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Dalla guerra alla luna 1945-1969. Sguardi dall’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo

Le Gallerie d’Italia di Torino, nuovo museo di Intesa Sanpaolo in Piazza San Carlo, espongono un’interessante selezione di immagini dal ricco archivio Publifoto Intesa Sanpaolo per raccontare gli anni compresi tra il dopoguerra e il boom economico. La mostra si intitola appunto “Dalla guerra alla luna 1945-1969. Sguardi dall’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo” ed è curata da Giovanna Calvenzi e Aldo Grasso.

Un tram transita davanti agli edifici danneggiati dai bombardamenti del 1943, in corso Vittorio Emanuele II a Milano, agosto 1949 – Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo

L’obiettivo è quello di valorizzare e rendere fruibile il patrimonio dell’Archivio Publifoto di Intesa Sanpaolo. Questa mostra, inaugurata lo scorso 17 maggio, è visitabile fino al 4 settembre e presenta circa 80 scatti, raccontando l’Italia che rinasce dalle macerie del secondo conflitto mondiale, il piano Marshall con cui l’America l’aiuta a ripartire, il boom degli anni ’60 e l’avvento della televisione, la motorizzazione di massa e i sogni legati alla conquista della luna.

Uomini spingono una Fiat 500 in piazza Mentana a Firenze, dopo l’alluvione, 13 novembre 1966 (servizio fotografico di Mario La Porta, Eugenio Pavone) – Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo

Per capire l’Italia di oggi è quanto mai opportuno un tuffo nel passato, che illustri passo a passo quel che il Paese è stato ed è diventato nella seconda metà del secolo scorso. Nel 1945 l’Italia è un Paese in ginocchio: esce da 20 anni di fascismo e da cinque di guerra. È un Paese letteralmente a terra: bisogna ricostruire il tessuto sociale, l’economia, ma anche le istituzioni politiche dopo la dittatura e il vuoto di potere, creatosi con l’armistizio, durato due anni.

Don Balduzzi parla alle mondine chine a lavorare nei pressi di Vigevano, 1947 – Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo

Nelle immagini della mostra vediamo le baracche (per abbatterle passeranno molti anni) che costellano le periferie delle grandi città, e le prime case popolari, costruite grazie al progetto Ina Casa. C’è palpabile l’euforia di quegli anni, con la nascita di nuovi giornali e il desiderio che accomuna tutti di ripartire.

Vita nelle case minime al quartiere Ortica a Milano, luglio 1950 – Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo
Mondine in posa per una foto di gruppo nei pressi di Vigevano, 1947 – Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo

Nell’aprile del 1948 le elezioni politiche avevano sancito la vittoria della Democrazia Cristiana di De Gasperi e nel quadro politico nato dalle urne si opera negli anni successivi per la ricostruzione economica che avviene grazie a diversi fattori, tra cui gli aiuti internazionali dell’Onu e il piano Marshall, un grande progetto economico e finanziario messo in atto dagli Stati Uniti per sostenere la ripresa europea. Tra gli anni ’50 e ’60 avviene la grande trasformazione del nostro Paese: prima del boom economico l’Italia era un Paese prevalentemente agricolo e in condizioni decisamente arretrate, come testimoniano le immagini di mondine al lavoro, di greggi di pecore che attraversano le strade, di birocci tirati da cavalli. Proprio queste condizioni arretrate renderanno più evidenti i segni dell’industrializzazione.

Operaie al lavoro nello stabilimento Bassetti di Rescaldina, 16 ottobre 1959 (fotografia di Tino Petrelli) – Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo
Il Maestro Angelini e la sua orchestra in uno studio della RAI a Torino, maggio 1951 – Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo
Operai della SIRTI (Società Italiana Reti Telefoniche Interurbane) posano cavi coassiali in piazza della Scala a Milano, 3 ottobre 1952 – Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo

È il periodo della costruzione dell’Autostrada del Sole e della motorizzazione di massa, che si realizza prima con la Vespa e poi con la Topolino (forse amaranto come nella canzone di Paolo Conte) e con la Cinquecento. Sono gli anni delle Olimpiadi di Roma, del Concilio Vaticano II, dei primi consumi di massa: le case si affollano di elettrodomestici, dal frigorifero alla lavatrice, dalla cucina economica al tostapane.

Fila di automobili al casello di Firenze dell’autostrada Firenze-Pisa, 1962 (fotografia di Tino Petrelli) – Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo
Viadotto Torrente Sori, in costruzione, nel tratto autostradale Genova-Recco, 1965-1966 (fotografia di Tino Petrelli) – Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo

Il miracolo economico fu reso possibile da diverse ragioni: la generale ripresa dell’economia mondiale, la creazione del Mercato Comune Europeo, la costruzione di infrastrutture. La crescita riguardò soprattutto l’industria e permise un benessere inimmaginabile solo pochi anni prima. Ma non fu una crescita indolore, poiché non interessò tutto il Paese nello stesso modo. Il boom economico a cui lo storico divario tra il Nord e il Sud e l’industrializzazione, appannaggio soprattutto del Settentrione, costrinse a una gigantesca migrazione interna dalle campagne meridionali alle città del Nord che cambiò profondamente il volto dell’Italia.

Una Fiat 500 B in via Montenapoleone a Milano, 11 luglio 1948 – Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo
Un giovanissimo immigrato dal Sud Italia a Milano, 25 giugno 1962 (fotografia di Francesco Jovane) – Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo
Immigrati dal Sud Italia alla Stazione Centrale di Milano, giugno-luglio 1962 – Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo

Nella mostra, alle immagini del lavoro in fabbrica si alternano quelle dei concorsi di bellezza. Ci sono le gare sportive e quelle canore, la costruzione dei ponti e dei grattacieli, la realizzazione della metropolitana di Milano.

Gianni Morandi posa con la maglietta del 7° Cantagiro, 19 giugno 1968 – 6 luglio 1968 – Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo

Senza però dimenticare le tragedie, quelle naturali, come l’alluvione del Polesine e di Firenze, e quelle causate dall’uomo, come il Vajont. Catastrofi che misero il Paese di fronte alle contraddizioni di una grande trasformazione che non aveva fatto i conti con il suo fragilissimo territorio.

Sfollati nel Polesine alluvionato, 1951 – Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo
Disastro del Vajont: distruzione a Pirago di Longarone, 11 ottobre 1963 (servizio fotografico di Emilio Banchi, Enrico Belluschi, Gian Antonio D’Anna, Claus Peter Fischer, Oliviero Zanni) – Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo

La televisione, nata nel 1954, è l’elettrodomestico più desiderato di quegli anni, quello che più di tutti favorisce la diffusione di consumi di massa e l’unificazione culturale del Paese, a cominciare da quando il giovedì sera l’Italia si fermava per seguire “Lascia o raddoppia?”. Idealmente, oltre a segnare l’arco cronologico rappresentato dal quarto di secolo che copre il periodo dalla fine della guerra allo sbarco sulla luna, la mostra indica anche l’evoluzione dei media nella società italiana: un arco che inizia con la signora che ascolta la radio mentre sferruzza e si chiude con la magica serata del luglio 1969, quando tutto il Paese assiste in televisione a un’avventura capace di illudere che il mondo sarebbe cambiato: «Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’Umanità», come lo definì Neil Armstrong camminando per la prima volta sul nostro satellite in quell’estate del 1969.

Domenico Modugno festeggia la vittoria al Festival di Sanremo, gennaio 1959 (fotografia di Nicola Giordano) Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo – Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo
Mina in platea durante le prove al Festival di Sanremo, gennaio-febbraio 1961 (fotografia di Franco Gremignani) – Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo

Il Catalogo della mostra è realizzato da Edizioni Gallerie d’Italia | Skira.

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