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Labirinti famosi: tra natura e geometria

Villa Pisani

«Il labirinto è una creazione del potere e una fonte di turbamenti.

Riflette la “perplessa” esperienza che abbiamo della realtà»

(Franco Maria Ricci)

Il labirinto ha origini antichissime. È un luogo creato dall’uomo, concepito in passato come viaggio spirituale. La parola “labirinto” deriva dal nome greco labýrinthos (λαβύρινθος), usato nella mitologia per indicare il labirinto di Cnosso, il leggendario dedalo, costruito per volontà del re Minosse per rinchiudervi il terrificante Minotauro. Nei secoli i labirinti sono diventati luoghi sempre più lunghi e difficili da percorrere; luoghi magici e di gran fascino in cui perdersi, tra strade cieche e natura. Alcuni dedali sono dei gioielli di geometrie a metà tra botanica e ingegneria: dal Labirinto della Masone, il più grande del mondo, al meraviglioso dedalo del Castello di Schönbrunn. Scopriamo insieme 5 labirinti famosi nel mondo.

Labirinto del Palazzo di Schönbrunn, Vienna, Austria

Schoenbrunn Palace, Maze and Labyrinth © Schloss Schoenbrunn Kultur und Betriebsges.m.b.H. Severin Wurnig
Schönbrunn Palace, Maze and Labyrinth © Schloss Schoenbrunn Kultur und Betriebsges.m.b.H. Severin Wurnig

Un tempo residenza estiva degli imperatori d’Asburgo, il Castello di Schönbrunn è un magnifico edificio barocco che ospita un grande labirinto nel suo parco. Il labirinto è pura simmetria ed è stato costruito nel 1720, poi abbandonato e ricostruito con nuove piante nel 1999. Esaminandolo si possono trovare i dodici segni dello zodiaco e – arrivati alla fine – si possono osservare i visitatori che cercano l’uscita tra questi 1700 metri quadrati di labirinto.

Labirinto di Villa Pisani, Stra, Italia

Labirinto di Villa Pisani - © villapisani.beniculturali.it
Labirinto di Villa Pisani – © villapisani.beniculturali.it

Villa Pisani Museo Nazionale, soprannominata la “Regina delle ville venete”, ospita nel suo giardino il famoso labirinto di siepi, tra i più importanti d’Europa. Progettato nel 1720 da Girolamo Frigimelica per Alvise Pisani, è un labirinto tanto bello quanto complesso. La sua forma rimanda al classico percorso circolare a nove strati. Non mancano i molti vicoli ciechi che rendono difficile il suo percorso verso l’uscita. La leggenda vuole che anche Napoleone Bonaparte, ai tempi proprietario della villa, si sia perso tra le siepi di bosso di questo labirinto.

Parc del Laberint d’Horta, Barcellona, Spagna

Parc del Laberint d’Horta, Barcellona, Spagna
Parc del Laberint d’Horta, Barcellona, Spagna

Questo parco comprende il più antico giardino della città. Nato come giardino neoclassico con rimandi all’italiana, il risultato è oggi un giardino romantico. Il Parco del labirinto d’Horta ha un maestoso labirinto al suo interno, fatto da ampi  e alti  muri di cipressi. Al suo centro si trova una statua di Eros, il dio greco dell’amore.

Labirinto della Masone, Parma, Italia

Labirinto della Masone
Labirinto della Masone

Il labirinto più grande del mondo si trova Fontanellato, in provincia di Parma, ed è stato ideato da Franco Maria Ricci, editore, bibliofilo e collezionista d’arte scomparso lo scorso 10 settembre 2020. Un percorso in cui perdersi realizzato con circa 200.000 piante di bambù.

«C’era, sul retro della mia casa milanese una sorta di hortus conclusus, un giardinetto circondato da alte mura. All’inizio non sapevo che farne; poi, un giorno, un giardiniere giapponese competente e gentile mi suggerì di piantarci un boschetto di bambù. Seguii il suo consiglio.“  (Franco Maria Ricci)

Il Labirinto dell’Hampton Court Palace, Surrey, Regno Unito

Hampton Court Palace,Vivian Russell,The Maze, looking east
Hampton Court Palace,Vivian Russell,The Maze, looking east

Nel parco di questo sontuoso palazzo si trova il più antico labirinto di siepi ancora presente nel Regno Unito. Progettato verso il 1700 da George London e Henry Wise su richiesta di Guglielmo III d’Orange, anticamente era costituito da piante di carpino. In un secondo momento le piante furono sostituite con il tasso. La sua forma è trapezoidale e i visitatori possono perdersi nei suoi 1.200 metri, tra le sue curve e strade cieche.

di Rebecca Pedrazzi – storica dell’arte – www.notiziarte.com

Rebecca Pedrazzi

Rebecca Pedrazzi

Rebecca Pedrazzi, nata a Milano nel 1982, laureatasi in Storia e Critica dell'Arte all'Università degli Studi di Milano con la tesi Il Mercato dell'Arte Contemporanea, inizia a lavorare giovanissima come Art-Advisor in una società di gestione di opere d'arte, sviluppando anche un'approfondita conoscenza del mercato degli Old-Masters. Nel 2017 fonda la rivista d'arte e cultura online NotiziArte.com, e nel 2018 diventa giornalista pubblicista. Da allora ha scritto oltre 3.500 articoli su eventi d'arte e cultura nazionali e internazionali, oggi con un focus mirato sui temi più attuali delle ultime tecnologie applicate al mondo dell'arte. Nel 2021 ha pubblicato il libro "Futuri possibili. Scenari d'Arte e Intelligenza Artificiale” - Editore Jaca Book. Attualmente tiene docenze per corsi e master su IA e il mondo dell’Arte ed è attiva, lato educational, con pubblicazioni, conferenze e webinar dedicati. É membro della Gallery Climate Coalition (GCC) e collabora con il Dipartimento Neuromarketing e Metaverso AINEM e con l’Istituto Europeo di Design (IED). Ha co-curato la mostra “L’opera d’arte nell’epoca dell’AI” - Parma, Palazzo Pigorini, la prima collettiva dedicata all’AI Art Italiana.View Author posts