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Il Rinascimento “alternativo” di Jheronimus Bosch

“Bosch e un altro Rinascimento” è una mostra che rende omaggio al grande genio fiammingo Jheronimus Bosch e alla sua fortuna nell’Europa meridionale con un progetto espositivo inedito: i curatori presentano  infatti una tesi affascinante secondo la quale Bosch rappresenta l’emblema di un Rinaascimento “alternativo”, lontano da quello governato dal mito della classicità. È la prova dell’esistenza di una pluralità di Rinascimenti, rappresentati da centri artistici diffusi.

Jheronymus Bosch, San Giovanni Battista, 1495 ca., olio su tavola, Madrid, Museo Lázaro Galdiano, © Museo Lázaro Galdiano, Madrid

La mostra, sotto la direzione artistica di Palazzo Reale e Castello Sforzesco, è visitabile dal 9 novembre 2022 al 12 marzo 2023 ed è curata da Bernard Aikema, già professore di Storia dell’Arte Moderna all’Università di Verona, Fernando Checa Cremades, professore di Storia dell’Arte all’Università Complutense di Madrid e già direttore del Museo del Prado, e Claudio Salsi, direttore del Castello Sforzesco, Musei Archeologici e Musei Storici e docente di Storia dell’incisione all’Università Cattolica di Milano.

Jheronymus Bosch, Trittico delle Tentazioni di sant’Antonio – particolare, 1500 ca., olio su tavola, Lisbona, Museu Nacional de Arte Antiga © DGPCLuísa Oliveira

Il percorso espositivo presenta un centinaio di opere d’arte tra dipinti, sculture, arazzi, incisioni, bronzetti e volumi antichi, inclusi una trentina di oggetti rari e preziosi provenienti da wünderkammer. In questo ricchissimo corpus spiccano alcuni dei più celebri capolavori di Bosch e opere derivate da soggetti del Maestro, e mai presentate insieme prima d’ora in un’unica mostra. Bosch è infatti autore di pochissime opere universalmente a lui attribuite e conservate nei musei di tutto il mondo; proprio perché cosi rari e preziosi, difficilmente i capolavori di questo artista lasciano i musei cui appartengono, e ancora più raramente si ha la possibilità di vederli riuniti in un’unica esposizione.

Jheronymus Bosch, Trittico delle Tentazioni di sant’Antonio – particolare, 1500 ca., olio su tavola, Lisbona, Museu Nacional de Arte Antiga © DGPCLuísa Oliveira

L’esposizione non è una monografica convenzionale, ma mette in dialogo capolavori tradizionalmente attribuiti al Maestro con importanti opere di altri maestri fiamminghi, italiani e spagnoli, in un confronto che ha l’intento di spiegare al visitatore quanto “l’altro” Rinascimento non solo italiano e non solo boschiano negli anni coevi o immediatamente successivi influenzerà grandi artisti come Tiziano, Raffaello, Gerolamo Savoldo, Dosso Dossi, El Greco e molti altri.

Marcantonio Raimondi o Agostino Veneziano, Lo Stregozzo, Ante 1527, Bulino, Milano, Civica Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli” © Comune di Milano

In copertina: Jheronymus Bosch, Trittico delle Tentazioni di sant’Antonio, 1500 ca., olio su tavola, Lisbona, Museu Nacional de Arte Antiga © DGPCLuísa Oliveira

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