l’identità, racconta il viaggio di San Paolo nel Paradiso e nell’Inferno. A guidare l’apostolo nel viaggio ultramondano è l’arcangelo Michele. L’opera fu ispirata dall’esperienza mistica vissuta da San Paolo, e da lui stesso raccontata in terza persona nella Seconda lettera ai Corinzi: “Conosco un uomo in Cristo, che quattordici anni fa – se con il corpo o fuori del corpo non lo so, lo sa Dio – fu rapito fino al terzo cielo. E so che quest’uomo – se con il corpo o senza corpo non lo so, lo sa Dio – fu rapito in paradiso e udì parole indicibili che non è lecito ad alcuno pronunziare” (2Cor. 12, 2-4).

In alto: dannati tra le fiamme divorati da vermi e serpenti. In basso: dannata tormentata da sette demoni. CCCC MS 20, f. 64v
In alto: dannati tra le fiamme divorati da vermi e serpenti. In basso: dannata tormentata da sette demoni. CCCC MS 20, f. 64v

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di Domenico Condito –  saggista

Immagini per gentile concessione della The Parker Library, Corpus Christi College, Cambridge