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Alice Padovani e Ghepi srl: arte e impresa per la sostenibilità

L’artista modenese Alice Padovani è presente con la sua opera, dall’11 al 16 febbraio 2022, alla residenza d’artista per i 50 anni di attività di Ghepi s.r.l., azienda di Cavriago (RE) specializzata nello sviluppo dei progetti per lo stampaggio ad iniezione delle materie plastiche e che – in linea con l’Agenda 2030 per un futuro sostenibile – punta sull’innovazione tecnologica e su un modello di industrializzazione sostenibile finalizzato al raggiungimento di un’economica circolare della plastica.

Alice Padovani, Archival impulse or The museum-machine, installazione site-specific nel Lapidario Romano del Museo Civico di Modena in occasione del festivalfilosofia 2020

Nel corso della residenza d’artista, che Ghepi S.r.l. promuove in collaborazione con l’Associazione culturale Gommapane Lab, Alice Padovani realizzerà un’opera d’arte inedita a partire dalle componenti plastiche disponibili in loco. La composizione sarà acquisita dall’azienda e presentata al pubblico nel mese di marzo, nell’ambito di un evento che aprirà ufficialmente le celebrazioni per il cinquantenario. Una tappa importante a cui si vuole aggiungere ulteriore importanza grazie all’idea di affidare all’arte il compito di dar voce ai valori che possono rappresentare un futuro sostenibile. Nella fattispecie si vuole «offrire una nuova narrazione della materia plastica, materiale importante nella vita moderna, protagonista dell’economia circolare e della riduzione delle emissioni di CO2, in quanto è riciclabile, riutilizzabile e permette di ridurre il peso dei prodotti. La scelta di Alice Padovani è legata alla qualità della sua ricerca e della sua espressione artistica, ispirata all’archiviazione museale e portatrice di futura memoria».

Alice Padovani, Black and fluo nest, dittico, 2015-2018, serie Collezione di una gazza ladra, assemblaggio in teche entomologiche, tecnica mista, 50x110x5 cm, parte 2

«Seguiamo e apprezziamo da tempo l’operato di Alice Padovani – spiegano Nicla Ferrari e Gaia Bertani di Gommapane Lab. Ci ha colpito, in particolare, l’importante installazione site-specific realizzata all’interno del Lapidario Romano dei Musei Civici di Modena in occasione di festival filosofia 2020, installazione in cui è condensata tutta l’attitudine classificatoria dell’artista, unita ad una speciale abilità nella composizione di elementi diversi che, privati della loro funzione originaria, danno vita ad un mondo “altro” che non tralascia un altissimo livello di eleganza formale. È poi interessante il fatto che l’artista spesso caratterizzi le sue opere lasciandosi guidare da un perimetro circolare. Questa forma, evocativa di contenuti quali rigenerazione, sostenibilità, circolarità, continuità, si lega in modo profondo ai valori che la residenza vuole trasmettere».

Alice Padovani, Mangiare la luce, 2018, serie Collezione di una gazza ladra, assemblaggio in teca entomologica, tecnica mista, 39x39x5 cm

Fondendo la spontaneità dell’impulso creativo al rigore del metodo scientifico, Alice Padovani propone nelle sue opere frammenti di una natura decontestualizzata e crea collezioni che sono, al contempo, cumuli e tracce. Elementi vegetali e animali dialogano assieme ad altri objets trouvés nel tentativo di instaurare un equilibrio tra l’effimero del corpo organico e la solidità della forma inorganica, per rappresentare lo scorrere del tempo come testimonianza e impronta della materia.

Alice Padovani, Black nest, 2021, serie Collezione di una gazza ladra, assemblaggio in teca entomologica, tecnica mista, 50x50x5 cm

Alice Padovani nasce nel 1979 a Modena, dove vive e lavora. Laureata in Filosofia e in Arti Visive, dalla metà degli anni ‘90 al 2012 si forma e lavora come attrice e regista nell’ambito del teatro contemporaneo. Il suo linguaggio espressivo spazia dal disegno all’installazione e alla performance. Le sue opere sono state esposte in mostre personali, collettive e fiere d’arte a carattere nazionale e internazionale ricevendo numerosi premi e riconoscimenti, tra cui il Primo premio Scultura al Premio Nocivelli, il premio speciale Galleria Guidi&Schoen all’Arteam Cup, il Biafarin honor award all’Arte Laguna Prize di Venezia e il Talent Prize di Paratissima Bologna. Le sue opere fanno parte di collezioni private e pubbliche, tra cui Il Museo Civico di Modena, la Reggia di Caserta, il Castello di Acaya, il MuDi di Taranto, lo storico Hotel de Crillon a Parigi.

Alice Padovani con Archival impulse or The Museum-Machine, installazione site-specific per i Musei Civici di Modena