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Anni ’70. Cannobio (VB) ospita la personale di Lucio Del Pezzo

Le sale espositive di Palazzo Parasi di Cannobio ospitano la personale di Lucio Del Pezzo (Napoli, 1933 – Milano, 2020), Anni ‘70, a cura di Vera Agosti. La mostra, visitabile fino al 26 giugno, è realizzata in collaborazione con la Fondazione Marconi di Milano.  Il focus è dedicato agli anni Settanta, una stagione particolarmente creativa, ricca e pienamente rappresentativa della poetica dell’artista. Il primo piano di Palazzo Parasi ospita le coloratissime opere di questo periodo, con le mensole, dal fondo dorato, come altari laici, sui quali sono appoggiati diversi oggetti enigmatici (La Vela fondo oro, 1974; Losanga, 1975), le steli e i casellari (I segni ardoise, 1970; Casellario 40 elementi, 1974), sorta di archivi ordinati dei simboli segreti amati dall’autore. Al piano superiore, alcuni pezzi degli anni precedenti e successivi permettono un dialogo e un confronto temporale, per uno sguardo più completo sulla ricerca del maestro, con una trentina di lavori in totale, di piccole e grandi dimensioni. Esposte anche alcune sculture, come Bomarzo del 1975 e Russia del 1995. Un video completerà la rassegna per l’approfondimento.

Lucio Del Pezzo, I segni ardoise, 1970, acrilici e collage su legno, cm 120 x 150

Partendo da esperienze informali e posizioni neo-surrealiste e neo-dadaiste, con la partecipazione al Gruppo ’58 a Napoli, Lucio Del Pezzo (Napoli, 1933 – Milano, 2020) si dedica in seguito a geometrie razionali neo-metafisiche, optical e pop. Costruisce tableaux-objets e assemblages, con un linguaggio ludico e ironico. Nel 1960, su invito di Enrico Baj, si trasferisce a Milano. Lavora tra il capoluogo meneghino e Parigi, nello studio che era stato di Max Ernst. Numerose le mostre in Italia e all’estero.

Lucio Del Pezzo, Figura, 1982, colore acrilico e collage su legno

Nel 1961 espone negli Stati Uniti vincendo il Carnegie International Award; nel 1964 alla Triennale di Milano, dove con Baj e Fontana realizza Il Labirinto del tempo libero, e alla Biennale di Venezia, dove nel 1966 è invitato con una sala personale e con la presentazione di Gillo Dorfles. Dal 1965 collabora con lo Studio Marconi. E ancora la personale a Parigi nel 1968; la retrospettiva alla Rotonda della Besana di Milano nel 1974, curata da Guido Ballo; la grande personale al Palazzo dell’Arte di Mosca nel 1988; quella alla Casa del Mantegna di Mantova nel 1994; la prima retrospettiva in Germania nel 2000 all’Istituto Mathildenhöhe di Darmstadt.

Grande Ziggurath, 1971, colore acrilico su legno, cm 238×120

A Napoli nel 2001 esegue quattro grandi rilievi ceramici e una scultura in bronzo per due stazioni della metropolitana e viene organizzata un’antologica al Castel dell’Ovo. Nel 2008 alcune opere entrano a far parte della collezione della Farnesina a Roma. Lavora anche come scenografo e ottiene la cattedra di “Ricerche sperimentali sulla pittura” alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano.

L. Del Pezzo, Teatrino, 1975, collage e acrilici su legno, 75 x 50 x 21 cm

L’esposizione si iscrive nel quadro delle mostre pensate per valorizzare una storica costruzione risalente al XIII secolo adibita per tanti anni a luogo di giustizia e di governo: il Palazzo della Ragione, meglio conosciuto come Palazzo Parasi, è stato accuratamente restaurato dall’Amministrazione Comunale, di concerto e sotto l’alta vigilanza della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio della regione Piemonte. Si tratta di un imponente edificio che sorge a ridosso della Torre Comunale del XII secolo. Al piano terra è presente un portico coperto con volte a botte che conserva lapidi, stemmi e rilievi del XIV secolo e due tombe romane. Ai piani superiori sono state realizzate due aree destinate a spazio espositivo, una delle quali particolarmente interessante per il diretto contatto con le antiche capriate.

Palazzo della Ragione o Palazzo Parasi, Cannobio (VB)

Qui un testo critico di Teodolinda Coltellaro: https://www.globusrivista.it/lucio-del-pezzo-la-poesia-di-oggetti-recuperati-al-proprio-tempo/

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